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di Aristofane

Ci tocca parlare ancora della Lega. Preferirei non farlo, vorrei discutere di altro, di cose più interessanti. Ma mi sembra giusto riportare qui alcune notizie.

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, è stato beccato a sfrecciare a 190 km/h sull’autostrada in direzione Venezia. Di conseguenza, gli è stata inviata la relativa multa, che comprende una sanzione di 370 euro e la sospensione della patente (perchè l’auto superava di oltre 40 km/h il limite di 130). Ma il sindaco si è rifiutato di pagare la multa, chiedendo l’archiviazione della pratica, utilizzando come scudo la legge (a mio parere sciagurata) che esenta le auto blu dal rispetto dei limiti di velocità, quando il politico dichiari che in quell’occasione la velocità è stata superata per ragioni di sicurezza o di istituto. Vorremmo sapere quali erano queste ragioni. Intanto noi cittadini normali continueremo a rispettare i limiti o a pagare le conseguenze delle nostre violazioni, non potendo pronunciare la famigerata ed odiosa frase “Lei non sa chi sono io!”.

Torniamo in terra trentina. Nel gennaio di quest’anno, il capogruppo provinciale Savoi, della Lega, si era lamentato perchè l’ufficio del suo partito veniva pulito da un’impresa, a suo dire, “composta da islamici”. E aveva chiesto che ciò non accadesse più. Savoi aveva dichiarato: “Essendo nota la posizione della Lega Nord in materia di moschee e di rispetto della nostra tradizione religiosa, non possiamo accettare, per evidenti ragioni di sicurezza, che le pulizie della sede del gruppo consiliare della Lega Nord Trentino siano effettuate da personale di fede islamica». Probabilmente aveva paura che rubassero la segretissima ricetta della polenta taragna. La sua richiesta era stata respinta dal presidente del consiglio provinciale. Tuttavia, è notizia del 5 giugno (cliccando qui trovate l’articolo che ne parla) che la provincia ha rescisso il contratto con questa ditta con un anno di anticipo; e a fine mese la ditta sarà esclusa dall’appalto per il prossimo anno. Un caso, una coincidenza? Non credo. Di certo un bell’esempio di integrazione ed accettazione del diverso.

Vorrei dire ai signori della Lega che sarebbe ora di smetterla con le sparate razziste, con le boutade xenofobe. Non se ne può più di insulti e schifezze varie contro chi è diverso. Atteggiamenti di questo genere cavalcano la paura della gente, ne fanno strumento di governo ed insegnano ai bambini a disprezzare chi non è bianco e padano.

A titolo informativo, ricordo ai leghisti, eletti ed elettori, che non è vero che gli immigrati delinquono più degli italiani, come già avevo scritto (vd. il post “Fuori dalla porta”) e come dimostra questo articolo, che prende spunto dall’incontro su questo tema che si è tenuto al Festival dell’Economia di Trento.

Se c’è ancora qualcuno che crede alle sparate dei leghisti, sarebbe ora che aprisse gli occhi.

Aggiornamento: Ho letto questo pomeriggio una notizia che mi sembra allucinante. L’assessore veneto alla sanità, ovviamente leghista, ha disposto che non si dovranno trapiantare organi alle persone che abbiano un quoziente intellettivo sotto il punteggio di 50 e a chi ha tentato di suicidarsi. L’ennesima, infame trovata di un rappresentante del popolo padano. Ecco alcuni articoli sul caso: articolo 1, articolo 2.

di Aristofane

C’è un sentimento che gira per l’Italia. Un sentimento che la Lega ha cavalcato per acquistare voti e consenso. E’ la paura, la paura del diverso, dello straniero, che ci viene instillata ogni giorno da media e da alcuni politici, purtroppo in numero sempre maggiore. La paura permette di governare, permette di trovare un capro espiatorio per molti dei mali che affliggono la nostra penisola. “Gli immigrati ci rubano il lavoro, i soldi, vogliono fare quello che vogliono, non rispettano le nostre regole, pretendono e basta”. Quante volte sentiamo affermazioni di questo tipo? Eppure non si tratta che di luoghi comuni.

Ovviamente, sarebbe da stupidi negare l’esistenza di casi di delinquenza che hanno come protagonisti degli immigrati; è ovvio che alcuni di loro vengono in Italia apposta. Tuttavia, è falso che essi lo facciano più degli italiani, come spesso si vuole far credere. La qualità della nostra immigrazione, poi, dipende dal mancato rispetto delle regole e delle leggi, che in Italia è prassi diffusa, tanto tra gli autoctoni quanto tra gli stranieri. E’ ovvio che chi ha come scopo quello di infrangere la legge spacciando, rubando eccetera preferisca andare in un paese nel quale non si riesce a far rispettare la legge, piuttosto che in uno che ha delle regole sicure e che punisce i trasgressori. La qualità dell’immigrazione è quindi frutto in larga parte delle leggi sbagliate ed assurde che vengono prodotte in materia (qui un’efficace spiegazione dell’inefficienza della Bossi-Fini). Tuttavia evasori, stupratori, assassini, ladri e mascalzoni esistono tra gli immigrati come tra gli italiani, e non credo che per nessuno cambi granchè essere rapinato da un italiano piuttosto che da un tunisino, un marocchino, un albanese o chi per loro.

Ma, come in tutti i casi, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Perchè molti, moltissimi stranieri giungono in Italia e riescono ad integrarsi, e a lavorare serenamente. Gli immigrati producono PIL e pagano le tasse. Per nessun motivo devono essere considerati cittadini di serie B. Da nessuno. E invece, purtroppo, accade ancora che vi sia qualcuno che li crede tali e li tratta diversamente rispetto agli italiani. Il video qua sotto è emblematico di questa situazione (la parte a cui mi riferisco inizia al minuto 3:18).

Finchè accadranno cose come questa, come si potrà dire che l’Italia è un paese civile? Come si potrà dire che la Lega non è un partito xenofobo e razzista? Penso che la politica degli ultimi anni, sdoganando certi atteggiamenti, non abbia solo dato voce alla parte peggiore del nostro paese, ma abbia fatto nascere, anche in quelle persone che razziste non sono mai state nè mai si sono sentite tali, un sentimento di diffidenza verso lo straniero, di sospetto. E questo è un altro orribile traguardo che siamo riusciti a raggiungere.

La paura del diverso giunge anche, e soprattutto, dai media, lo abbiamo detto. Spesso gli organi di informazione dedicano grandi titoli ai crimini commessi da stranieri, e relegano nelle pagine secondarie quelli commessi dagli italiani. L’articolo sotto riportato (da il Fatto Quotidiano del 21/04/2010) propone alcuni esempi (clicca  sull’immagine per ingrandire).

Non dobbiamo abituarci a queste cose. Dobbiamo continuare a capire che sono sbagliate, che minano le basi della nostra democrazia e del nostro vivere civile. Dobbiamo combatterle ed essere fermi nell’accogliere chi cerca una nuova vita e una possibilità e nel cacciare invece chi se lo merita.

Ma il razzismo e lo spregio del diverso lasciamoli fuori dalla porta.