Archivio per la categoria ‘Satira’

Ricordate “Paparatzinger”, l’esilarante remake di “Paparazzi” di Lady Gaga? La Sora Cesira torna a deliziarci con due inediti, “The Arcore’s nights” (non c’è bisogno di aggiungere altro) e “Mannaggiammè” (sulle olgettine, ovvero veline e compagnia sculettante). Buona visione!


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Ecco a voi la nona puntata della serie “La metamorfosi” di Stefano Disegni, tratta dal Misfatto del 21 febbraio 2011. Consigliamo di leggere il riassunto delle puntate precedenti, in cima alla striscia. Buona lettura!

(Clicca sull’immagine per ingrandire)

Un piccolo post divertente, Masi che telefona ad Annozero per dissociarsi, ma non è Santoro a rispondere…

Oltre alla striscia domenicale sul “Misfatto”, Stefano Disegni disegna anche per Sette (inserto del giovedì del Corriere). Qualche tempo fa, il prolifico vignettista ha dedicato due o tre strip ad Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, prossime conduttrici, insieme a Gianni Morandi, del Festival di Sanremo. Disegni ha ritratto le due ragazze senza testa. Ed è scoppiata la polemica. Tanto che a “l’Arena” (credo sia una trasmissione interna a Domenica In, comunque un programma di discussione su Rai 1 la domenica pomeriggio) ne hanno fatto una puntata, dicendo che la vignetta aveva offeso la Canalis e la Rodriguez, terribile. Qui sotto trovate una delle vignette incriminate (incentrata sul fatto che a Sanremo si voleva far cantare sia “Bella ciao” che “Giovinezza”, in una sorta di versione horror della par condicio). E di seguito lo spassosissimo articolo di Stefano Disegni tratto dal Fatto del 7/12/2010. Penso che Disegni abbia disegnato e scritto quello che moltissimi italiani (quelli con un minimo di cervello almeno) pensano.

ELI E BELEN: NIENTE TESTA, MOLTA FURBIZIA

Ero lì che mangiavo maiale in umido con purè quando mi hanno avvertito che Vittorio Sgarbi da mezz’ora mi stava attaccando furiosamente su Rai1, insultandomi con ferocia selvaggia, dandomi persino del razzista. Perciò ho continuato tranquillamente a mangiare il maiale in umido col purè. Perché lo so che Vittorione fa così, non è cattivo, lo deve fare, è il suo mestiere, credo abbia un tariffario: se dice “capra” a qualcuno, fanno 600 euretti, se dice “stronzo” sono 750, per un “razzista”, che è brutto brutto, viaggia sui 1.200 al netto della ritenuta d’acconto, butta via. Pare che Vittorione ora voglia tecnologizzarsi mettendo un tassametro a riconoscimento vocale: parte l’insulto, un bip ed è già introitato l’importo. Insomma, pure Sgarbi ha da campà e come tutti noi vende quello che sa fare, la vita è difficile pure per lui, meno male che non ha famiglia, e ci sarà un motivo. Certo, il suo è un bel lavoro, piacerebbe farlo anche a me, ma posso mandare affanculo tutta la gente che voglio, Padellaro (direttore del Fatto, n.d.a.) non scuce un centesimo di più.

Una domanda però me la sono posta, masticando: perché tanto odio, pure se finto? E ancora, versandomi la Falanghina: come mai uno degli appuntamenti più seguiti della Rete Ammiraglia della Rai, l’Arena di Massimo Giletti, noto cenacolo di intellettuali, dedicava, udite udite, un’ora e più a Stefano Disegni, facendomi, come si dice qua, “un favore de gnente”? Poi mi sono ricordato che qualche giorno prima alcuni inviati di Giletti erano venuti a intervistarmi a casa per una strip in cui avevo disegnato Belén e la Canalis senza testa. Con tutto il resto, chiappe, tette e cosce, ma prive di una parte del corpo di una certa importanza. Infatti la prima domanda che mi hanno posto è stata proprio “perché hai ritratto Elisabetta e Belén senza testa” poi si sono scusati, dicendo che non avevano colpa, loro eseguivano solo degli ordini, come a Norimberga. Ho detto che mi pareva evidente: le due ragazze non avevano fatto carriera grazie alla testa, ma grazie a tutta una serie di altre parti del loro organismo. “Vuoi dire che sono stupide?” ha quindi domandato uno e poi è andato a piangere in bagno. “No, non sono affatto stupide” ho detto io “anzi sono due furbacchione, ma – ho aggiunto – furbizia e intelligenza non sono la stessa cosa” e qui mi sono piaciuto molto.

