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Ieri è morto Mario Monicelli. Si è suicidato gettandosi dalla finestra dell’ospedale.

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di Aristofane

Mi scuso per il mio monotematismo (dovuto all’entusiasmo che la trasmissione mi ha comunicato), ma vorrei dedicare anche questo post a “Rai per una notte”. Qui sotto sono inseriti quelli che sono stati sicuramente tra i migliori interventi della serata.
I loro autori sono Mario Monicelli (regista di film del calibro de “La grande guerra”, “Amici miei” e molti altri) e Milena Gabanelli (conduttrice di Report). Entrambi sono personaggi abbastanza lontani dalle lotte di Santoro, non sono soliti discutere al di fuori dei loro campi. Eppure i loro interventi, per motivi diversi, riescono a trasmettere una grande voglia di lottare ed un bisogno di farlo, oltre che una profonda consapevolezza del punto quasi di non ritorno al quale siamo giunti.
In entrambi i contributi ricorre un messaggio, che loro, professionisti più che affermati e navigati, lanciano in particolare a noi giovani: “ritornare ad uno stato di cose accettabile sarà difficile e doloroso, richiederà sforzi e fatica. Ma noi dobbiamo essere pronti a farlo. Noi e voi giovani soprattutto, per poter sperare di donare alle generazioni future (e, perchè no, anche al vostro futuro non troppo lontano) un avvenire più roseo di quello che le generazioni precedenti hanno lasciato a voi”.

Come commento conclusivo di questa serie di post dedicati alla manifestazione, mi sento di dire che sono ottimista. Certo, le cose non sono radicalmente cambiate, ma qualcosa si è smosso. Santoro ha mostrato a chi vuole silenziare ogni voce avversa che non si può fermare la circolazione delle idee, la rappresentazione della realtà. Ancora una volta l’ha fatta fuori dal vaso, e insieme a lui hanno fatto lo stesso i suoi ospiti e tutti noi che abbiamo assistito alla serata, ascoltando, partecipando, fremendo e sentendoci parte di qualcosa di importante.
Ancora di più, adesso, sono convinto dell’importanza di farsi sentire e di credere nelle proprie idee.