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di L’Albatro

Lunedì 17 maggio sono stato a vedere Draquila – L’Italia che trema, il nuovo film documentario di Sabina Guzzanti.

Questo film ha scatenato non poche polemiche, una su tutte la reazione del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Sando Bondi, il quale ha rinunciato ad andare al Festival di Cannes, dove Draquila era presentato fuori concorso. “Draquila offende l’Italia“, le parole del Ministro.

Il film l’ho trovato molto bello, una bella inchiesta, ricca di documenti e opinioni: accanto alle proteste che Sabina e i suoi collaboratori hanno filmato, stanno le esternazioni dei terremotati che sono felici di cosa hanno ricevuto e sono grati al governo, per tutto quello che ha fatto. L’aspetto agghiacciante sta nel fatto che sui telegiornali sono apparse soltanto persone ascrivibili a questa categoria. Ho visto molte situazioni che potevo soltanto immaginare, intuire, dietro al limpido miracolo aquilano, quale ci è stato presentato dai telegiornali.

Inoltre vengono chiariti molti aspetti dell’operato della Protezione Civile, prendendo in considerazione gli eventi, gli scandali che hanno coinvolto il suo capo, Guido Bertolaso, e soprattutto le competenze che questo ente ha: lo sapevate che la Protezione Civile si occupa anche dei cosiddetti “grandi eventi”?

Qui sta uno degli argomenti centro dell’inchiesta: l’equazione che equipara “grandi eventi” alle “emergenze”.

Se per “emergenza” si deve agire in fretta, è possibile operare in deroga ad alcune regole. Scriviamo:

EMERGENZA = NO LEGGE

dove per “no legge” si intende naturalmente una sospensione per cause di forza maggiore delle leggi vigenti.

Equiparando “emergenza” a “grande evento”, per proprietà transitiva:

EMERGENZA = GRANDE EVENTO = NO LEGGE

Questo è soltanto uno dei tanti argomenti che vengono toccati nel film, ma a mio parere già questo accenno fa riflettere…

Perciò vi consiglio vivamente e vibrantemente (alla Napolitano!) di dedicare una sera alla visione di Draquila – L’Italia che trema, e per convincervi ancora di più vi riporto qua sotto qualche video e qualche link.

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Il sito ufficiale di Draquila: contiene immagini e videoblog

La lettera del Ministro Bondi per spiegare la propria decisione a disertare il Festival di Cannes

La reazione del Festival di Cannes al film

Il trailer del film:

L’equazione “grandi eventi” = “emergenze”:

Sabina Guzzanti a “Che tempo che fa” il 15 maggio 2010, parte I:

Sabina Guzzanti a “Che tempo che fa” il 15 maggio 2010, parte II:

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di L’Albatro

Non se ne può più di Roberto Saviano. Diciamocelo! Ce lo fa notare Emilio Fede, che, forte dei suoi principi giornalistici, si diverte a lanciare bordate dal Tg4. Si fa fatica a seguirlo, soprattutto per i collegamenti logici tra le notizie che Fede dovrebbe dare: “ci sono alcune polemiche”, per cui, partendo da Bondi che vuole disertare il Festival di Cannes a causa del film di Sabina Guzzanti Draquila – L’Italia che trema (titolo che il giornalista fa addirittura fatica a pronunciare…) si arriva al “caso” Saviano.

Quale sia il collegamento tra i due fatti rimane un mistero, forse si tratta della percezione che hanno all’estero dell’Italia? Secondo il Presidente del Consiglio, stando alle sue dichiarazioni del 16 aprile 2010 (vedi E’ come venir tramortiti dal proprio body-guard… Parte I), chi parla di mafia, con libri, film e serie televisive, la aiuta e le fa pubblicità, quindi sarebbe meglio stare zitti per tutelare l’immagine del Paese. Fede sembra periodicamente pronto a dare manforte a questa tesi!

Questo è il video del Tg4 del 9 maggio 2010, nel quale Fede non risparmia nemmeno un commento compiaciuto sulla diserzione del ministro Bondi da Cannes. Puro giornalismo?

Io credo che il fango sull’immagine dell’Italia lo getta la mafia, non chi ne parla. Lo getta anche chi vuol far finta che questa non esista, chi vuol credere che non parlandone più tutto svanisca, chi dichiara che secondo le classifiche delle mafie mondiali la”nostra” è soltanto sesta. Cosa vuol dire “soltanto sesta”? Non lo si può usare come termine di paragone : “siamo solo sesti, ma i più conosciuti”. Dal mio governo io mi aspetterei tutt’altro: la mafia non deve più esistere, va stroncata in modo deciso e definitivo. Altro che le distrazioni che ci propongono, numeri su numeri, classifiche e sondaggi citati in modo casuale, confronti che non reggono.