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Lunedì mattina. In mano una tazza di the fumante prima di una giornata di studio, anzi, prima di una giornata di studio di San Valentino lontano dalla mia bella. Almeno c’è qualche risata con Luca Bottura e la sua rassegna stampa, Lateral.

Stamattina però mi ha piacevolmente stupito: prima della lettura e del commento dei titoli della giornata, un “monologo”, non privo di ironia, che vi trascrivo qua sotto. Leggetelo attentamente, e se volete ascoltarlo, cosa che vi consiglio, cliccate qui (giunti alla pagina del link partirà in automatico la puntata podcast).

Luca Bottura, conduttore di "Lateral"

C’è un modo di descrivere il sesso che credo esista soltanto in italiano, però io sono ignorante, quindi non lo so, butto lì un po’ a casaccio, e quel verbo è “possedere”. Si dice di un uomo che “possiede una donna” mentre fa l’amore con lei. Però è un verbo sbagliato, perché se c’è un momento in cui il possesso è reciproco, e lo sappiamo, è esattamente quello. Io lo dico, lo scrivo, ne parlo per radio senza manco sapere le parole, perché, insomma, non è che me ne intenda tanto, perché c’è gente in giro che parla di quelli come me come se fossimo dei puritani, come se ci interessassimo a Piselloni e alle sue avventure a pagamento, perché ci fa schifo il divertimento, anzi, in questo caso specifico, il piacere.

Nono amici!, adesso, “amici” è una parola grossa, non è così, per niente, ma voi sapeste quanto ci piace quella roba lì, proprio de sdegno, de punta, a spiedino, donne con uomini, uomini con donne, donne con donne, uomini con uomini, elefanti, struzzi, anaconde, piramidi umane, Angelo Cusano, però, però ci fa ridere che a dire questo di me, di noi puritani, sia chi vuole negare alle coppie non sposate qualunque diritto magari soltanto perché non credono nel vostro dio, o almeno quello in cui dite di credere; quelli che vedono gli omosessuali dei deviati; chi pensa che un momento così terribile come l’interruzione di della gravidanza vada regolato con la violenza, dall’esterno, magari meglio impedito; quelli che vorrebbero impedirmi di morire “come mme pare a me” in modo decoroso; gente che mi fa e ci fa la morale con le leggi, e accusa me e quelli come me di fare il bacchettone con gli altri.

Eh, soltanto che mai come in questi momenti c’è davvero molto gusto a sentirsi un pochino diversi, non migliori, non, non più forti, siamo tutti fragili specie a letto, specie al cospetto di cose complicate come la coerenza, la fedeltà, la cosiddetta “morale comune”.

Però, però un po’ siamo diversi, diversi da quelli che ti dicono “ma funziona così”, ” ma è il sistema”, “ma è un meccanismo vecchio come il mondo, è la donna che gestisce il proprio corpo, dunque può anche venderlo…”, in fondo lo scriveva l’altro giorno un editorialista di un importante quotidiano, non dico che è il Corriere, sennò mi cacciano, uno che poi mostrava le mutande insieme a Ferrara, lui diceva che “le signore stanno sedute sulla loro fortuna”, che “la donna è libera”, eh!, è libera, è libera come durante il fascismo quando eri libero di non fare carriera se non ti iscrivevi al partito, anche lì c’era chi subiva, chi cavalcava, chi diceva no, e quelli erano pochi, e infatti non lavoravano, e poi c’erano in molti che si raccontavano “ma è normale”, “ma è tutto normale”…io non so se sia chiara la differenza, però ha a che fare proprio col possesso. Io, noi, sappiamo che una donna non la possederemo mai, per sua fortuna, nemmeno se la pagassimo, ed è solo per questo, soltanto per questo che non ci piace chi cerca di comprarsele tutte.

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Dopo le ormai famose 384 pagine contenenti tante intercettazioni riguardo alla vicenda Ruby (oramai un “Rubygate”), sono state rese note le 27 pagine che contengono le prove che hanno convinto il gip di Milano a mandare Silvio Berlusconi a giudizio immediato il 6 aprile 2011.

