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Intanto arrivano i barconi carichi di rifugiati. Il mare è disseminato dei corpi di quelli che non ce l’hanno fatta ad arrivare fino a noi. La Somalia muore. E noi siamo indifferenti. Guardiamo le immagini mentre mangiamo, ci scandalizziamo per due minuti e ricominciamo a mangiare. Ci dimentichiamo quello che abbiamo visto in un secondo. Miracoli dei nuovi media.”

Leggendo questo paragrafo dell’ultimo post di Aristofane, subito ho pensato a questo breve monologo di Ascanio Celestini (tratto da Parole Sante, monologo del 2007), che parla, mediante la metafora dell’uomo che vede un rubinetto che perde, dell’indolenza italiana, dell’indifferenza a cui nessuno sembra potersi sottrarre. Mi ha colpito il modo chiaro in cui Celestini descrive come si “affrontano” i problemi nel nostro Paese: girandoci intorno, e decidendo mai nulla.

Seconda puntata della nostra serie di post sulle donne. La parola va oggi alla nostra collaboratrice Cassandra. Buona lettura!

LA VIRTU’ DELLA NORMALITA’ NON VA IN TV


Le prostitute sono sempre esistite: ora si chiamano escort, prima si chiamavano cortigiane e prima ancora etere. Certo, etere e cortigiane stavano qualche gradino sopra le escort odierne, erano colte e sofisticate ma, se le prostitute moderne si limitassero a fare il loro mestiere, certo questa differenza non disturberebbe nessuno. Personalmente, è un’altra la differenza che mi infastidisce e che mi fa incazzare e cioè l’atteggiamento che hanno i media nei confronti di queste donne che vendono il proprio corpo non tanto per soldi, quanto per avere un posto in Consiglio Regionale o all’Isola dei famosi. Diciamocelo, i mezzi di comunicazione, e in particolare la televisione,  hanno quasi sempre dato un’immagine sbagliata della donna, in primo luogo dal punto di vista fisico (un esempio su tutti, la Marcuzzi-chiodo che si vede gonfia e di conseguenza si riempie solo di sbifidus) ma anche dal punto di vista per così dire sociale della donna (come dimenticare il marito che, aperta la porta e trovatosi di fronte una palla di polvere, si rivolge alla moglie con un fastidiosissimo: -Cara, è per te!- ?). Negli ultimi mesi però si è davvero oltrepassato il limite (almeno il mio): come può la televisione, conscia del suo potere sulle persone, sponsorizzare le escort offrendole come immagine se non giusta, quantomeno non sbagliata? Si sa che la virtù fa meno notizia del vizio, ma è davvero questo l’esempio che vogliamo dare non solo alle donne che, soprattutto se insicure, finiranno per seguire le orme di coloro che usano il loro corpo per raggiungere i loro obiettivi, ma anche agli uomini, che si sentiranno autorizzati a chiedere prestazioni sessuali in cambio di una contropartita?

Ma come possiamo noi, donne della quotidianità, affermare la nostra normalità (che è poi la nostra virtù) contro il dilagare di questo cattivo esempio di donna, se i mezzi di comunicazione hanno occhi solo per il vizio? Non ho sentito la necessità di scendere in piazza il 13 febbraio perché credo che manifestare contro le prostitute non sia il modo giusto per affermare i nostri meriti. La mia personale protesta è quotidiana e a lungo termine. Frequento l’università e studio per poter diventare un giorno, forse, un magistrato (donna) grazie all’impegno e alle doti intellettuali e non a quelle fisiche. Ma soprattutto cerco ogni giorno di comportarmi in maniera tale da poter essere per i miei figli, un giorno, un esempio di donna seria ed onesta; voglio poter dimostrare loro che per raggiungere dei risultati e realizzare i proprio progetti (e magari anche i propri sogni) non è importante l’angolo di apertura delle gambe. Essere donna vuol dire molto altro.

di Aristofane

C’è un sentimento che gira per l’Italia. Un sentimento che la Lega ha cavalcato per acquistare voti e consenso. E’ la paura, la paura del diverso, dello straniero, che ci viene instillata ogni giorno da media e da alcuni politici, purtroppo in numero sempre maggiore. La paura permette di governare, permette di trovare un capro espiatorio per molti dei mali che affliggono la nostra penisola. “Gli immigrati ci rubano il lavoro, i soldi, vogliono fare quello che vogliono, non rispettano le nostre regole, pretendono e basta”. Quante volte sentiamo affermazioni di questo tipo? Eppure non si tratta che di luoghi comuni.

