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Attraverso la sua rubrica su L’Espresso “Satira preventiva“, Michele Serra ci dona un articolo divertentissimo: i vaticini per i prossimi mesi per Silvio Berlusconi…

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SOLUZIONE, LA MINETTI PREMIER (di Michele Serra)

(05 novembre 2010)

Per salvare la faccia, il Cavaliere si recherà di persona in tutte le questure a chiedere se ci sono minorenni da liberare. Poi accetterà di dimettersi a patto che lo sostituisca la sua igienista dentale.

Nicole Minetti
Una serie impressionante di malintesi, sciagure e rovesci politici si sta riversando su Silvio Berlusconi. Per prevenire i prossimi, e studiare adeguate contromosse, il premier si è affidato a una équipe di veggenti, per precauzione tutti maggiorenni, che ha stilato per lui un breve elenco delle prossime disavventure.

Novembre Aumentano i cumuli di rifiuti per le strade di Napoli, nonostante una telefonata notturna di Berlusconi alla Questura per darli in affido a Nicole Minetti. Caso Ruby: nel tentativo di scagionare il premier, la ragazza cambia versione. Il Bunga Bunga non è affatto un rito sessuale, è un combattimento all’ultimo sangue tra gladiatori, per intrattenere gli ospiti durante le cene a Arcore. Imbarazzo della Chiesa, che si placa solo quando don Verzè assicura di avere personalmente dato l’estrema unzione ai gladiatori agonizzanti. Il Milan va male, aspre critiche alla rosa composta da ventisei attaccanti, un centrocampista, un difensore e un portiere con forte propensione offensiva: vuole battere i corner e lascia la porta sguarnita per quasi tutta la partita. Notte brava di Ronaldinho in discoteca per festeggiare i cento chili.

Dicembre Ruby, per alleggerire la posizione di Berlusconi, ritratta: il Bunga Bunga non è un combattimento mortale tra gladiatori, è un antichissimo rito africano durante il quale Berlusconi e i suoi ospiti si trasformano in licantropi e corrono per la brughiera intorno a Arcore azzannando i passanti. La Chiesa è turbata, ma don Verzè la rassicura: quando rientrano in villa all’alba, gli ospiti si depilano e dicono il rosario usando le palline di caviale. A Napoli i rifiuti, a causa della fermentazione, si muovono in corteo per le strade e costituiscono un comitato di lotta. Il Milan perde a Bari nonostante una telefonata di Berlusconi alla Questura, durante l’intervallo della partita, per chiedere l’affido del pallone a Nicole Minetti.

Gennaio Telefonata notturna di Berlusconi alle Questure di Firenze e di Ancona, per chiedere al piantone se per caso c’è qualche ragazza da salvare. Napoli: la montagna di rifiuti più imponente, un cono alto quasi duecento metri, comincia a eruttare. Ruby, messa alle strette dai giudici, crolla: spiega che il Bunga Bunga non è un rito sessuale, non è un combattimento tra gladiatori, non è un raduno di licantropi, tutte versioni inventate da lei per cercare di difendere Berlusconi. La verità, terribile, è un’altra: il Bunga Bunga è una sequenza di dieci barzellette che il premier racconta ai suoi ospiti dopo averli legati e imbavagliati. Questa volta l’indignazione della Chiesa non può essere contenuta nemmeno da don Verzè, secondo il quale almeno una delle barzellette fa ridere. La sordità quasi totale dell’anziano sacerdote lo rende poco attendibile. Male il Milan, per aiutare Berlusconi la Minetti chiede in affido almeno un paio di attaccanti.

Febbraio Crescenti perplessità sui comportamenti privati di Berlusconi, che ormai ha preso l’abitudine di recarsi personalmente, di notte, nelle varie questure italiane, chiedendo al piantone se ci sono poliziotte minorenni da portare fuori a cena. Umberto Bossi, nel corso della Sagra del Rutto, presentandosi ai cronisti in shorts, ciabatte e canottiera, osserva che lo stile del premier comincia a sembrare carente perfino a lui. A Napoli le montagne di rifiuti formano ormai una cordigliera così suggestiva che l’Unesco le dichiara patrimonio dell’umanità.

Marzo Berlusconi costretto alle dimissioni dopo che perfino don Verzè gli volta le spalle, sfavorevolmente colpito da un’orgia organizzata dal premier direttamente in Questura, e senza invitarlo. Si forma un governo tecnico. Berlusconi si dice disposto al ritiro, a patto che il governo tecnico venga affidato a Nicole Minetti.

Oggi pubblichiamo il contributo di Coventry Quinn, tifoso del Milan di vecchia data e amante del calcio, inteso come gioco e passione, non come macchina per fare soldi. Questo è l’elogio di un milanista alla vittoria dell’Inter di Mourinho.


CALCIO : FORMAZIONI E MUSICA

di Coventry Quinn

Grazie alla vittoria dell’Inter in Champions League, in questi giorni sono ritornati sui giornali i ricordi della grande Inter degli anni sessanta.

Ero bambino quando recitavamo a memoria quella formazione: 1964, 1965 (Sarti, Burgnich, Facchetti ….).

