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Non ho alcuna intenzione di addentrarmi nel cosiddetto caso Ruby. Per molti motivi. Capisco che sia una notizia, e che come tale che i giornali se ne debbano occupare, ma non è possibile che tutti si occupino solo di questo, mentre l’Italia è dilaniata da problemi ben più grandi, per non dire enormi, che si chiamano disoccupazione giovanile, evasione fiscale da record, crisi economica, crescita zero eccetera.

La cosa che mi sembra però fondamentale è spiegare perchè per questo caso, come i precedenti D’Addario e Letizia, non si può tirare fuori la solita menata della riservatezza. infatti un uomo pubblico come il premier di un qualsiasi paese semplicemente non ha privacy. Nel momento in cui si diventa personaggi pubblici, bisogna aspettarsi che la propria intera vita venga passata ai raggi x: frequentazioni, abitudini, comportamenti. E questo vale per ogni personaggio pubblico, ma ancora di più per un politico, che prende decisioni che si ripercuotono su tutti.

Dopo questa introduzione generale, vediamo, in forma schematica, quali sono i motivi per i quali questo genere di vicende non costituiscono un affare privato, ma uno scandalo politico, di rilevanza assolutamente pubblica:

1. Il carattere privato della vicenda finisce nel momento stesso in cui Berlusconi è accusato di aver commesso dei reati.

2.Berlusconi ha sempre fatto un uso politico ed elettorale delle sue vicende familiari e delle sue convinzioni religiose (vedi Family Day, diffusione di fotoromanzi elettorali sulla famiglia come modello, invito a votare il suo partito come custode e difensore dei valori cristiani).

3. Da anni Berlusconi rifila menzogne di tutti i generi, ripetute a gran voce da giornali e televisioni di sua proprietà (e non solo), per coprire e disinnescare gli scandali che lo travolgono.

4. La salute psichica del capo del governo è messa in dubbio da sua moglie e dai suoi atteggiamenti in pubblico (oltre che da alcuni brani delle intercettazioni). Berlusconi viene praticamente ad essere un vecchietto malato di sesso disposto a tutto per avere tra le mani una ragazza.

5. La condotta del premier causa all’Italia un profondo discredito internazionale, riscontrabile nelle dichiarazioni dei leader raccontate da Wikileaks ma soprattutto sulle pagine dei giornali stranieri.

6. Con Berlusconi è diventata prassi la commistione tra vicende private ed incarichi pubblici o retribuiti con denaro pubblico (vedi candidature bloccate di veline e soubrette varie con relative elezioni, raccomandazioni di varie ragazze per farle lavorare in Rai).

7. Esistono reali pericoli per la sicurezza nazionale derivanti dall’ingresso incontrollato nelle residenze del premier di decine di persone (tra le quali potrebbero esserci spie o attentatori).

8. Per insabbiare gli scandali, Berlusconi ha ridotto, con leggi vergognose ed editti vari, la magistratura e l’informazione, principali poteri di controllo, in uno stato disastroso.

9. Il premier è poi altamente ricattabile, perchè moltissime persone conoscono i suoi altarini. I ricatti sono quelli che mettono in atto le ragazze protagoniste di queste vicende, ma anche quelli del suo ex avvocato Previti, che pretende leggi per salvarsi dal carcere; di Mills che prende 600 mila euro per tacere alcune cose su Berlusconi in due processi a carico di quest’ultimo; di Marcello Dell’Utri, che dice, nel marzo 1994 “Silvio non capisce che deve ringraziarmi, perchè se dovessi aprire bocca io…”; molte persone che, da coimputati del presidente del consiglio, sono magicamente diventati parlamentari (anche loro pagati coi soldi dei contrinuenti).

Basta?

(Alcune informazioni e pezzi sono tratti da “Papi. Uno scandalo politico” di Gomez, Lillo, Travaglio)

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di L’Albatro

Noemi Letizia si è rifatta. Ha pensato bene di volumizzare un po’ i seni, gonfiare le labbra e rimodellare il naso. La notizia ci arriva dal blog di Novella2000, che ha pubblicato delle foto di Noemi in bikini, che sarebbero apparse su Facebook. Queste sono state prontamente analizzate e commentate dal noto professor Marco Klinger, responsabile dell’Unità di chirurgia plastica dell’Istituto clinico Humanitas di Milano: il professore dice addirittura che il naso pare sia nemmeno riuscito bene. Diamo un’occhiata.

E ora continuiamo. Magari no, perché, diciamocelo, a chi davvero interessa che una ragazzina di neanche 19 anni si sia fatta fare una plastica dorsale e facciale? Magari al suo moroso.

Le questioni eclatanti sono due.

La caduta nel dimenticatoio del “caso Noemi“, cioè la presunta storia di un settantaduenne che va a far la corte ad una ragazzina che compie 18 anni, e che poi il diretto interessato non risponda a domande più che logiche: Presidente, ma che diavolo ci è andato a fare? Presidente, ma perché lei dice una cosa e Noemi, il padre, i giornali ne dicono una diversa a testa? Cercate di confonderci? Con molti ci sono riusciti! Scandalo dopo scandalo, ciò che è scandaloso diventa normale. Come dice Marco Belpoliti in un articolo su L’Espresso di un paio di settimane fa, oramai si è perso il senso del pudore, la capacità di provare vergogna. Cioè è diventato un fatto quotidiano (no, non quello di Padellaro!) l’ostentare e vantarsi di fare delle, scusate, figure di merda, spesso riducendosi alla stessa suddetta sostanza.

La seconda riguarda la tristezza nel vedere qual’è il pensiero troppo spesso dominante in certi/e giovani: Noemi, inondata di notorietà per, torno a ripeterlo, uno scandalo dimenticato, cosa fa? Dichiara di voler fare o la velina o la parlamentare. Un’indecisione non da poco!

Le capacità possono averle tutti, ma queste fioriscono soltanto se sostenute da cultura e determinazione. Cioè consapevolezza. L’idea che passa è che tutti possano fare tutto, indistintamente: possono credere di poter fare tutto ma alla fine, di concreto, non faranno nulla. Dove pensate che sarà questa Noemi tra qualche anno? Potrà anche avere tutte le capacità dell’universo, ma se rimane ferma sul “mi piacerebbe entrare in politica o andare in tv, magari potrebbe pensarci Papi” (Papi è il soprannome con cui appella Berlusconi, cara ragazza!), potrebbe anche riuscirci, ma soltanto mediante doti e virtù non propriamente politiche o artistiche. Lei, assieme alle sue e i suoi cloni, hanno un’idea di cosa siano gli ideali che è lontanissima dal loro significato. Poco tempo fa ho sentito in televisione una velinonzatterinainbikini che, con sguardo vacuo e voce spiritata insultava una compagna di scollatura che l’aveva accusata di non avere degli ideali: “io ne ho, e ne ho tanti”. Naturalmente gli ideali si acquistano, e soprattutto, al peso…

Ma davvero credevate che avrei scritto un vero articolo su Noemi Letizia solo perché si è rifatta le tette e mezzo muso?

UPLOAD: ho modificato un paio di parti, minime; mi ero reso conto che non andavano bene, e non rispettavano a pieno alcuni criteri giornalistici e stilistici (che sto cercando di imparare!). L’Albatro