Posts contrassegnato dai tag ‘santoro’

Un piccolo post divertente, Masi che telefona ad Annozero per dissociarsi, ma non è Santoro a rispondere…

Un’azienda pubblica dovrebbe cercare di offrire un prodotto che la gente apprezza, che permetta all’azienda stessa di guadagnare e di battere la concorrenza. In un Paese normale, questo fa la televisione pubblica.

Ma siccome l’Italia un Paese normale non è, come ormai è chiaro già da tempo, la Rai si preoccupa di compiacere il padrone, di non disturbarlo e, anzi, di fargli acquistare consensi. Questo è l’effetto dell’occupazione dei partiti, che alla Rai dettano l’agenda di telegiornali, trasmissioni, interviste. La politica è ormai così radicata in via Mazzini che i giornalisti e i presentatori vanno avanti con il pilota automatico, sapendo che possono parlare di certe cose, mentre di altre no, che devono dare spazio a quel personaggio e a quell’altro no.

Ma esistono oasi di libertà. Luoghi in cui si può ancora parlare di tutto, senza timori riverenziali. E, sistematicamente, chi conduce o partecipa a quei programmi viene attaccato, denigrato, censurato. In questi giorni la parte libera della Rai sta subendo degli attacchi infami ed allarmanti.

Con la scusa di un inesistente insulto di Santoro, si tenta di sospendere Annozero. A causa di un servizio sulle case offshore di Berlusconi, si vorrebbe censurare una puntata di Report. I testi di Saviano e Benigni per “Vieni via con me” vengono bloccati. Ci rendiamo conto di quello di cui stiamo parlando?

Che idea dell’articolo 21 della nostra Costituzione hanno questi signori? E quale concezione del giornalismo? La stampa deve essere libera, così come la manifestazione del pensiero. E le inchieste giornalistiche sono indagini che portano alla luce dei fatti. Fatti che devono essere accertati e controllati. Il ruolo del giornalista è proprio questo: trovare delle piste, delle notizie, verificarle e, se sono plausibili, vere, supportate da fatti, raccontarle.

Chi ritiene che alcune cose non siano corrette o false, reagisce con una smentita o una querela. Succede così in tutto il mondo. In America e in Inghilterra i politici vengono massacrati dai giornalisti, che li incalzano con domande scomode e imbarazzanti. E l’intervistato non può, come regolarmente accade in Italia, cambiare discorso e girare intorno alla domanda. Deve rispondere. E se non lo fa, la domanda gli verrà posta di nuovo.

Perchè è questa la funzione del giornalismo. Controllare il potere, rompergli le scatole, chiede conto. Ed è una funzione fondamentale. Dove manca, manca anche la democrazia.

Quindi, seppure sommersi da problemi che riteniamo giustamente più importanti, come il lavoro, la scuola, l’università, la giustizia, dobbiamo occuparci anche di questo problema. Recuperando un giornalismo serio, recuperiamo anche parte della nostra democrazia.

Nel corso dei secoli, lo sviluppo della democrazia ha portato a limitare sempre di più il potere centrale, quello del governo o del re. Prima con la creazione del Parlamento, poi delle varie corti giudiziarie, della stampa, dell’opposizione, con la scrittura delle Costiituzioni. Questi limiti sono fondamentali. Perderli significa tornare indietro, lungo una strada che è sicuramente molto pericolosa.

di L’Albatro

IO CREDO che a proposito di queste elezioni ci sia ben poco da commentare. Direi infatti che Aristofane ha già riassunto tutto in modo eccellente nel suo precedente intervento: pochezza dell’opposizione, occupazione delle televisioni da parte di Berlusconi, la crescita della Lega e l’astensionismo. Non intendo quindi riprendere i commenti già fatti per dare ragione punto per punto il mio amico. Piuttosto vorrei cercare di capire cosa possiamo fare per cambiare le cose. Perché così non va proprio.

