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Cinque giorni fa vi ho segnalato un articolo a proposito di una strana malattia scoperta in molti villaggi ugandesi, il disturbo chiamato “Nodding disease” (clicca per leggere il post).

Vorrei perciò segnalarvi un altro articolo molto interessante, a firma di Gianfranco Della Valle, dal titolo “Nodding Disease: una malattia che preoccupa e fa orrore” (fonte: altrenews.com). Riporta le origini ancora incerte di questa malattia, la sua diffusione ed esprime un giudizio, tristemente pertinente alla realtà, a mio dire, a proposito della posizione della comunità internazionale: “Certo, finchè la malattia colpirà solo un pò di bambini neri dell’Uganda, sarà molto difficile che la comunità scientifica internazionale, e l’opinione pubblica, si attivino seriamente per evitare l’ennesima violenza sull’infanzia africana. Forse parlarne può aiutare.

Buona lettura.

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Abbiamo cominciato a parlare dell’Uganda qualche giorno fa, a proposito di Kony. Mi è capitato di leggere un articolo su noncipossocredere.com a proposito di una stranissima (e inquietante, a mio dire) malattia, chiamata “Nodding disease”, che colpisce bambini tra i 3 e i 19 anni, in molti villaggi Ugandesi. Parrebbe una malattia degenerativa del cervello, che li riduce ad esseri vuoti e isolati, a tratti violenti.

Ho pensato che potesse essere interessante per voi leggerlo, e che in effetti fosse utile informarsi anche sulle condizioni e sulle situazioni presenti in Uganda. La mia stessa ignoranza a proposito di questo stato, e dell’Africa in generale mi spinge a condividere con voi questo articolo. È presente anche un video, in inglese.

Vorrei parlarvi oggi di un video virale, noto soprattutto agli utenti di Facebook, chiamato “Kony 2012“. Il filmato, che vi invito a guardare, ha ottenuto ormai più di 86 milioni di visualizzazioni. Qua sotto trovate il video da Youtube, nella versione sottotitolata in italiano.

Dunque, di cosa si tratta?

L’organizzazione di volontariato americana Invisible Children ha lanciato poche settimane fa questo video-denuncia a proposito dei crimini commessi da Joseph Kony, leader dell’organizzazione criminale chiamata L.R.A. (acronimo di Lord’s Resistance Army) che opera nelle foreste dell’Uganda. I delitti di cui è accusato sono atroci: rapimento di bambini e bambine per trasformare i primi in soldati e per sfruttare le seconde come schiave della prostituzione.

Lo scopo del video e della campagna di informazione ad esso associata è di fare in modo che Kony venga arrestato entro l’anno che è in corso, il 2012 (da qui il nome per la campagna: “Kony 2012”). Ma come si dovrebbe fare?

Il governo americano, dopo che Invisible Children ha incontrato politici e senatori di tutti gli schieramenti, ha mandato in missione in Uganda degli istruttori muniti di attrezzature e conoscenze, per aiutare le forze locali a stanare Kony dal suo nascondiglio nella giungla. Al minuto 21:39 la voce narrante del filmato ci avverte che la missione rischia però di terminare, se il guerrigliero non verrà trovato entro l’anno:

Per far in modo che Kony venga arrestato quest’anno, le forze militari ugandesi devono riuscire a trovarlo. Per trovarlo hanno bisogno di tecnologia e di addestramento per rintracciarlo nella vasta giungla. Ecco perché gli istruttori americani sono lì, ma per far in modo che i consulenti americani siano lì, il governo americano deve schierarli. Lo ha fatto. Ma se il governo non credesse che le persone abbiano a cuore l’arresto di Kony, la missione verrebbe cancellata. Per far in modo che le persone prendano a cuore la questione, devono sapere. E lo verranno a sapere solo se il nome “Kony” sarà ovunque..

Make him famous“: rendere questo signore famoso, affinché la comunità internazionale, la gente e soprattutto il governo americano facciano qualcosa. Questo è il messaggio principale del video.

Ora vorrei invitarvi, di nuovo, a vedere questo filmato: nel prossimo post vorrei parlarvi di alcune mie perplessità a proposito di esso e dell’intera campagna. Mi sono posto alcune domande sull’impostazione del video, sul linguaggio utilizzato e sulle soluzioni proposte dall’organizzazione. Ma prima, davvero, guardatelo e osservatelo bene, anche se è relativamente lungo.