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Il Collage di oggi ci spinge a riflettere su noi stessi. La Terra, in questa prima metà abbondante di 2010, ci ha mandato diversi segnali. Terremoti, alluvioni ed altri disastri ci dimostrano come l’ambiente sia danneggiato, come il sottile e perfetto equilibrio che governa la Natura sia stato ormai da tempo spezzato dall’uomo. Siamo fortunati ad avere tutto quello che ci circonda: Sole, terra, mare, alberi, tutto è a nostra disposizione, utilizzabile per il nostro benessere. Basta un po’ di attenzione, qualche accorgimento per evitare che da “Utilizzo” si passi a “sfruttamento”. Ma da secoli ormai abbiamo valicato il limite che separa queste due parole, e le notizie di catastrofi di ogni genere solleticano solo il nostro interesse, occupando la nostra mente per pochi secondi. Ci siamo abituati. Ebbene, credo che dovremmo invece imparare di nuovo a rispettare ciò che ci circonda. E’ una condizione assolutamente necessaria per il nostro benessere e, prima ancora, per la nostra sopravvivenza.

Passo la parola a Beppe Grillo, autore dell’articolo che proponiamo oggi, sempre attento a queste tematiche.

CRONACHE DA ARMAGEDDON

di Beppe Grillo

(da beppegrillo.it, 11/08/2010)

Nel 2010 il Pianeta Terra ha fatto sentire la sua voce. Si merita la copertina del TIME come personaggio dell’anno. E’ una voce che grida nel deserto dei media che citano catastrofi bibliche come fatti di cronaca, un piccolo spazio tra le vicende della nostra corte dei miracoli, tra un Bocchino e un Bondi. La voce della Terra, mai così potente e frequente, è diventata un rumore di fondo, un brontolio di tuono consueto, sfondo delle vicende umane, qualcosa di ineluttabile come le grandi epidemie di peste del passato, o una somma di episodi inquietanti e sgradevoli che l’umanità fronteggerà grazie ai miracoli della tecnologia. Gli dei della fatalità e del progresso sono da sempre grandi alleati della stupidità umana. Colpisce il distacco di fronte alla distruzione del nostro ambiente, della casa in cui viviamo. Come se noi fossimo marziani in vacanza sulla Terra.
Il 12 gennaio un terremoto ad Haiti di magnitudo 7.0 causa oltre 200.000 vittime, tre milioni di persone sono colpite dal sisma. Il 27 febbraio un terremoto di magnitudo 8,8 colpisce il Cile e tutto il Pacifico meridionale. Il 14 aprile un sisma di 6,9 gradi causa 3.000 vittime nella regione del Qinghai, in Cina. Il 20 aprile nel golfo del Messico: l’incendio della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon causa 11 morti e un gigantesco sversamento di petrolio: è un disastro ambientale mai registrato prima nella Storia. Il 16 luglio esplosione di due condotti un deposito di stoccaggio del petrolio nel porto di Dalian in Cina, secondo Greenpeace uno delle più gravi catastrofi ecologiche, riversate in mare tra 60mila e 90mila tonnellate di greggio. Il 30 luglio e nei giorni successivi la peggior ondata di maltempo da 80 anni provoca 1.500 morti e dodici milioni di sfollati in Pakistan. Nel mese di agosto un’ondata di calore senza precedenti da più di mille anni colpisce la Russia con incendi colossali che provocano centinaia di vittime e il blocco dell’esportazione del grano. Alcune centrali nucleari sono assediate dalle fiamme. Nel mese di agosto al largo di Mumbai in India scontro tra una petroliera e una nave cargo con fuoriuscita di petrolio, decine di tonnellate di greggio riversate in mare. Il carico è composto da 1.200 container con sostanze chimiche e oltre duemila tonnellate di benzina, diesel e lubrificanti. Nel mese di agosto un’alluvione colpisce l’India con centinaia di morti e milioni di senza tetto. Nel mese di agosto il maltempo provoca allagamenti nell’Europa centrale con decine di morti. Nel mese di agosto un’alluvione senza precedenti a memoria d’uomo con fiumi di fango colpisce la regione del Ladakh in Tibet.
L’Onu parla di “un disastro peggiore dello tsunami e del terremoto di Haiti” riferendosi alle alluvioni di questa estate. La Terra ha la febbre, la temperatura dei primi sei mesi del 2010 è la più alta mai registrata. Si ritorna alle processioni medioevali come in Russia con il patriarca ortodosso che invoca la pioggia, i monaci tibetani che chiedono il conforto della preghiera e il Papa che rivolge un appello per tutte le popolazioni colpite. Nel frattempo un blocco di ghiaccio grande quattro volte l’isola di Manhattan si è staccato dalla Groenlandia e naviga nell’Oceano Atlantico.
Alla fine del 2010 mancano più di quattro mesi, prepariamoci. All’appello mancano lo Tsunami stile 2006, l’uragano Katrina del 2005 e l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. Un po’ di pazienza e arriveranno anche quelli, l’importante è mostrare una sana indifferenza.

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L’ETA’ DELLA SOLITUDINE

(di Beppe Grillo, da beppegrillo.it,  20/06/2010)

Un meteorite si è schiantato sulla Terra ed è più devastante di quello che cadde nella penisola dello Yucatàn e che segnò la fine dei dinosauri. Un meteorite formato da 6,5 miliardi di frammenti di specie umana che ha dato avvio alla sesta Grande Estinzione sul pianeta, dopo la Quinta che vide la fine dell’età mesozoica. Una specie vorace, che ama la solitudine, che vive in ecosistemi artificiali. Le altre specie sono superflue, spesso fastidiose. Il loro destino le è indifferente. I cambiamenti climatici indotti dall’uomo faranno scomparire entro il 2050 un quarto di tutte le specie animali e vegetali. Uno “specicidio di massa” che sta avvenendo ora, giorno per giorno. Dal 1973 la Malesia ha perso 266 specie di pesci d’acqua dolce, l’isola di Guam i suoi uccelli di terra, il lago Vittoria 50 specie di ciclidi, gli Stati Uniti 7 specie di uccelli, il mare d’Aral 38 specie di mammiferi e 159 specie di uccelli. L’uomo sta prosciugando le riserve di acqua dolce, che vale soltanto il 2,5% di tutta l’acqua del pianeta e che ospita 10.000 specie di pesci (su 25.000 complessive) e 5.473 specie di anfibi. Nell’80% dei grandi corsi d’acqua cinesi, pari a 50.000 chilometri, sono scomparsi i pesci. Il 35% di rane, rospi, salamandre è a rischio estinzione, 34 sono scomparse in questi anni, di 113 non c’è più traccia.
Nella storia della Terra l’estinzione di qualche specie è sempre avvenuta, mai però con i tempi da
catastrofe biologica iniziati con l’uomo 150.000 anni fa. Da quando l’Homo sapiens è entrato in scena il ritmo dell’estinzione delle specie è aumentato di 100 volte e, inoltre, più specie scompaiono, più aumenta il ritmo di estinzione a causa della scomparsa di interi ecosistemi nei quali specie diverse convivono in modo interdipendente.
Vi ho terrorizzato abbastanza? Perché lo sono anch’io, e ho appena raccolto
una formichina in salotto, delicatamente, e l’ho posata sull’erba, fuori dalla casa. Lo stesso ho fatto con un moscerino posato sul vetro di una finestra che ho subito aperto, accompagnando il suo volo con un augurio. Non vorrei rimanere l’unica specie sulla Terra. La solitudine non mi è mai piaciuta.

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