Chi siamo

Montelfo

“Montelfo” è lo pseudonimo che abbiamo deciso di utilizzare per i post scritti a quattro mani. Il nome, che deriva dal libro di Stefano Benni “Pane e tempesta”, indica un piccolo paese frutto della fantasia dell’autore, nel quale tutti gli abitanti lottano e si battono perchè il loro piccolo mondo non venga fatto a pezzi dal progresso e dalla sete di potere e di profitto. E così abbiamo deciso di prendere questo nome e di farlo nostro, perchè anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo lottare, anche se sappiamo che non sarà facile.

L’Albatro

L’Albatro. Pseudonimo di Nicola Cavallini, trentino mezzosangue reggiano, italiano classe ’90, convinto di voler e poter fare qualcosa per cambiare un po’ ciò che sotto questo sole non va. Studio chimica generale a Modena, e mi diletto a suonare le tastiere e il pianoforte, oltre che a frequentare concerti di vario genere. Ringrazio le moderne tecnologie per l’opportunità di comunicare con chi può e potrà, chi vuole e vorrà leggerci, ma soprattutto per la possibilità di mantenere la strana e bella amicizia che ho con Aristofane, nonostante i duecento chilometri che separano Trento e Modena.

Perché l’Albatro? Baudelaire raccontava in versi la condizione del poeta che, quando si trova brutalmente scaraventato dentro la realtà, appare come questo strano volatile: da maestoso dominatore dell’azzurro, catturato dai marinai l’albatro perde la sua aura fantastica e appare goffo, impacciato, mentre questi ridendo lo stuzzicano con la pipa.

Io mi sento spesso così. Non poeta, ma spaesato e colpito da così tante cose, tanti fatti e avvenimenti, che nella decisione di aprire un blog in cui parlare liberamente vedo un’opportunità, forse non rivoluzionaria (quanti blog esistono…?), ma comunque per fare un passo verso la persona raziocinante consapevole e indipendente che vorrei essere.

Ascoltando e basta non si capisce quasi nulla oggi come oggi. Proviamo a chiederci qualche “perché” in più.

Aristofane

Il mio vero nome è Martino Ferrari, classe 1990, e studio giurisprudenza a Trento. Sono un appassionato lettore di quasi tutto quello che mi capita sotto mano, dai saggi ai romanzi (esclusi a priori quelli di Moccia) alle raccolte di poesie. Nonostante non abbia molto tempo per farlo (a causa dell’università), scrivere rimane una delle cose che più mi piace fare. Ho prodotto alcuni racconti brevi, con cui ho partecipato a dei concorsi in giro per l’Italia.

Ed ora eccomi qui, pronto a condividere questa nuova esperienza con il mio amico a distanza (studia a Modena) L’Albatro.

Ho scelto di rubare il nome al grande commediografo greco Aristofane perché, come lui, ho a cuore la democrazia ed il bene del mio paese e voglio provare a fare qualcosa per migliorare il mondo in cui viviamo. Aristofane lo faceva mostrando vizi, contraddizioni e falsità dell’uomo del suo tempo. Anch’io voglio provare a mettere in luce gli aspetti positivi e negativi di questa nostra strana epoca, di questa nostra incredibile Italia. Voglio provare a scrivere di cose sulle quali si può provare a ridere, ma a denti stretti, riflettendo, come ci ha insegnato a fare proprio Aristofane. Perché l’uomo, allora come adesso, è sempre lo stesso, colmo di insicurezze, cattiverie, paure, gioie e desideri.

Non ho l’ambizione di cambiare il mondo con questo blog né la presunzione di credere che scrivendo i miei pensieri e le mie impressioni le cose miglioreranno. Ma se anche una sola persona dovesse trovare interessante quanto scrivo e sapere o capire qualcosa che prima non sapeva, sarei soddisfatto.

Per questo il lavoro di giornalista mi affascina. E considero questo blog un punto di partenza, un piccolo spazio di sfogo che, insieme al mio amico Albatro, riempio con le mie impressioni, i miei pensieri e le mie idee.

commenti
  1. chinonrisica scrive:

    Ciao ragazzi! Il vostro blog è bellissimo. Occupatevi, vi prego, di quello che accade in Trentino, dove si voterà il prossimo 24 ottobre per le Comunità di valle, un mostro politico che peserà sulle nostre tasche e non migliorerà la nostra vita.
    Esprimete il vostro pensiero di giovani ai quali abbiamo lasciato il terzo debito pubblico più elevato del mondo e una società allo sbando. Anche nel dorato Trentino.
    A presto

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