Addio

Pubblicato: 12/06/2010 da montelfo in L'Albatro, Musica, Poesia
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Addio

***

Nell’anno ’99 di nostra vita

io, Francesco Guccini, eterno studente

perché la materia di studio sarebbe infinita

e soprattutto perché so di non sapere niente.

Io, chierico vagante, bandito di strada,

io, non artista, solo piccolo baccelliere,

perché, per colpa d’altri, vada come vada,

a volte mi vergogno di fare il mio mestiere.

Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,

riflettori e paillettes delle televisioni,

alle urla scomposte di politicanti professionisti,

a quelle vostre glorie vuote da coglioni…

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,

alle diete per mantenersi in forma smagliante

a chi parla sempre di un futuro trionfale

e ad ogni impresa di questo secolo trionfante

Alle magie di moda delle religioni orientali

che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,

ai personaggi cicaleggianti dei talk-show

che squittiscono ad ogni ora un nuovo “vero”

Alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,

alle loro modelle senza umanità

alle sempiterne belle in gara sui calendari,

a chi dimentica o ignora l’umiltà…

Io, figlio d’una casalinga e di un impiegato,

cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna

che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,

io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,

Io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,

due soldi d’elementari ed uno d’università,

ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato

dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà…

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,

a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia

o sceglie a caso per i tiramenti del momento

curando però sempre di riempirsi la pancia

E dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,

ai ceroni ed ai parrucchini per signore,

alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,

al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore

A chi si dichiara di sinistra e democratico

però è amico di tutti perché non si sa mai,

e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico

ed è anche fondamentalista per evitare guai

A questo orizzonte di affaristi e d’imbroglioni

fatto di nebbia, pieno di sembrare,

ricolmo di nani, ballerine e canzoni,

di lotterie, l’unica fede il cui sperare…

Nell’anno ’99 di nostra vita

io, giullare da niente, ma indignato,

anch’io qui canto con parola sfinita,

con un ruggito che diventa belato,

ma a te dedico queste parole da poco

che sottendono solo un vizio antico

sperando però che tu non le prenda come un gioco,

tu, ipocrita uditore, mio simile…

mio amico…

***

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