Poi mi hanno chiesto “allora chi vedresti a Sanremo” (ho risposto che non vedrei proprio Sanremo, una roba morta putrefatta da trent’anni che manco fa vendere dischi) e “quali sono le donne intelligenti della Tv” e ho detto “più che di donne intelligenti parlerei di persone intelligenti, per me sono quelli che riescono a fare dieci milioni di telespettatori stimolando la gente senza bisogno di chiappe e tette, tipo Vieni via con me”. Domenica a L’Arena hanno mandato in onda solo la prima risposta, chissà perché, introducendo l’altissimo dibattito che ne è conseguito, decisivo per la serenità del Paese, col titolo “La vignetta che ha offeso Elisabetta e Belén”. E lì, oltre a capire dove s’era attaccato stavolta Sgarbi per guadagnarsi due euretti, mi sono sentito qualcosa qui dentro. Perché nonostante il parere di molti (anche nella redazione del Fatto) non sono una bestia insensibile. Avevo offeso Elisabetta e Belén. Come ho potuto? Sono andato a riguardare, ho approfondito e ho capito.

E ora, qui, io mi scuso pubblicamente con Belén Rodriguez ed Elisabetta Canalis. Sono stato superficiale, ho tirato via, ha fatto bene ad attaccarmi anche Jo Squillo, nota intellettuale strutturalista nonché rarefatta autrice degli immortali versi “Violentami piccolo nel metrò”. Ho fatto confusione, né la fretta giustifica: ho scambiato Belén Rodriguez con la sedicente attricetta Selen Gutierrez (potrei addurre, ma non è un’attenuante, la mia scarsa conoscenza dello spagnolo) ed Elisabetta Canalis con Sisatetta Analis, attricetta pure lei, ma di quel genere che poi i ragazzi diventano ciechi. Spaventato dall’errore fatto, sono andato a fare ricerche su Internet e quel che ne è saltato fuori mi costerna.

È Selen Gutierrez quella che passava le notti a ballare nelle discoteche milanesi, quelle dove nevica che manco a St. Moritz, mentre Belén Rodriguez sgobbava duramente, facendo le nottate sulla Storia del Teatro di Silvio D’Amico per diplomarsi all’Accademia d’Arte Drammatica, pagandosi gli studi facendo la cameriera. È Sisatetta Analis quella che faceva la velina, mentre Elisabetta Canalis calcava gratis i palcoscenici di umide cantine dove si recitavano Osborne e Ionesco senza cedere alle lusinghe del teatro nazionalpopolare. È Selen Gutierrez quella che posava nuda per i calendari, coi i granelli di sabbia appiccicati alle chiappe, mentre Belén Rodriguez incontrava Strehler che, prossimo alla fine, indicava in lei il futuro. È Sisatetta Analis quella che posava nuda per i calendari, coi granelli di sabbia appiccicati alle tette, mentre Elisabetta Canalis si batteva per la riconversione di un capannone industriale in polo teatrale polivalente, inaugurandolo lei stessa con una struggente interpretazione di Giovanna D’Arco. È Selen Gutierrez quella che bazzicava Lele Mora, ha fatto l’Isola dei Famosi, dove indossava solo un francobollo locale come slip e combinava casini per mettersi in mostra, mentre Belén Rodriguez, per la sua preparazione tecnica e culturale,veniva scelta per la parte che fu di Anna Magnani nel remake di Roma Città Aperta. È Sisatetta Analis quella che ha fatto sghignazzare l’America dalla West alla East Coast per la sua pronuncia inglese che manco Totò e Peppino, in un serial dove era stata ficcata dal fidanzato famoso, mentre Elisabetta Canalis era nelle periferie degradate a fare scuola di teatro per togliere dalla strada i ragazzi difficili. E infine era Selen Gutierrez a fare lingua in bocca con Fabrizio Corona, tra un processo e l’altro, mentre Belén Rodriguez veniva candidata all’Oscar per la sua interpretazione della parte che fu di Anna Magnani, forse più commovente dell’originale.

Io mi scuso con Belén ed Elisabetta per questa mia imperdonabile confusione. E mi congratulo con loro, magari gli ridisegno una testina, perché Sanremo se lo sono meritato per la preparazione e l’esperienza che il loro curriculum è lì a dimostrare. Vittorione non lo sa, ma stavolta non ha urlato a capocchia come sempre. E soprattutto, visto che vorrei dormire la notte, spero mi perdoni Jo Squillo. Nota finale: Morandi dice che gli è spiaciuto per la svastica disegnata sulla Canalis. Come cazzo ha fatto a decidere che tra due senza testa quella con la svastica era la Canalis, lo sa solo lui. Direttore, ho detto “cazzo” …niente, non scuce, beato Sgarbi.

 

Da Il Misfatto del 28/11/2010

Cetto Laqualunque, si sa, è un politico moderno. E mai come oggi il personaggio di Antonio Albanese si avvicina ad alcuni esponenti della politica italiana. Una frase mi ha colpito, tra le risate: “Io sono legittimato dal voto del popolo, io sono uguale a voi. Io ci sarò sempre, e tenete a mente signori miei: qualunque cosa succeda, il mio non sarà un addio, ma sarà un arrivederci. Io ho finito il mio elenco, ma ricordatevi signori: io sono la realtà. Voi siete la fiction”. L’uomo approfittatore, che affascina la gente per il suo disprezzo delle regole, che affabula il popolo ingannandolo e parlando ai suoi più bassi istinti non cesserà mai di esserci. E anche se B. dovesse andarsene, prima o poi ne arriverà un altro. Starà a noi cambiare e capire, per farci trovare pronti, imparando dai nostri errori. Almeno la prossima volta.


