Archivio per la categoria ‘Poesia’

Vicino al fiume c’è un vecchio

Pubblicato: 14/04/2012 da Martino Ferrari in Pensieri, Poesia

Vicino al fiume
c’è un vecchio.
In silenzio, con calma
guarda il vento passare.
Sente il rumore
di infiniti anni
passati
a cercare un motivo.
Aspetta il momento giusto,
quello in cui capirà.

Un ragazzo lo osserva mentre rinuncia.

 

(di Stefano Ria)

 

 

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Dein Christus, ein Jude.

Pubblicato: 07/10/2010 da montelfo in Poesia, WhatsernaMe
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Pubblichiamo oggi una poesia tedesca (priva di autore a quanto pare), con la relativa traduzione, segnalata dalla nostra collaboratrice WhatsernaMe.

 

Deutsch:

Dein Christus, ein jude.

Dein Auto, ein Japaner.

Deine Pizza, italienisch.

Deine Demokratie, griechisch.

Dein Kaffee, brasilianisch.

Dein Urlaub, turkisch.

Dein Zahlen, arabisch.

Deine Schrift, lateinisch.

Und dein Nachbar nur ein Auslander?

Italiano:

Il tuo Cristo, un ebreo.

La tua auto, giapponese.

La tua pizza, italiana.

la tua democrazia, greca.

Il tuo caffè, brasiliano.

La tua vacanza, turca.

I tuoi numeri, arabi.

La tua scrittura, latina.

E il tuo vicino solo uno straniero?

Addio

Pubblicato: 12/06/2010 da montelfo in L'Albatro, Musica, Poesia
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Addio

***

Nell’anno ’99 di nostra vita

io, Francesco Guccini, eterno studente

perché la materia di studio sarebbe infinita

e soprattutto perché so di non sapere niente.

Io, chierico vagante, bandito di strada,

io, non artista, solo piccolo baccelliere,

perché, per colpa d’altri, vada come vada,

a volte mi vergogno di fare il mio mestiere.

Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,

riflettori e paillettes delle televisioni,

alle urla scomposte di politicanti professionisti,

a quelle vostre glorie vuote da coglioni…

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,

alle diete per mantenersi in forma smagliante

a chi parla sempre di un futuro trionfale

e ad ogni impresa di questo secolo trionfante

Alle magie di moda delle religioni orientali

che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,

ai personaggi cicaleggianti dei talk-show

che squittiscono ad ogni ora un nuovo “vero”

Alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,

alle loro modelle senza umanità

alle sempiterne belle in gara sui calendari,

a chi dimentica o ignora l’umiltà…

Io, figlio d’una casalinga e di un impiegato,

cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna

che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,

io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,

Io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,

due soldi d’elementari ed uno d’università,

ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato

dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà…

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,

a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia

o sceglie a caso per i tiramenti del momento

curando però sempre di riempirsi la pancia

E dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,

ai ceroni ed ai parrucchini per signore,

alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,

al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore

A chi si dichiara di sinistra e democratico

però è amico di tutti perché non si sa mai,

e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico

ed è anche fondamentalista per evitare guai

A questo orizzonte di affaristi e d’imbroglioni

fatto di nebbia, pieno di sembrare,

ricolmo di nani, ballerine e canzoni,

di lotterie, l’unica fede il cui sperare…

Nell’anno ’99 di nostra vita

io, giullare da niente, ma indignato,

anch’io qui canto con parola sfinita,

con un ruggito che diventa belato,

ma a te dedico queste parole da poco

che sottendono solo un vizio antico

sperando però che tu non le prenda come un gioco,

tu, ipocrita uditore, mio simile…

mio amico…

***

Poesia e vita

Pubblicato: 16/05/2010 da montelfo in Aristofane, Poesia
Tag:, , ,

di Aristofane

Sera di riflessioni e pensieri. Sulla vita, sul mondo, su noi. E la poesia, almeno per me, rimane uno dei modi migliori per comunicare pensieri e sensazioni.

Istanti

di Jorge Luis Borges

Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita

nella prossima cercherei di fare più errori

non cercherei di essere tanto perfetto,

mi negherei di più,

sarei meno serio di quanto sono stato,

difatti prenderei pochissime cose sul serio.

Sarei meno igienico,

correrei più rischi,

farei più viaggi,

guarderei più tramonti,

salirei più montagne,

nuoterei più fiumi,

andrei in posti dove mai sono andato,

mangerei più gelati e meno fave,

avrei più problemi reali e meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente

e precisamente ogni minuto della sua vita;

certo che ho avuto momenti di gioia

ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.

Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,

solo di momenti, non ti perdere l’oggi.

Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,

una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute;

se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera

e continuerei così fino alla fine dell’autunno.

Farei più giri nella carrozzella,

guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,

se avessi un’altra volta la vita davanti.

Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

Se

(di Rudyard Kipling)

Se… riesci a non perdere la testa,

quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa;

Se… riesci ad aver fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,

ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare;

Se… riesci ad aspettare, senza stancarti di aspettare,

o, essendo calunniato, a non rispondere con calunnie

o, essendo odiato, a non abbandonarti all’odio

pur non mostrandoti ne troppo buono ne parlando troppo da saggio;

Se…riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;

Se…riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine;

Se…riesci, incontrando il Successo e la Sconfitta

a trattare questi due impostori allo stesso modo;

Se… riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai dette,

distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi,

o vedere le cose per le quali tu hai dato la vita, distrutte

e umilmente, ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se…riesci a fare un sol fagotto delle tue vittorie,

e rischiarle in un sol colpo a testa e croce,

e perdere, e ricominciare daccapo

senza dire mai una parola su quello che hai perduto;

Se… riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi

a sorreggerti, anche dopo molto tempo che non te li senti più,

ed a resistere quando ormai in te non c’è più niente,

tranne la tua volontà che ripete …resisti

Se…riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà,

o a passeggiare con il re senza perdere il senso comune;

Se…tanto amici che nemici non possono ferirti;

Se…tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo;

Se…riesci a colmare l’inesorabile minuto,

con un momento fatto di sessanta secondi.

Tu hai la terra e tutto ciò che è in essa e quel che più conta…

…sarai un uomo, figlio mio!

Voglia di poesia

Pubblicato: 11/04/2010 da montelfo in Aristofane, Poesia
Tag:,

UN DONO
di Mahatma Gandhi

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.