In quegli anni, e per tutti gli anni ottanta, esisteva nelle squadre di calcio la cosiddetta formazione tipo: 11 giocatori, con relativi numeri, da 1 a 11, dal portiere all’ala sinistra.

Noi ragazzini (credo anche gli adulti), recitavamo le formazioni quasi senza pensare, come fosse una musica.

Per me, la passione era nata un paio di anni prima, con il Milan di Rivera e Altafini. Ricordi? Wembley 1963, prima Coppa dei Campioni vinta da una squadra italiana, dopo il dominio di Real Madrid (Di Stefano, Puskas, Gento) e Benfica.

Il Milan era chiamato a confrontarsi con i vincitori delle due ultime edizioni: contro il Benfica di Eusebio, si vinse con due gol di Altafini.

Prima di Sarti, Burgnich, Facchetti, per me ci furono Ghezzi, David, Trebbi (pausa nell’incedere della voce); Benitez, Maldini, Trapattoni (altra pausa); Mora, Sani, Altafini (mezza pausa); Rivera, Pivatelli. Ricordo la mossa di Rocco, che sostituì l’ala sinistra titolare, Barison, con Pivatelli.

Altri tempi: le squadre entravano in campo con i numeri da 1 a 11, e questi entravano nella memoria, nei cuori, nei ricordi dei tifosi. Le formazioni erano lette con una particolare inflessione della voce, dei toni, con le giuste pause, per rimarcare i ruoli: portiere, terzino destro e terzino sinistro (pausa); mediano destro, centromediano e mediano sinistro (pausa); ala destra, mezzala destra e centravanti (pausa). Gran finale con il classico numero dieci e con l’ala sinistra.

Dunque: Sarti, Burgnich, Facchetti (pausa); Bedin, Guarneri, Picchi (pausa); Jair, Mazzola, Peirò (pausa); Suarez, Corso.

Quell’Inter aveva in quell’anno perduto uno scudetto a favore del Bologna (1964), ultimo di quella città, vinto da una grande squadra. Musica anche in questo caso: lo spartito terminava con: Perani, Bulgarelli, Nielsen (pausa); Haller, Pascutti.

V’era qualcosa in più, che si faceva ricordare, che oggi manca. Oggi si vede il portiere con il numero 30 e il centravanti con il numero 16; la mezzala con il numero 88 e i difensori centrali con i numeri 45 e 19….. Una volta no: ruoli chiari, formazione chiara, da 1 a 11 (e se un giocatore si infortunava, finiva la partita all’ala sinistra, quasi fermo, chissà perchè). In quegli anni, tutti gli appassionati di calcio conoscevano la formazione del Brasile due volte campione del mondo: Gilmar, Dialma Santos, Nilton Santos (pausa); Zito, Bellini, Orlando (Zito, Mauro, Zozimo, nel mondiale precedente, in Svezia 1958, ancora oggi lo ricordo, quasi automaticamente); e poi il gran finale: Garrincha, Didì, Vavà (pausa); Pelè, Zagalo. Non sembra una canzone?

E quando nel 1966 l’Inghilterra vinse in casa il suo mondiale, chi non ricorda il reparto avanzato che battè la Germania? Ball, Hunt, Bobby Charlton (proprio così, con nome e cognome), Hurst, Peters. Ti ricordi, vecchio tifoso? Non la recitavi così anche tu? Ripeti: Banks, Cohen, Wilson (pausa); Stiles, Jackie Charlton, Moore (pausa); Ball, Hunt, Bobby Charlton (pausa), Hurst, Peters.

E tu, che hai visto qualche anno dopo il Cagliari vincere il suo scudetto, non hai mai sentito il telecronista finire la formazione, semplicemente, ovviamente, come fosse naturale: Domenghini, Nenè, Gori (pausa); Greatti, Riva?

Per non dire dell’Italia 1982. Bandiere sventolanti e bagni nelle fontane per: Zoff, Gentile, Cabrini (pausa); Oriali, Collovati, Scirea (pausa); Conti, Tardelli, Rossi (pausa); Antognoni, Graziani.

E la Juventus dominatrice degli anni settanta? Non occorre essere suoi tifosi per ricordare: Causio, Tardelli, Boninsegna (pausa), Benetti, Bettega O qualche anno dopo: … Tardelli, Rossi, Platini, Boniek.

Per me, milanista, è stata musica sentire e vedere, nel 1968/69, dall’1 all’11: Cudicini, Anquilletti, Schnellinger (pausa); Rosato, Malatrasi, Trapattoni (pausa); Hamrin, Lodetti, Sormani (pausa); Rivera, Prati. E qualche anno dopo, gioire per Galli, Tassotti, Maldini (pausa); Ancelotti, Costacurta, Baresi (pausa); Donadoni, Rijkard, Van Basten (pausa), Gullit, Evani.

L’augurio – data la grande vittoria dell’Inter di Mourinho – è che si ricordi, recitandola a memoria, anche tra qualche anno, questa ottima formazione: dopo Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso recitare Julio Cesar, Maicon, Chivu (pausa); Zanetti, Samuel, Lucio (pausa); Pandev, Cambiasso, Milito (pausa); Sneijder (numero 10!), Eto’o (ripeti, tifoso: Pandev, Cambiasso, Milito (pausa); Sneijder, Eto’o).