Sto facendo una gran fatica a scrivere, non riesco a definire l’impressione che ho ricevuto da queste elezioni. Partiamo dalla prima parola al riguardo che mi viene in mente: è senz’altro la parola “arroganza”.

Arroganza: s.f., opinione esagerata dei propri meriti, presunzione; asprezza di modi.

Berlusconi viola una legge dopo l’altra, pare quasi che a casa tenga un album che alla sera sfoglia alla ricerca di qualche legge mancante da infrangere. Anche se ha le proprie predilette. Puntuale infatti tiene un mini-comizio al seggio della scuola elementare in cui va a votare.

Repubblica.it del 28 marzo 2010: “Un mini-comizio al seggio del presidente del Consiglio, che è arrivato alle 11.45 al seggio elettorale numero 502 per votare nella scuola media Dante Alighieri, via Scrosati, a Milano. Al termine delle operazioni di voto, dopo le foto rituali di un numero cospicuo di fotografi e cameramen di varie televisioni, il capo del Governo ha detto: “Se molliamo ci troviamo Di Pietro. Non bisogna mollare. Il clima è preoccupante ed è quello che è stato creato da una campagna elettorale che tutti sanno come si è sviluppata e quali argomenti siano stati messi in campo“.

Repubblica.it del 13 giugno 2004: “[…]Parlare di percentuali, attaccare gli avversari con le urne aperte, è troppo per un centrosinistra già sul piede di guerra per l’ “occupazione” delle tv da parte del premier. Così, per evitare che l’ ultima esternazione approdi sul piccolo schermo, la lista unitaria avverte: «Noi ci atteniamo a questo silenzio e diffidiamo i mezzi di comunicazione dal riportare, in violazione della legge, dichiarazioni o comizi tenuti nei seggi elettorali[…]»“.

Anche il resto dell’articolo è molto interessante. Giù sei anni fa Berlusconi infrange la regola del silenzio stampa e dei 200 metri di distanza dall’ingresso dei seggi elettorali per fare propaganda politica. Inoltre si notava una sua invasione dello spazio televisivo. A quel primo siparietto reagì Fassino, che chiamò l’allora ministro dell’interno Pisanu per “protestare e rappresentargli la gravissima violazione della legge elettorale messa in atto dal presidente del Consiglio“. Polemiche senza seguito.

L’ultima occasione è l’ennesima dimostrazione del vero potere di Berlusconi, che è innegabile. Nemmeno una voce si è levata quando è arrivato puntuale il siparietto elettorale. E’ come se lo si stesse aspettando, e, sinceramente, quando ho saputo che era di nuovo accaduto, nemmeno io ho provato molta sorpresa. Mi sono chiesto però da quanto va avanti questa abitudine, e ho scovato la notizia del 2004. A dir la verità c’è la documentazione di un proto-mini-comizio già nel ’99, ma i fatti più gravi sono proprio questi ultimi avvenuti, e per “ultimi” parliamo di ben sei anni!

È questa la forza di Berlusconi: in questo caso (ah, come in molti altri!) infrange la legge una prima volta, poi una seconda (2006, al seggio con la madre) e il gioco nelle occasioni successive è fatto! Il pensiero inconscio non è più “aspettiamo due giorni di silenzio per poi sapere il risultato e i commenti”, ma “chissà se anche questa volta Silvio dirà qualcosa al seggio, o fuori”. Mi pare che sotto a questo si celi una specie di morbosa ammirazione, verso chi è potente e in virtù di questo può permettersi di infrangere qualche regolina. Bene, si può anche dire che questo è nel DNA italiano, l’ammirare e imitare la furberia, ma non stiamo discutendo attorno ad una regola da niente: quest’uomo, Presidente del Consiglio, ha violato la legge elettorale del nostro Stato. Sono lui e la sua Banda Bassotti a infrangere le regole che assicurano lo svolgimento sicuro di tutte quelle operazioni necessarie per la realizzazione, nel voto, della Democrazia; sono queste operazioni rendono possibile la “legittimazione popolare”, tanto sbandierata da questi politici nella propria perenne autoassoluzione…e non i sondaggi.
Se invece accade che degli abruzzesi, la domenica del voto (come fanno ogni domenica, da un mese a questa parte), vogliono spalare le macerie dalla loro città ancora deserta e pericolante, vengono loro sequestrate le carriole, in quanto stanno violando la legge sul silenzio elettorale. Cliccare per credere. Manifestazione (?!?) non autorizzata.