Ovviamente, sarebbe da stupidi negare l’esistenza di casi di delinquenza che hanno come protagonisti degli immigrati; è ovvio che alcuni di loro vengono in Italia apposta. Tuttavia, è falso che essi lo facciano più degli italiani, come spesso si vuole far credere. La qualità della nostra immigrazione, poi, dipende dal mancato rispetto delle regole e delle leggi, che in Italia è prassi diffusa, tanto tra gli autoctoni quanto tra gli stranieri. E’ ovvio che chi ha come scopo quello di infrangere la legge spacciando, rubando eccetera preferisca andare in un paese nel quale non si riesce a far rispettare la legge, piuttosto che in uno che ha delle regole sicure e che punisce i trasgressori. La qualità dell’immigrazione è quindi frutto in larga parte delle leggi sbagliate ed assurde che vengono prodotte in materia (qui un’efficace spiegazione dell’inefficienza della Bossi-Fini). Tuttavia evasori, stupratori, assassini, ladri e mascalzoni esistono tra gli immigrati come tra gli italiani, e non credo che per nessuno cambi granchè essere rapinato da un italiano piuttosto che da un tunisino, un marocchino, un albanese o chi per loro.

Ma, come in tutti i casi, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Perchè molti, moltissimi stranieri giungono in Italia e riescono ad integrarsi, e a lavorare serenamente. Gli immigrati producono PIL e pagano le tasse. Per nessun motivo devono essere considerati cittadini di serie B. Da nessuno. E invece, purtroppo, accade ancora che vi sia qualcuno che li crede tali e li tratta diversamente rispetto agli italiani. Il video qua sotto è emblematico di questa situazione (la parte a cui mi riferisco inizia al minuto 3:18).

Finchè accadranno cose come questa, come si potrà dire che l’Italia è un paese civile? Come si potrà dire che la Lega non è un partito xenofobo e razzista? Penso che la politica degli ultimi anni, sdoganando certi atteggiamenti, non abbia solo dato voce alla parte peggiore del nostro paese, ma abbia fatto nascere, anche in quelle persone che razziste non sono mai state nè mai si sono sentite tali, un sentimento di diffidenza verso lo straniero, di sospetto. E questo è un altro orribile traguardo che siamo riusciti a raggiungere.

La paura del diverso giunge anche, e soprattutto, dai media, lo abbiamo detto. Spesso gli organi di informazione dedicano grandi titoli ai crimini commessi da stranieri, e relegano nelle pagine secondarie quelli commessi dagli italiani. L’articolo sotto riportato (da il Fatto Quotidiano del 21/04/2010) propone alcuni esempi (clicca  sull’immagine per ingrandire).

Non dobbiamo abituarci a queste cose. Dobbiamo continuare a capire che sono sbagliate, che minano le basi della nostra democrazia e del nostro vivere civile. Dobbiamo combatterle ed essere fermi nell’accogliere chi cerca una nuova vita e una possibilità e nel cacciare invece chi se lo merita.

Ma il razzismo e lo spregio del diverso lasciamoli fuori dalla porta.

di Aristofane

Questa sera, ore 21, “Rai per una notte”. Mentre “Libero” strilla contro la manifestazione usando i soliti, logori argomenti, personaggi che in tv non si vedono da molto tempo o che non si vedono spesso (Dario Fo, Daniele Luttazzi, Sabina Guzzanti ed altri) e volti noti del piccolo schermo (Marco Travaglio, Gad Lerner, Giovanni Floris) si preparano a dare il via a quella che si appresta ad essere una serata di vera informazione, condotta da Michele Santoro. In questo mese di blackout (dovuto a ben noti motivi ) sono accadute moltissime cose ed il potere politico ha potuto approfittare dell’assenza di una o più trasmissioni televisive che rendessero note al grande pubblico le malefatte dei potenti e dei loro protetti.
Questa sera, finalmente, i nodi verranno al pettine, e il grande pubblico (per lo meno quello interessato) potrà guardare in faccia i responsabili dei vari scandali, capire come sono andate le cose e farsi un’idea. Indipendentemente da quale essa sia, è questo l’importante: sapere, capire e decidere, formandosi autonomamente e liberamente un’opinione.
Qui trovate l’elenco delle radio, televisioni e siti che trasmetteranno l’evento.
I giornali e telegiornali di regime hanno già iniziato a sparare a zero su “Rai per una notte”, e non è difficile immaginare che continueranno a farlo nei prossimi giorni, accusando la trasmissione di essere a senso unico, faziosa, irrispettosa della par condicio. Saranno questi i loro argomenti, ed è facile capirlo perchè sono sempre gli stessi. Attaccano e strillano preventivamente perchè hanno paura, sono terrorizzati, ben sapendo che, con un’informazione libera, le loro bugie e le loro bassezze avrebbero vita breve.
Il re ha sempre paura di chi lo mostra nudo, ed urlerà contro di lui usando ogni mezzo a sua disposizione, come del resto è già successo più volte. Sta a noi non permettere che ciò continui a succedere.

(Seguite il blog nei prossimi giorni, riporteremo un riassunto dei momenti salienti della trasmissione e le critiche che riceverà!)