Al link sottostante troverete il file pdf caricato sul server de L’Espresso:

Il decreto di rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi

 

Buona lettura.

Attraverso la sua rubrica su L’Espresso “Satira preventiva“, Michele Serra ci dona un articolo divertentissimo: i vaticini per i prossimi mesi per Silvio Berlusconi…

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SOLUZIONE, LA MINETTI PREMIER (di Michele Serra)

(05 novembre 2010)

Per salvare la faccia, il Cavaliere si recherà di persona in tutte le questure a chiedere se ci sono minorenni da liberare. Poi accetterà di dimettersi a patto che lo sostituisca la sua igienista dentale.

Nicole Minetti
Una serie impressionante di malintesi, sciagure e rovesci politici si sta riversando su Silvio Berlusconi. Per prevenire i prossimi, e studiare adeguate contromosse, il premier si è affidato a una équipe di veggenti, per precauzione tutti maggiorenni, che ha stilato per lui un breve elenco delle prossime disavventure.

Novembre Aumentano i cumuli di rifiuti per le strade di Napoli, nonostante una telefonata notturna di Berlusconi alla Questura per darli in affido a Nicole Minetti. Caso Ruby: nel tentativo di scagionare il premier, la ragazza cambia versione. Il Bunga Bunga non è affatto un rito sessuale, è un combattimento all’ultimo sangue tra gladiatori, per intrattenere gli ospiti durante le cene a Arcore. Imbarazzo della Chiesa, che si placa solo quando don Verzè assicura di avere personalmente dato l’estrema unzione ai gladiatori agonizzanti. Il Milan va male, aspre critiche alla rosa composta da ventisei attaccanti, un centrocampista, un difensore e un portiere con forte propensione offensiva: vuole battere i corner e lascia la porta sguarnita per quasi tutta la partita. Notte brava di Ronaldinho in discoteca per festeggiare i cento chili.

Dicembre Ruby, per alleggerire la posizione di Berlusconi, ritratta: il Bunga Bunga non è un combattimento mortale tra gladiatori, è un antichissimo rito africano durante il quale Berlusconi e i suoi ospiti si trasformano in licantropi e corrono per la brughiera intorno a Arcore azzannando i passanti. La Chiesa è turbata, ma don Verzè la rassicura: quando rientrano in villa all’alba, gli ospiti si depilano e dicono il rosario usando le palline di caviale. A Napoli i rifiuti, a causa della fermentazione, si muovono in corteo per le strade e costituiscono un comitato di lotta. Il Milan perde a Bari nonostante una telefonata di Berlusconi alla Questura, durante l’intervallo della partita, per chiedere l’affido del pallone a Nicole Minetti.

Gennaio Telefonata notturna di Berlusconi alle Questure di Firenze e di Ancona, per chiedere al piantone se per caso c’è qualche ragazza da salvare. Napoli: la montagna di rifiuti più imponente, un cono alto quasi duecento metri, comincia a eruttare. Ruby, messa alle strette dai giudici, crolla: spiega che il Bunga Bunga non è un rito sessuale, non è un combattimento tra gladiatori, non è un raduno di licantropi, tutte versioni inventate da lei per cercare di difendere Berlusconi. La verità, terribile, è un’altra: il Bunga Bunga è una sequenza di dieci barzellette che il premier racconta ai suoi ospiti dopo averli legati e imbavagliati. Questa volta l’indignazione della Chiesa non può essere contenuta nemmeno da don Verzè, secondo il quale almeno una delle barzellette fa ridere. La sordità quasi totale dell’anziano sacerdote lo rende poco attendibile. Male il Milan, per aiutare Berlusconi la Minetti chiede in affido almeno un paio di attaccanti.

