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[Attenzione: post scritto di getto sull’onda dell’entusiasmo e non riletto. Chiedo scusa per eventuali errori o ripetizioni. Aristofane]

Per farla breve: è finita. Siamo ancora nei guai, i nostri problemi sono tutti in piedi, l’economia va rimessa in moto e l’Italia in generale ha bisogno di tanto, tanto lavoro per tornare ad essere un Paese (con la p maiuscola). Ma questa giornata è una boccata d’aria fresca, una gioia che pensavo non sarebbe mai arrivata. Mr B. sloggia, lascia il potere assoluto che aveva ottenuto con tutti i più loschi mezzi.

Da quando capisco qualcosa di politica, tutto è sempre stato Berlusconi. Leggi, riforme, processi, programmi, discussioni. Ogni cosa. Ora, certo, l’ometto non scomparirà in una nuvola di fumo, ma non sarà più lì. Non sarà al comando. L’Italia cambia timoniere, finalmente. Finalmente potremo vedere qualcosa di diverso, capire cos’è veramente la politica, che, certo, era formata da intrallazzi, scambi, crimini, rapporti e personaggi discutibili anche prima di lui, del mezz’uomo. Ma non serve che stia qui a spiegarvi perchè con lui era diverso.

Ora festeggiamo, urliamo, gioiamo. Ma poi prendiamo fiato e prepariamoci: il percorso sarà lungo e duro. Bisognerà scardinare tutto il sistema che si è formato in questi anni all’ombra di Berlusconi, bisogna risanare l’Italia, dare speranze a noi giovani, dare lavoro, istruzione, cultura, possibilità a persone che per troppo tempo sono state ignorate, sbeffeggiate e danneggiate: le persone normali, che hanno continuato a fare il loro dovere e a stringere i denti, in tempi duri come questi. Bisogna risvegliare la coscienza civile di un’intero popolo.

E, senza Berlusconi al comando, sono più fiducioso che, prima o dopo, riusciremo a farlo.

Momento di stallo. Generale. Io sono molto preso dallo studio, ma vedo che nel mio Paese potrebbe finalmente succedere qualcosa. Sentivo ieri Zucconi dire che per una volta l’Italia sembra non essersi dimostrata la repubblica “del giorno dopo”, procrastinatrice all’inverosimile. Tra l’altro è esattamente il mio pensiero sul nostro Stato: quando sembra che stia per succedere qualcosa di grosso alla fine, quasi sempre, non avviene mai! Sarà forse collegato al fatto che, come a volte si sente dire/ricordare, in Italia non c’è mai stata una vera e propria rivoluzione? Almeno in tempi recenti; non mi sento però di esprimermi con sicurezza, non mi considero un bravo studente di storia. Ma sento una spinta a saperne di più (e non mi importa molto che la festa sia tra un mese, non ho una scadenza precisa per diventare “italiano”!).

Domenica sono andato in piazza a Modena, assieme alla mia mamma, in mezzo alla “manifestazione delle donne“, che il nostro premier ha bollato come faziosa perché “contro la sua persona”. Ma che diamine, ha ragione! Sennò per cosa la si fa una manifestazione? L’obiettivo è liberarci di lui e del suo schifoso sistema di “governo”, oltre che (difficile!) della mentalità bacata che non comprende il concetto di dignità, come non considera nemmeno quello di rispetto.

Gran parte di chi ci governa sembra essere (più altro leggi “è”) al servizio di B. e io non dovrei arrabbiarmi? Come cittadino penso di godere di una Costituzione stupenda, ma che viene “interpretata” da chi ci governa. Se si può interpretare la Costituzione…non dovrei essere incazzato?

Sono usciti giusto oggi i nuovi cablo da Wikileaks, e riguardano il rapporto che c’è stato negli scorsi quattro anni almeno tra l’Italia e gli Stati Uniti: un paese in declino con un leader buffone?. Gran bel biglietto da visita, arricchito da scandali sessuali e recenti imputazioni, già mi immagino la scena: “Italiano?” – “Sì…” – “Ah bunga bunga Berlusconi!” – “…”

Ieri ho poi letto un articolo sul Fatto, che ci parla della “casta”: […] più passa il tempo, più i deputati consapevoli di non essere rieletti si avvicineranno spontaneamente a lui (Berlusconi, ndr), facendolo anche risparmiare. Il motivo risiede tutto nel fatto che gli attuali nominati, soprattutto alla Camera, in caso di elezioni anticipate perderanno il vitalizio; da questa legislatura, infatti, è in vigore la legge che prevede di aver portato a termine un’intera legislatura per poterlo ottenere e non più solo due anni, sei mesi e un giorno come era prima.

In effetti il sospetto c’era, e questa può essere una conferma: dove tutto va a rotoli, prima si salva il proprio, e poi il comune. Vedo incastonato in questo ragionamento il respingimento della proposta apparsa sul Fatto, che disegnava un gesto forte dell’opposizione come le dimissioni in blocco dei suoi parlamentari. Potrebbe bloccare e scuotere (quindi infine sbloccare!) il sistema istituzionale, ostaggio di pochi.

Rimango convinto che ci sono molte persone in Italia che sono nettamente migliori della media mediocre degli italiani, e quindi migliori di chi ci governa, che se vogliamo si trova spesso sotto questa media…suona da luogo comune, ma alla fine è un bastone a cui appoggiarsi un momento per pensare a come riscattare cultura, rispetto, Nazione ma soprattutto la dignità. Leggete questo articolo (Berlusconi è minoranza nel Paese) di Peter Gomez, datato 14 febbraio, il giorno dopo la manifestazione delle donne, contiene altri spunti per questa riflessione.