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Pubblico con grandissimo piacere uno scritto di una persona incredibilmente speciale per me, una ragazza che si firma Bibilde e ha scritto qualcosa sulla Festa della Donna. Intanto, anche se ormai a fine giornata, auguri a tutte le nostre lettrici e amiche. – L’A.

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A tutti i signori all’ascolto!

Cari bambini, ragazzi e signori,

ho una richiesta da farvi, e, nonostante la questione vi sembrerà ridicola, per me è veramente importante che voi leggiate, assimiliate e mettiate in pratica: vi prego di non lasciarmi il posto in autobus o in treno o in metropolitana o in qualsiasi altro luogo voi sarete seduti ed io in piedi.

A questo punto voi starete pensando che io sia una pazza o quantomeno una stilita, ma non è così: sono una ragazza (o signorina, come piace tanto dire ai gentiluomini e alle nonne) che è totalmente in grado di reggersi sulle proprie gambe per la durata di un viaggio in autobus o finché non si libera un posto, una ragazza che ha il vostro stesso identico diritto di sedersi (lo stesso, non di meno e non di più).

Sono certa che voi mi lasciate il posto per galanteria e correttezza e che la maggior parte delle donne sarebbe felicissima per un gesto del genere, ma io no: forse il motivo del mio “disprezzo” è il fatto che mi sono sempre sentita più una persona che una donna, e in qualità di persona non c’è alcun motivo per cui voi dobbiate cedermi il posto. Scommetto che se al posto mio ci fosse un ragazzo voi stareste ben piantati nei vostri sedili e non pensereste nemmeno per un secondo di alzarvi per permettere che lui si segga, ma dato che io sono una ragazza, un’esemplare del “sesso debole”, voi vi sentite in dovere di alzarvi e lasciarmi il posto (anche quando non siete affatto felici di farlo, ma lo fate comunque “perché è giusto così”), ma vi garantisco che ogni ragazza sedicenne in totale possesso delle sue capacità fisiche è in grado di rimanere in piedi per venti minuti tenendosi ad una maniglia, davvero, ve lo giuro. Anche se sono una femmina e quindi più gracile, piccola, minuta e, apparentemente, fragile di voi aitanti uomini vi assicuro che riesco a stare sulle mie gambe e quindi oggi, 8 marzo 2012, vi chiedo di promettermi di restare seduti al vostro posto quando mi incontrerete in giro, ed io, in cambio, vi prometto che non vi rovinerò addosso alla prima curva. Ecco questo è tutto… Anzi no, ho un’altra piccola cortesia da chiedervi: sorridete, ma non solo a me, a tutte le persone che incontrate, sia uomini che donne.

Fidatevi, un sorriso migliora le giornate a tutti, molto più di un posto ceduto “perché lo dice il galateo”… Siate veramente galanti e cedetemi il vostro miglior sorriso.

Bibilde

Ed ecco la terza puntata dei post delle nostre amiche, ragazze, donne! Oggi pubblichiamo l’intervento di Ilaria Sibioli.

Domenica 13 gennaio c’è stata la manifestazione delle donne in moltissime piazze italiane, che ha riscosso un notevole successo e una notevole attenzione.

Indubbiamente i loro motivi erano più che validi. La donna di oggi è stufa di essere vista come donna di strada, disposta a fare tutto per soldi.

Molti la pensano così, triste è però che lo pensino delle persone che devono guidare il nostro Paese, delle persone che fanno notizia per scandali sessuali.

Quando io giro per strada mi sento una persona normale, i miei amici e conoscenti mi trattano come tale, certo, una volta ogni tanto capita a tutti di essere “abbordati”, ma sono cose superabili.

Sentire le battute sul bunga bunga e cose affini in televisione, è assolutamente demotivante. Fa perdere la poca speranza rimasta. Se non si contengono le alte cariche del Governo mi sembra lontanissimo il contenimento del povero popolo.

Nella puntata di Ballarò del 18 Gennaio, Anna Maria Bernini ha dichiarato che le donne non sarebbero dovute scendere in piazza perché la dignità è personale.

Io credo che questa dignità di cui lei parla non sia tutelata e credo che le donne debbano unirsi per RICORDARE che esiste, che molte donne ancora ce l’hanno e sono disposte a combattere per mantenerla.

In occasione della festa della donna, pubblichiamo il primo di tre interventi (i prossimi domani) di nostre collaboratrici (e amiche), che raccontano cosa significa per loro essere donne, soprattutto nella nostra società e in questo momento. Il post di oggi è di Arianna Cavallini. Buona lettura!

DONNA è…

– è “l’individuo di sesso femminile dal momento in cui abbia raggiunto la maturità anatomica e quindi l’età adulta” (dizionario della lingua italiana).

– è ogni singola bambina, fanciulla, ragazza che lo diventerà.

– è, secondo la Costituzione italiana, una cittadina. E, articolo 3, “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso (…)”

– è colei che “la sua fortuna ce l’ha tra le gambe” (Honoré de Balzac, Pensieri, soggetti e frammenti, 1833).

– è colei che si infuria come una bestia sentendo certe citazioni imbecilli. Ma anche colei che sfrutta la sua “fortuna”.

– è lotta per la parità sociale. è, anche, il disinteresse verso certi argomenti.

– è un corpo, un viso, dei capelli, occhi, naso, bocca, orecchie.

– è gambe, sedere, pancia, piedi, mani, braccia, seno.

– è pensiero, cuore, anima.

– è “tuffarsi, ma nel profondo, dove il mare è mare”.

– è il profumo della crema quando ti da un bacio.

– è QUEL bacio.

– è far parte di un’élite, dove in bagno ci si va in due, il mio ex è off-limits per le mie amiche e la mamma è sempre la mamma 🙂

– è ISPIRAZIONE.

– è Beatrice per Dante, è Laura per Petrarca, è (l’invenzione di) Fiammetta per Boccaccio.

– è la voce di John Lennon che canta “Woman” (http://www.youtube.com/watch?v=PaLfDnShEn0) 🙂

o di Fiorella Mannoia che afferma che “Abbiamo troppa fantasia e se diciamo una bugia, è una mancata verità che prima o poi succederà” (http://www.youtube.com/watch?v=F0SKDXFHOoo).

– è ARTE.

– è la “Gioconda” di Leonardo da Vinci, è la “Venere” o “Flora” del Botticelli”, è la “Ragazza dall’orecchino di perla” di Jan Vermeer e anche “L’origine du monde” di Courbet.

– e, allo stesso tempo, è ARTISTA.

– è lenta, ma l’arte non ha mai visto niente di migliore di quello che lei, in 9 mesi, crea.

– è “litigioso amore o amore odiato tutto quanto dal nulla fu creato… Vanità seria, pesante leggerezza… Disarmonico caos di forme belle…” (Shakespeare, Romeo e Giulietta).

– è una bolla di sapone, soffiata da un bambino, che vola tra i passanti.

– è fantasia, voglia di fare e di emergere da un mondo quasi sepolto.

– è volere bene 🙂

– è una bella cosa da guardare, ma ancora più bella da scoprire.

– è una foto di un pomeriggio d’estate.

– è un fiocco di neve che ti arriva sul naso.

– è un sorriso contagioso quando senti che va tutto male.

– è paranoia, malinconia e tristezza.

– è un miracolo della natura.

– è nervosismo appena sveglia, nei giorni del ciclo.

– è felicità per un piccolo gesto.

– è sentirsi belle.

– è tutto, ma mai niente.

– è DONNA.