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No, fatemi capire. Napolitano dice che i partiti sono insostituibili (affermazione per lo meno discutibile) e non “dare fiato a qualche demagogo di turno”. Ovvero Beppe Grillo. Indirettamente, quindi, il Presidente della Repubblica, istituzione per natura super partes, sta invitando a non votare Movimento 5 Stelle, o per lo meno lo sta delegittimando.

Ma Napolitano non ha nulla da dire a proposito della Lega e dei suoi ultimi scandali? E, guarda caso, si è dimenticato di dire alla gente di non dare fiato a chi pagava “cospicue somme” a cosa nostra tramite Dell’Utri per non avere problemi, “contribuendo al rafforzamento dell’associazione mafiosa” nei primi anni ’70 fino al 1977 e poi dal 1982 al 1992 (l’anno delle stragi), nell’ambito di un “accordo di natura protettiva raggiunto con la mafia”.

Ecco, di Berlusconi e del suo partito, cui si riferiscono le frasi riportate sopra (estrapolate dalle motivazioni della sentenza di Cassazione su Dell’Utri), ci si può fidare. Dopotutto parliamo solo di accordi, pagamenti e accordi protettivi con la mafia, oltre a tutte le nefandezze di cui B. e i suoi compari si sono resi protagonisti.

Di Grillo e dei ragazzi del Movimento, pericolosi incensurati armati di spirito civico e interesse per la politica, meglio diffidare. Non sia mai che ottengano buoni risultati elettorali e spazzino via questa splendida classe dirigente.

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Io credo che tutte queste discussioni su Beppe Grillo, tutto questo domandarsi se la sua sia politica, antipolitica, follia, lungimiranza o altro siano francamente inutili. Inutili e ripetitive, visto che riemergono ogni volta che il comico genovese fa un comizio o compare da qualche parte.

Come ho già detto più volte, si può criticare Grillo, si deve farlo (e ci mancherebbe). Si può farlo per i metodi, i contenuti, i toni, per quello che si vuole. Ma per favore, basta con questa cazzata dell’antipolitica.

Antipolitica è chi ruba soldi pubblici utilizzando i “rimborsi elettorali” per comprare lauree e rifare il naso al figlio; è distruggere la credibilità dello Stato e delle sue istituzioni con comportamenti indegni e indecenti (con buona pace dell’art. 54 della Costituzione);  è accettare mazzette e favori per fare il proprio dovere, nonostante stipendi faraonici; è averci portato nel baratro ed ora strillare contro Monti che deve prendere provvedimenti impopolari (pur sbagliando, in certi casi); è usare il proprio potere per fare favori ad amici e parenti; è essere da venti, trenta, quarant’anni in Parlamento e non avere concluso nulla; è fare finta di opporsi ma stringere accorsi sottobanco.

Tutto questo (e molto, molto altro) è antipolitica. Di tutto si può accusare il Movimento 5 Stelle (che è composto da ragazzi e ragazze impegnati e non sostenuti dal sistema, non da Grillo), tranne che di essere parte di questo marciume e di non avanzare proposte concrete. Ripeto, si può essere d’accordo o no, come con tutti. Ma per favore, per favore: basta con le prediche di chi, senza vergogna, si erge oggi a difensore della politica, dopo averla utilizzata per i suoi comodi per anni.

Sul Corriere di oggi, un’interessante telefonata tra Adriano Celentano e Beppe Grillo. Il cantante ne ha inviato il testo al giornale di De Bortoli e noi ve lo proponiamo.

Adriano Celentano (Ansa)
Adriano Celentano (Ansa)

