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Un mese fa, il 13 aprile, è uscito il film di Daniele Vicari “Diaz – don’t clean up this blood” (il link vi porta alla scheda su MyMovies), che riguarda gli avvenimenti della scuola elementare Diaz nella notte compresa tra il 21 e il 22 luglio 2001, durante il G8 tenutosi a Genova. Una breve sinossi:

“Luca è un giornalista della Gazzetta di Bologna (giornale di centro destra) che il 20 luglio 2001 decide di andare a vedere di persona cosa sta accadendo a Genova dove, in seguito agli scontri per il G8, un ragazzo, Carlo Guliani, è stato ucciso. Alma è un’anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri e ora, insieme a Marco (organizzatore del Social Forum) è alla ricerca dei dispersi. Nick è un manager francese giunto a Genova per seguire il seminario dell’economista Susan George. Anselmo è un anziano militante della CGIL che ha preso parte al corteo pacifico contro il G8. Bea e Ralf sono di passaggio ma cercano un luogo presso cui dormire prima di ripartire. Max è vicequestore aggiunto e, nel corso della giornata, ha già preso la decisione di non partecipare a una carica al fine di evitare una strage di pacifici manifestanti. Tutti costoro e molti altri si troveranno la notte del 21 luglio all’interno della scuola Diaz dove la polizia scatenerà l’inferno.”

La nostra bravissima Whatsername ha fatto un bel lavoro producendo un articolo che vi proponiamo in tre parti, arricchite di link e video.

La memoria e la sete di chiarezza: ci dimentichiamo troppo presto di cosa ci è accaduto ieri, per cui speriamo che lavori come questi siano utili, vi siano utili per capire e per non dimenticare.

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SCUOLA ELEMENTARE DIAZ: IL SANGUE INDELEBILE – PARTE I

Il 13 aprile è uscito nelle sale italiane “Diaz – don’t clean up this blood” di Daniele Vicari.

Chi si è seduto su una comoda poltrona del cinema sotto casa, sa come sono andate le cose in quel di Genova, in pieno G8.

Chi, invece, si chiede cosa sia il G8, cosa sia successo alla Diaz, perché è un evento che ha fatto tanto scalpore e perché qualcuno si è preso la briga di farci un film, ecco una piccola pillola storico-giudiziaria. (altro…)

Il merito. Tutti se ne riempiono sempre la bocca, ma alla prima occasione i fatti parlano da soli. In senso contrario.

Spartaco Mortola è stato nominato qualche giorno fa dirigente superiore della polizia di Stato, una specie di “super questore”, che vigilerà attentamente sulla nostra sicurezza e sul rispetto della legge. Peccato che la legge che Mortola deve far rispettare sia la stessa che, secondo la sentenza di appello, lui ha violato.

Sì perchè il nuovo dirigente superiore è stato condannato in secondo grado a 3 anni e 8 mesi per aver coperto i sanguinosi pestaggi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova e a 1 anno e 2 mesi per induzione alla falsa testimonianza. Secondo i giudici infatti suggerì ad un testimone una versione dei fatti nel processo in cui lui era imputato.

Ricordiamo tutti cosa successe alla scuola Diaz (a destra una foto dell’interno della scuola la sera del 20/07/2001). Dei ragazzi che non avevano commesso alcun reato e che stavano pacificamente dormendo o preparandosi a dormire furono massacrati dalla polizia, che entrò a manganelli spianati. Molti ragazzi rimasero gravemente feriti, contusi e sanguinanti. I poliziotti si giustificarono asserendo di aver trovato delle molotov nella scuola, portate lì dai ragazzi, che loro avevano di conseguenza scambiato per blak bloc. Ma durante il processo si è scoperto che quelle molotov le avevano portate i poliziotti, per giustificare il blitz. E indovinate chi è stato giudicato colpevole per aver detto il falso su questi fatti? Il buon Mortola, naturalmente.

Quando si dice l’uomo giusto al posto giusto.

Perchè nel nostro Paese accadono cose come questa? Ma soprattutto, perchè non se ne può mai parlare? Ogni volta che ci si prova o ci si scontra con un muro di omertà oppure si viene tacciati di essere pregiudizialmente contro la polizia o le forze dell’ordine. Ma non è così. Nella polizia ci sono tante persone per bene che fanno il loro mestiere, ed è proprio per rispetto a loro che bisogna smascherare il marciume e denunciare l’orrore di quei giorni. Solo punendo chi ha commesso quei crimini possiamo dare lustro e credibilità alle nostre istituzioni.

E invece non è mai così. C’è un regista, Daniele Vicari, che sta facendo un film sulla Diaz, ma nessuno lo vuole. Produttori, distributori, RAI, Mediaset, tutti si dileguano. Mi fanno pena.

Quante Diaz, quanti Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Francesco Aldrovandi, Giuseppe Uva e tutti gli altri senza volto nè nome dovranno esserci prima che questo paese si liberi di tutte le sue ipocrisie e falsità e si faccia un vero esame di coscienza?