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di Aristofane

Cito, longe fugeas et tarde redeas (“presto, fuggi lontano e torna tardi”). CLT. E’ questa la sigla che il commissario Adamsberg, protagonista dei romanzi di Fred Vargas, trova scritta accanto a dei misteriosi simboli, simili a 4 rovesciati, che appaiono sulle porte delle case di Parigi. Presto il poliziotto capirà che quegli strani segni sono talismani contro la peste, mortale malattia che sembra essere tornata dai meandri del Medioevo, pronta a ricominciare ad uccidere.

E’ questo, molto sinteticamente, il tema centrale di “Parti in fretta e non tornare”, bellissimo romanzo noir firmato da Fred Vargas, famosa scrittrice francese. Quando mi sono imbattuto nella frase latina, non ho potuto fare a meno di correre col pensiero alla situazione dell’Italia attuale. Intendiamoci, non voglio paragonare la nostra politica e la nostra società ad un’epidemia di peste. Questo sarebbe troppo. Tuttavia, quel consiglio, “parti in fretta e non tornare”, mi sembra rispecchi perfettamente i desideri, o per lo meno i pensieri, di molti italiani, specialmente giovani.

Dopotutto, guardandosi intorno, cosa ha ormai da offrire l’Italia a noi ragazzi? La politica è sempre più simile al calciomercato: Tizio va con questo, Caio stava con quello ma ha capito che gli conviene cambiare e passare a quest’altro, Sempronio è indeciso e minaccia l’altro ancora di non andare con lui se non gli dà quello che vuole. Gli uomini politici fanno i capricci e si schierano con chi più gli offre, sbattendosene di tutto il resto. E questi soggetti dovrebbero occuparsi di risolvere la montagna di problemi che affligge la gente? Lavoro, scuola, ambiente, energia e via discorrendo? Ma mi facciano il piacere.

In settembre scadranno titoli di Stato per 54 milioni di euro. Ciò significa che lo Stato dovrà restituire i soldi (più gli interessi) a chi glieli ha prestati (comprando, appunto, i titoli di Stato stessi). Ovviamente questi soldi non ci sono, e si spera che qualcuno (magari gli stessi Stati e le stesse banche che hanno comprato questi titoli di Stato in scadenza) voglia acquistare dei nuovi titoli. Altrimenti non ci saranno più soldi per pagare, e quindi garantire, i servizi essenziali ai cittadini. Saremmo ai livelli della Grecia. La situazione è molto grave, ma non abbastanza perchè i telegiornali ne parlino, evidentemente. Meglio occuparsi dei rientri dalle vacanze e dei modi migliori per proteggersi dal caldo. Bevete molto e non esponetevi direttamente al sole dalle 12 alle 15. Consigli preziosi ed innovativi.

E si potrebbe continuare così, la lista è lunga. Inceneritori e future centrali nucleari sostituiscono parchi fotovoltaici e pale eoliche. Restrizioni ad internet invece di wi-fi libero. Tagli indiscriminati a scuola, università e ricerca al posto di investimenti in scuola, università e ricerca.

“Parti in fretta e non tornare, ragazzo”. Ecco cosa sembra sussurrare il vento in questi giorni di fine agosto. Non si vede uno spiraglio di cambiamento. Chi dovrebbe offrire un’alternativa a questo governo disastroso, che permette inoltre che il Paese sia ostaggio dei rantoli di un fanatico (specifico che sto parlando di Bossi, perchè di fanatici in questo governo ce ne sono a bizzeffe)? Il PD, che come sempre si divide, discute su questioni inutili, non sfrutta la debolezza dell’avversario, rimane insicuro sulle sue posizioni e tergiversa? L’Italia dei Valori, incapace di fare il salto di qualità perchè schiacciata da una classe dirigente in parte composta da scarti di altri partiti? L’UDC, coacervo di pregiudicati e voltagabbana professionisti? No, non esiste. L’unico cambiamento possibile siamo noi. Noi ragazzi, noi giovani. Noi che possiamo avere idee fresche, diverse, innovative. Noi che abbiamo a cuore il nostro futuro e vogliamo salvare l’Italia. So che siamo in tanti, che se vogliamo possiamo fare davvero la differenza. Il passato è passato, il presente si srotola davanti a noi, che spesso stiamo immobili e guardare. Il futuro lo possiamo ancora scrivere.

CLT. Cito, longe fugeas et tarde redeas. Personalmente preferisco Credici, Lotta e Trionfa. Rubo una frase a Beppe Grillo, per chiudere. “Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure”.