Quando sento che il mio cellulare squilla, mi viene spontaneo rispondere senza guardare chi è che chiama. Claudia infatti mi rimprovera sempre: «Ma perché non guardi prima di rispondere?». Ha ragione, ma il mio è quasi un riflesso condizionato. Al primo squillo, a volte anche prima del primo squillo, è come se una scossa elettrica mi scaraventasse sul piccolo mostro per gridare con forza: «Pronto, chi è che parla?!?». «Ciao Adriano. Sono Beppe!». «Ah, ciao Beppe!». Era Grillo. Sì ogni tanto ci sentiamo per scambiare due chiacchiere sul mondo. Del resto l’Europa l’avevamo già trattata quando mi invitò nella sua casa al mare.
Adrian: «Come stanno le cinque stelle, brillano?».
Grillo: «Non solo brillano ma fanno scintille colorate, io sono proprio contento».
Il suono della voce che arriva dall’altro capo del telefono infatti non tradisce.
È quello di chi è fiero e orgoglioso del lavoro che ha fatto.
Grillo: «Il mio – dice – è un movimento che ormai cammina con le proprie gambe e si rigenera proprio nella forza dei giovani. Sono più di trecento quelli che entreranno come consiglieri comunali nei maggiori comuni d’Italia, e ognuno è ultracompetente nel suo ramo. A Bologna ne abbiamo due e sono bastati per bloccare la costruzione di una centrale nucleare. Questo è solo un esempio per farti capire quanto sia importante la nostra lenta ma inesorabile penetrabilità nei comuni».
Adrian: «Come posso non capirlo! Sono loro, i comuni, i maggiori responsabili dello sfacelo. I grandi devastatori di ciò che era la nostra bella Italia. Basta dare un’occhiata alle orripilanti ferite MORTALI che i genitori di Frankenstein (sindaco Moratti e Formigoni) hanno inferto alla città di Milano. La stanno DISSANGUANDO con la scusa di fare più case per la gente, ma in verità sono eleganti loculi tombali dove i milanesi, ormai indifferenti a tutto, moriranno di CANCRO. È di poche ore infatti l’approvazione dei nuovi CAMPI di STERMINIO, da parte del comune di Milano. Più di 7 milioni di metri quadrati apriranno le porte al CEMENTO.
Grillo: «Sapevo che parlando dei comuni avrei toccato un tasto a te molto caro».
Adrian: «Solo che… bisognerebbe trovare il modo di velocizzarla un po’».
Grillo: «Che cosa?».
Adrian: «La tua penetrabilità nei comuni…».
Il tempo di un sospiro e nel suo entusiasmo avverto come una leggera smagliatura.
Grillo: «Già… ma noi non prendiamo soldi da nessuno e i giornali e le televisioni se ne guardano bene dall’informare la gente sui nostri successi. Nelle cinque regioni in cui ci siamo presentati, Campania, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia ci hanno votati in 500 mila. Per legge avevamo diritto a un rimborso spese di un milione e 400 mila euro che lo Stato voleva darci, ma che noi abbiamo rifiutato in segno di protesta contro una legge che finanzia le campagne elettorali togliendo i soldi ai cittadini».
Adrian: «E allora come fate? Anche voi avrete bisogno di soldi, per pagare il personale, gli spostamenti, i permessi…».
Grillo: «Vedo che sei bravo a fare le domande…».
Adrian: «Nel senso che stavolta non c’è una risposta?».

Beppe Grillo (Ansa)
Beppe Grillo (Ansa)