Febbraio Crescenti perplessità sui comportamenti privati di Berlusconi, che ormai ha preso l’abitudine di recarsi personalmente, di notte, nelle varie questure italiane, chiedendo al piantone se ci sono poliziotte minorenni da portare fuori a cena. Umberto Bossi, nel corso della Sagra del Rutto, presentandosi ai cronisti in shorts, ciabatte e canottiera, osserva che lo stile del premier comincia a sembrare carente perfino a lui. A Napoli le montagne di rifiuti formano ormai una cordigliera così suggestiva che l’Unesco le dichiara patrimonio dell’umanità.

Marzo Berlusconi costretto alle dimissioni dopo che perfino don Verzè gli volta le spalle, sfavorevolmente colpito da un’orgia organizzata dal premier direttamente in Questura, e senza invitarlo. Si forma un governo tecnico. Berlusconi si dice disposto al ritiro, a patto che il governo tecnico venga affidato a Nicole Minetti.

“La mafia, si vendica con Berlusconi così…quando vogliono essere tremendi, una volta ammazzavano, no, ora ti mandano due diciottenni a letto, in casa! Orrenda, è una cosa orrenda, c’è il terrore, il terrore veramente, […], tu torni a casa e trovi tre escort in bagno, guardate che uno dice “Noooo, oddio, che è?? La mafia! Riina maledetto!”

Ha proprio ragione Roberto Benigni. È cambiato lo stile della mafia, radicalmente. Se una volta facevano saltare le autostrade col tritolo, o intere vie per colpire dei singoli, ora hanno il brutto vizio di riempire il letto del malcapitato con quintali di ragazzette. Forse hanno finito le teste di cavallo.

Credo che vada riconosciuto un certo merito a Benigni per il lungo monologo a Vieni via con me, per essere riuscito a strappare risate sua argomenti drammatici e seri, importanti. E dire che, come ci ha fatto notare Marco Travaglio nella spalla de Il Fatto di mercoledì 10 novembre, Roberto si è limitato a prendere e ripetere le frasi testuali di alcuni nostri politici: la carica comica dei nostri rappresentanti, nonostante la quale i cronisti sempre prendono ogni parola come autorità importantissima. Tra l’altro, il “Bossi dietro al cespuglio” è fenomenale. Ma ci fa anche pensare a quanto le parole siano importanti, ma solo a chi sa davvero ascoltarle. Per molti i discorsi politici, le dichiarazioni, i commenti dei personaggi sono solo un brusio indistinto: e per questo ogni parola e ogni affermazione sono uguali, e ugualmente inutili, insignificanti. Questo fa parte del disamoramento nei confronti del sistema politico.

Ma quando sempre più persone non riescono e non vogliono ascoltare e capire cosa i nostri rappresentanti dicano, succede che questi possono dire qualunque cosa, no? Le boiate più grandi, le sparate più grosse passano inosservate, letteralmente: pochi le capiscono, le osservano.

Penso che sia doveroso far notare a chi ci rappresenta, quando dice un’autentica “castroneria”. Forse è una semplice questione di chiarezza. Intanto apprezziamo la satira e i comici che un po’ ci aiutano nel cogliere questi lati “inusuali” del quotidiano: ridere per capire!

Un altro scritto della nostra amica WhatsernaMe, sulla moralità in Italia…

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Dunque fatemi capire, qui Italia la parola moralità è stata rimossa persino dall’ultima edizione del vocabolario Zanichelli.

Nel Paese in cui vivo ci può essere, supponiamo, una ragazza che si chiami Paola. Ha 17 anni, è nata nel 1993. Magari ha la fortuna di avere già il posto fisso come pseudo prostituta (e addio anche all’immagine della donna). Non abbastanza contenta di questo privilegio, ruba anche una collana molto bella che le ha colpito il cuore. Anche in questo caso la legge italiana dice che nel momento in cui un minore commette un reato più o meno grave (perché, sempre stando alla morale non si dovrebbe rubare) viene portato in questura e poi saranno i genitori a firmare per il rilascio, i quali dovrebbero affliggere a Paola più che una punizione.