È questa la forza di Berlusconi: abituare il popolo a continue dichiarazioni plateali, repentinamente smentite; creare confusione nella testa dei cittadini, ipnotizzati; abituare la gente alla normalità nell’infrangere una regola, marchiando invece come illecita e pregiudiziale la protesta per l’infrazione. Lui è ricco, ed è meglio ammirarlo da bravi sudditi che protestare…anzi, CHI SI OPPONE E’ UN GIUDA E LO DOVRAI SCHIACCIARE!
Per il sedicente popolo bue dell’amore (che nobile sentimento così infangato!) i giuda sono Santoro, Travaglio, Luttazzi, Bersani,…chiunque dia fastidio al premier, in parole povere. Da qui partono gli insulti, spesso paradossali, come un “Santoro fascista” o un “Di Pietro mafioso”.

Il problema è quindi questo: come possiamo fare per rompere questo circolo di autoassoluzione continua, e accettata passivamente dai più?

DOCUMENTANDOCI. I fatti non si contraddicono.
INFORMANDOCI. Chi conosce non viene battuto su argomenti che gli sono oscuri.
INFORMANDO. Tenere le informazioni ben organizzate unicamente per noi è inutile.
CHIEDENDOCI SEMPRE PERCHÉ.
ARRABBIANDOCI, anche per le più piccole cose, perché si è sorvolato su troppe questioni.

Come Berlusconi ha preso l’occasione dall’esito di queste elezioni per rilanciare le riforme (che molto probabilmente cadranno in prescrizione), dobbiamo prendere l’occasione per dare una svegliata all’opposizione. O chi per lei. Per “svegliata” si intenda anche un cambio radicale del personale, licenziamento per pigolii molesti (leggi PD e Bersani). Riusciremo a trovare qualcuno in grado di confrontarsi con queste persone, senza scendere al loro livello di arroganza?

È ora di dire basta.

(Vai alla pagina di riepilogo dei “Dialoghi anti-italiani”)

di Aristofane

Mi scuso per il mio monotematismo (dovuto all’entusiasmo che la trasmissione mi ha comunicato), ma vorrei dedicare anche questo post a “Rai per una notte”. Qui sotto sono inseriti quelli che sono stati sicuramente tra i migliori interventi della serata.
I loro autori sono Mario Monicelli (regista di film del calibro de “La grande guerra”, “Amici miei” e molti altri) e Milena Gabanelli (conduttrice di Report). Entrambi sono personaggi abbastanza lontani dalle lotte di Santoro, non sono soliti discutere al di fuori dei loro campi. Eppure i loro interventi, per motivi diversi, riescono a trasmettere una grande voglia di lottare ed un bisogno di farlo, oltre che una profonda consapevolezza del punto quasi di non ritorno al quale siamo giunti.
In entrambi i contributi ricorre un messaggio, che loro, professionisti più che affermati e navigati, lanciano in particolare a noi giovani: “ritornare ad uno stato di cose accettabile sarà difficile e doloroso, richiederà sforzi e fatica. Ma noi dobbiamo essere pronti a farlo. Noi e voi giovani soprattutto, per poter sperare di donare alle generazioni future (e, perchè no, anche al vostro futuro non troppo lontano) un avvenire più roseo di quello che le generazioni precedenti hanno lasciato a voi”.