Grillo: «C’è, eccome! È stabilito che un consigliere regionale abbia diritto a uno stipendio di 8 mila e passa euro al mese e tu non puoi rifiutarli, se te li danno li devi prendere. Ma siccome il movimento delle CINQUE STELLE ha il senso della misura, ha calcolato che 2.500 euro al mese sono più che sufficienti per un consigliere regionale».
Adrian: «E degli altri 6.000 cosa ne fate?».
Grillo: «Vengono reinvestiti in un conto deposito dove di volta in volta potranno servire per sovvenzionare il nostro parlare alla gente che purtroppo, come tu sai, ha un costo dal quale non ci si può sottrarre. Del resto anche i politici, credendo di dare il buono esempio, si sono ridotti lo stipendio. Ma con una leggera differenza: prendendo per il culo gli italiani han pensato di abbassarsi del 10% i loro 19mila e passa Euro mensili. Come vedi, nel loro 10% regna quel 90% di ipocrisia invece completamente AZZERATA dalla nostra autoriduzione che è quasi del 75%».
Adrian: «Non c’è dubbio che quello che stai facendo è bello e altamente nobile. Ma il Potere, purtroppo, oltre a essere quella brutta bestia che è, è anche molto ricco… coi soldi lui può comprare qualunque cosa in grado di schiacciarti».
Grillo: «Certo il Potere potrà schiacciarmi e magari lo farà anche, ma nessuno potrà fermare la macchina delle CINQUE STELLE. Essa è ormai un virus innescato in questa società sfaldata. Un virus che come le STAMINALI è capace di rigenerare e quindi riconvertire in bene tutto ciò che è moralmente malato e che soprattutto concerne l’animo, la coscienza, la sfera spirituale e non ciò che è fisico e reale. Un virus, quindi, destinato ad espandersi contro tutte le ricchezze corrotte del mondo».
Adrian: «Però sempre un progetto, a quanto pare, dai risultati lenti…».
Grillo: «Lenti ma inesorabili… perché tu, tanto per restare nel tuo linguaggio, ne conosci forse uno più rock?».
Adrian: «Sì, ma non lo dico. Non lo capiresti tu, figuriamoci i politici».
Grillo: «Senz’altro i politici non lo capirebbero e magari neanche io, ma la gente forse lo capirebbe…».
Adrian: «Sì, certo lo capirebbe… la gente ha bisogno di uno SCATTO. Uno scatto che gli indichi la DIREZIONE. Quella direzione ormai remota e persa tra le pieghe di un sogno purtroppo svanito. Uno scatto che comporterebbe senz’altro dei sacrifici ma a mio parere salutari perché, pur nel sacrificio, saremmo legati l’uno all’altro nella conquista di un nuovo modo di vivere. E il motivo per cui oggi l’uomo soffre sta proprio nel fatto di sentirsi slegato dagli altri in mezzo a tanta gente. È come se tutti ci addentrassimo in un sentiero che dobbiamo per forza percorrere, senza però alcun interesse per la meta a cui esso ci porta. Per cui sei tu quello veramente rock, hai saputo accendere una scintilla lenta ma inesorabile che divamperà quando meno te lo aspetti in un incendio purificatore, inestinguibile».
Grillo: «Però non mi hai ancora detto in cosa consiste lo scatto di cui parlavi».
Adrian: «Forse perché non ho ancora ben chiaro a quale scombussolamento esso ci porterebbe e da che parte eventualmente si dovrebbe cominciare…».
Grillo: «Non so cosa hai in mente, forse un giorno me lo dirai, ma il sentiero da percorrere purtroppo è tutt’altro che facile. È pieno di buche e di salta fossi, di ipocrisie, di politici che si vendono per pagare un mutuo o per avere una fiction in più e di altri che non si vendono, che vorrebbero davvero contribuire per il bene del Paese. Però sbagliano come ha fatto Veltroni, il quale non si accorge che nel momento in cui rilancia la patrimoniale automaticamente regala un milione di voti a Berlusconi. È così che vuol farlo cadere?».
Adrian: «Pensi che cadrà?».
Grillo: «Coi fatti dell’ultima ora certo non è messo tanto bene, ma se si andasse a votare, conoscendo gli italiani, c’è il rischio che possa essere rieletto. Tu pensi qualcosa di diverso?».
Adrian: «Il rischio effettivamente c’è. L’unica cosa che temo è che se ciò accadesse credo che lo stato di confusione in cui ora versa il Paese non si attenuerebbe, ANZI…».
Grillo: «Comunque il problema non è più Berlusconi, cade o non cade, lui ormai rappresenta il passato. Il problema vero invece è la caduta dell’economia. Il debito pubblico dell’Italia sfiora i 1.900 miliardi di Euro e continua ad aumentare. Una legge elettorale che non permette ai cittadini di eleggere direttamente il proprio rappresentante.
Più che un nuovo leader abbiamo bisogno di un curatore fallimentare che prendesse dei provvedimenti drastici: un tetto alle pensioni, abolire le Province, accorpare i comuni e abolire il doppio e triplo incarico dei nostri parlamentari… Matteoli, tanto per citarne uno, è contemporaneamente ministro e sindaco e come lui ce ne sono altri e questo non fa bene al Paese».
Adrian: «È incredibile come l’Italia sia ridotta a un vero e proprio groviglio di conflitti di interesse. Francamente penso che questa malattia, brutta malattia, abbia seriamente intaccato la natura degli italiani. Credo che, oltre al curatore fallimentare, noi italiani, ma non soltanto noi, abbiamo bisogno di un curatore ANIMALE, nel senso dell’ANIMA. Un curatore che ci insegni a ritrovare la via dell’onestà fin dalle piccole briciole. Come diceva Gesù: “Se già nel piccolo si è onesti, a maggior ragione lo si è nel grande”».
Grillo: «Sarà… ma io credo che i corruttori iniziano a essere disonesti proprio quando le briciole cominciano a diventar pagnotte. Io non so se Gesù l’ha detta veramente questa cosa, ma se proprio l’avesse detta mi permetto di pensare che forse quel giorno doveva essere leggermente distratto da quei tipi poco raccomandabili di bell’aspetto fuori, ma putridi dentro».
Adrian: «Poniamo il caso che tu sia il mio datore di lavoro. Oggi, giorno di sabato, nel riscuotere la paga mi accorgo che per errore mi hai dato 5 euro in più del dovuto. Se faccio finta di niente e tiro dritto, dentro di me mi vergogno anche se si tratta di una miseria. La mia coscienza subito mi direbbe che se già comincio a rubare le cose che neanche mi servono, figuriamoci cosa farò quando il bottino sarà molto più grande e desiderabile. Gesù, quindi, ci sta semplicemente dicendo che per praticare l’arte dell’onesto cittadino come anche quella del ladro è necessario un certo allenamento. Per cui se fin da piccoli ci alleniamo a rubare, non dobbiamo meravigliarci se poi da grandi, si forma in noi la malsana idea che CHI NON RUBA è un CRETINO».