Attraverso la sua rubrica su L’Espresso “Satira preventiva“, Michele Serra ci dona un articolo divertentissimo: i vaticini per i prossimi mesi per Silvio Berlusconi…

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SOLUZIONE, LA MINETTI PREMIER (di Michele Serra)

(05 novembre 2010)

Per salvare la faccia, il Cavaliere si recherà di persona in tutte le questure a chiedere se ci sono minorenni da liberare. Poi accetterà di dimettersi a patto che lo sostituisca la sua igienista dentale.

Nicole Minetti
Una serie impressionante di malintesi, sciagure e rovesci politici si sta riversando su Silvio Berlusconi. Per prevenire i prossimi, e studiare adeguate contromosse, il premier si è affidato a una équipe di veggenti, per precauzione tutti maggiorenni, che ha stilato per lui un breve elenco delle prossime disavventure.

Novembre Aumentano i cumuli di rifiuti per le strade di Napoli, nonostante una telefonata notturna di Berlusconi alla Questura per darli in affido a Nicole Minetti. Caso Ruby: nel tentativo di scagionare il premier, la ragazza cambia versione. Il Bunga Bunga non è affatto un rito sessuale, è un combattimento all’ultimo sangue tra gladiatori, per intrattenere gli ospiti durante le cene a Arcore. Imbarazzo della Chiesa, che si placa solo quando don Verzè assicura di avere personalmente dato l’estrema unzione ai gladiatori agonizzanti. Il Milan va male, aspre critiche alla rosa composta da ventisei attaccanti, un centrocampista, un difensore e un portiere con forte propensione offensiva: vuole battere i corner e lascia la porta sguarnita per quasi tutta la partita. Notte brava di Ronaldinho in discoteca per festeggiare i cento chili.

Dicembre Ruby, per alleggerire la posizione di Berlusconi, ritratta: il Bunga Bunga non è un combattimento mortale tra gladiatori, è un antichissimo rito africano durante il quale Berlusconi e i suoi ospiti si trasformano in licantropi e corrono per la brughiera intorno a Arcore azzannando i passanti. La Chiesa è turbata, ma don Verzè la rassicura: quando rientrano in villa all’alba, gli ospiti si depilano e dicono il rosario usando le palline di caviale. A Napoli i rifiuti, a causa della fermentazione, si muovono in corteo per le strade e costituiscono un comitato di lotta. Il Milan perde a Bari nonostante una telefonata di Berlusconi alla Questura, durante l’intervallo della partita, per chiedere l’affido del pallone a Nicole Minetti.

Gennaio Telefonata notturna di Berlusconi alle Questure di Firenze e di Ancona, per chiedere al piantone se per caso c’è qualche ragazza da salvare. Napoli: la montagna di rifiuti più imponente, un cono alto quasi duecento metri, comincia a eruttare. Ruby, messa alle strette dai giudici, crolla: spiega che il Bunga Bunga non è un rito sessuale, non è un combattimento tra gladiatori, non è un raduno di licantropi, tutte versioni inventate da lei per cercare di difendere Berlusconi. La verità, terribile, è un’altra: il Bunga Bunga è una sequenza di dieci barzellette che il premier racconta ai suoi ospiti dopo averli legati e imbavagliati. Questa volta l’indignazione della Chiesa non può essere contenuta nemmeno da don Verzè, secondo il quale almeno una delle barzellette fa ridere. La sordità quasi totale dell’anziano sacerdote lo rende poco attendibile. Male il Milan, per aiutare Berlusconi la Minetti chiede in affido almeno un paio di attaccanti.

Febbraio Crescenti perplessità sui comportamenti privati di Berlusconi, che ormai ha preso l’abitudine di recarsi personalmente, di notte, nelle varie questure italiane, chiedendo al piantone se ci sono poliziotte minorenni da portare fuori a cena. Umberto Bossi, nel corso della Sagra del Rutto, presentandosi ai cronisti in shorts, ciabatte e canottiera, osserva che lo stile del premier comincia a sembrare carente perfino a lui. A Napoli le montagne di rifiuti formano ormai una cordigliera così suggestiva che l’Unesco le dichiara patrimonio dell’umanità.

Marzo Berlusconi costretto alle dimissioni dopo che perfino don Verzè gli volta le spalle, sfavorevolmente colpito da un’orgia organizzata dal premier direttamente in Questura, e senza invitarlo. Si forma un governo tecnico. Berlusconi si dice disposto al ritiro, a patto che il governo tecnico venga affidato a Nicole Minetti.