Come commento conclusivo di questa serie di post dedicati alla manifestazione, mi sento di dire che sono ottimista. Certo, le cose non sono radicalmente cambiate, ma qualcosa si è smosso. Santoro ha mostrato a chi vuole silenziare ogni voce avversa che non si può fermare la circolazione delle idee, la rappresentazione della realtà. Ancora una volta l’ha fatta fuori dal vaso, e insieme a lui hanno fatto lo stesso i suoi ospiti e tutti noi che abbiamo assistito alla serata, ascoltando, partecipando, fremendo e sentendoci parte di qualcosa di importante.
Ancora di più, adesso, sono convinto dell’importanza di farsi sentire e di credere nelle proprie idee.

di Aristofane

Gli ascolti di “Rai per una notte” sono stai ottimi (a giudicare dai primi dati), ma la notizia migliore arriva da Internet: gli accessi al solo sito dei Repubblica sono stati intorno ai 300 mila, ai quali vanno sommati i 125 mila di raiperunanotte.it e quelli degli altri siti che stavano seguendo l’evento.
E’ stata una serata coinvolgente, ricca di atmosfera e di ospiti interessanti, che anno contribuito alla riuscita della manifestazione. Floris, Travaglio, Luttazzi, Ruotolo, Iacona, Gabanelli, Lerner e molti altri hanno portato la loro esperienza ed intelligenza al palazzatto di Bologna, rendendo possibile una grande dimostrazione di forza contro la censura ordinata dal sultano. Chissà che questo non sia solo il primo tassello di un mosaico destinato a diventare sempre più grande.

Ognuno di voi può farsi un’idea della serata e del suo andamento seguendo i video che continueremo a postare in questi giorni, e che cercheranno di fotografare i momenti salienti della trasmissione.
Il primo video è quello dell’inizio della serata, con la lettera di Michele Santoro al Presidente della Repubblica ed il ricordo di Danilo Dolci.

di Aristofane

Questa sera, ore 21, “Rai per una notte”. Mentre “Libero” strilla contro la manifestazione usando i soliti, logori argomenti, personaggi che in tv non si vedono da molto tempo o che non si vedono spesso (Dario Fo, Daniele Luttazzi, Sabina Guzzanti ed altri) e volti noti del piccolo schermo (Marco Travaglio, Gad Lerner, Giovanni Floris) si preparano a dare il via a quella che si appresta ad essere una serata di vera informazione, condotta da Michele Santoro. In questo mese di blackout (dovuto a ben noti motivi ) sono accadute moltissime cose ed il potere politico ha potuto approfittare dell’assenza di una o più trasmissioni televisive che rendessero note al grande pubblico le malefatte dei potenti e dei loro protetti.
Questa sera, finalmente, i nodi verranno al pettine, e il grande pubblico (per lo meno quello interessato) potrà guardare in faccia i responsabili dei vari scandali, capire come sono andate le cose e farsi un’idea. Indipendentemente da quale essa sia, è questo l’importante: sapere, capire e decidere, formandosi autonomamente e liberamente un’opinione.
Qui trovate l’elenco delle radio, televisioni e siti che trasmetteranno l’evento.
I giornali e telegiornali di regime hanno già iniziato a sparare a zero su “Rai per una notte”, e non è difficile immaginare che continueranno a farlo nei prossimi giorni, accusando la trasmissione di essere a senso unico, faziosa, irrispettosa della par condicio. Saranno questi i loro argomenti, ed è facile capirlo perchè sono sempre gli stessi. Attaccano e strillano preventivamente perchè hanno paura, sono terrorizzati, ben sapendo che, con un’informazione libera, le loro bugie e le loro bassezze avrebbero vita breve.
Il re ha sempre paura di chi lo mostra nudo, ed urlerà contro di lui usando ogni mezzo a sua disposizione, come del resto è già successo più volte. Sta a noi non permettere che ciò continui a succedere.

(Seguite il blog nei prossimi giorni, riporteremo un riassunto dei momenti salienti della trasmissione e le critiche che riceverà!)