Invece l’Italia è un paese rivoluzionario (o almeno ultimamente lo è sempre stato): in Italia se sei una persona che conta, eccoti subito per te uomini importanti e potenti che si fanno in quattro affinché tu possa stare bene, persino il Presidente del Consiglio.

Ma forse questo non è abbastanza rivoluzionario.

Invece questo potrebbe esserlo: una ragazza minorenne di origine marocchina, Ruby, è stata sorpresa mentre rubava; ovviamente è stata portata in questura, ma ecco lo squillo magico del Presidente del Consiglio che fa impazzire il procuratore capo e addirittura fa comparire una consigliera comunale per prelevare la signorina, peraltro presunta nipote del presidente del Marocco Mubarak. Poi dalla fantasia davvero scarsa di Ruby, saltano fuori regali costosi, festini ad Arcore, Palazzo Grazioli allietate da gentili accompagnatrici che nella loro agenda casualmente avevano un buco libero.

Questo si che è abbastanza rivoluzionario. Però non esageriamo, perché non credo che gli italiani ne abbiano abbastanza.

Tenendo conto di questi fatti, io, cittadina italiana a tutti gli effetti, mi sento legittimata a rivoluzionare il mio Paese: l’ha fatto una marocchina, non ho capito perché non posso farlo io, nella città in cui io vivo.

Vado nella gioielleria più costosa di tutta Milano, consapevole che mi porteranno in questura, ma ancora più consapevole che il Presidente del Consiglio mandi un’altra consigliera comunale a prelevarmi.

Aspetto e aspetto ma nessuna chiamata.

Ma poi mi batto una mano sulla fronte e capisco tutto: io non sono una persona che conta. Io non ho un futuro. Io non ho un posto di lavoro fisso. Io non prostituisco la mia immagine di donna. Io non faccio comodo alla società in cui vivo poiché scrivo questi articoli. Io non sono diversa da tutti i giovani che scappano da questo Paese. Al contrario, io devo guadagnarmi un Cd sacrificando le mie estati lavorando. Io voglio andare all’università. Io sono una ragazza semplice, onesta, che porta rispetto e che crede nell’amore. Io sono consapevole che oggi come oggi non rivoluzionerò niente e nessuno, perché “non c’è nessun cambiamento vero / se la rivoluzione non avviene prima nel pensiero”. Io sono stanca di essere una cittadina italiana che guarda in silenzio come crolla il suo Paese.

Ebbene, sapete cosa vi dico?

Io lotterò con tutte le mie forze affinché la gente impari a pensare e soprattutto affinché capisca e assimili dentro di sé la parola ‘moralità’. Solo allora potrà ricomparire nell’ultima edizione del vocabolario della lingua italiana Zanichelli.

Oramai è un caso. Dalla barzelletta alle dichiarazioni “strambe” di Ruby, la ragazza ancora per poco maggiorenne che è salita alla ribalta negli ultimi giorni. Qua potete trovare l’inchiesta di Repubblica.

Dannazione però. Elio e le Storie Tese mi hanno preceduto. Ieri pensavo con mio padre di fare una canzone “Bunga Bunga” da immettere nel web…ma esattamente la sera prima, gli Elii l’avevano performata a Parla con Me, sulle note di Waka Waka (il tormentone dell’estate, ricordate? Certo che sì…).

Ecco il video!

Inoltre, un divertentissimo articolo di Jacopo Fo: Anch’io ho fatto sesso con Berlusconi!

Qua potete trovare un articoletto sul boom di risultati di Google per la ricerca di “bunga bunga” (…più di 12 milioni!) e qua invece su corrieredellasera.it potete vedere un video che parla della ricostruzione in 3D del caso, direttamente dalla Cina.

Speriamo che per l’assurdità e la comicità della situazione si capisca quanto è dannoso per la nostra immagine e per il nostro onore, continuare a mantenere e rieleggere persone come i nostri politici…