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E’ inutile che la politica si lamenti di essere esautorata o accantonata. Le forze politiche, tutte, hanno fallito. Il loro compito è occuparsi della cosa pubblica, dei cittadini. E non l’hanno fatto, nemmeno in un momento in cui la crisi economica e finanziaria mondiale richiedeva un impegno e uno sforzo massimo. Punto. Il governo di B. non ha fatto nulla di utile se non spremere i soliti noti e la cosiddetta opposizione non è stata capace di sfruttare la debolezza estrema di un nemico che ormai non aveva più nemmeno un briciolo di credibilità. Nessuno è stato capace di dare risposte concrete. Se avessero fatto un qualsiasi altro lavoro, tutti questi signori sarebbero stati già da tempo licenziati.

Quindi qual è  la conseguenza? Che bisogna chiamare una persona autorevole e capace per risollevare le sorti del Paese. Vedremo quello che Monti farà, quali saranno i suoi ministri, le sue proposte e i suoi provvedimenti, e giudicheremo. Ma, almeno per quanto mi riguarda, mi sento molto più tranquillo in mano a Monti che a La Russa, Tremonti, Maroni, Calderoli e compagnia.

Certo, è vero che questo governo non è stato votato, non ha una legittimazione elettorale. Ma chi lo sostiene in Parlamento è già stato eletto, e quindi è espressione del popolo (per quanto questa legge elettorale lo permetta). Dopotutto, andare alle elezioni in questo momento, oltre che pericoloso per la perdita di tempo che attendere il momento del voto causerebbe (e che non ci possiamo permettere vista la situazione), sarebbe anche inutile, visto che con questa legge elettorale si rischierebbe di formare un governo che potrebbe non avere la fiducia al Senato, o comunque non avere i numeri per approvare le misure necessarie. Un suicidio, quindi.

Ultima cosa: ci vengano risparmiati i pistolotti degli scagnozzi di Berlusconi e dei loro amici del Corriere della Sera contro i festeggiamenti e le contestazioni di sabato sera (definiti “gazzarra” da Polito, “spettacolo preoccupante” da Cazzullo, che invita a non festeggiare per “rispetto dei sentimenti e delle opinioni di chi in Berlusconi ha creduto”). Ma stiamo scherzando? Cosa si sarebbe dovuto fare, stare zitti? Fare come se niente fosse? In tutto il mondo si festeggia e si è contenti della caduta di un governo che si osteggia, a maggior ragione noi abbiamo il diritto di farlo, viste le caratteristiche di quello di Berlusconi. Sono cose talmente ovvie che non ci dovrebbe nemmeno essere bisogno di parlarne. Ma siamo in Italia, quindi non ci sorprendiamo. Loro arruffino le piume, noi intanto festeggiamo.

Immaginiamo di essere felici come Roger Daltrey mentre impersona Tommy, nell’omonimo film degli Who. Io lo sono!

 

Si è rotto lo specchio che ci rimandava tutti i nostri problemi nella loro interezza: crudi, completi e irrisolvibili, lo specchio ci bloccava.

Si è rotto lo specchio, e ora siamo un po’ più liberi, ora sappiamo, intuiamo, che possiamo davvero lavorare per risolvere i problemi. Dietro lo specchio c’è il sole, quello reale che illumina tutto e lo rende vero. Affrontabile, risolvibile.

Non ne potevo più di stare in questa nube di assurdità, gommosa e asfissiante. Il primo passo è fatto e un po’ alla volta ci riprenderemo tutto ciò che ci hanno rubato, privatizzato e denigrato: parole, istituzioni, diritti, dignità, credibilità.

(da giornalettismo.com)

Sono venuti di moda i numeri di cellulare. Ma non parliamo del primo approccio ad una persona che ci piace. Giovedì sera ad Annozero è stato mostrato il presunto numero di cellulare di Silvio Berlusconi, così stamattina (22 gennaio 2011) la testata Libero ha pubblicato in prima pagina il numero di telefono di Michele Santoro. Ma vorrei parlarvi di un altro numero, che non penso possa generare troppe polemiche!

Martedì (18 gennaio) sera stavo ascoltando il Tg Zero di Vittorio Zucconi ed Edoardo Buffoni su Radio Capital. Ogni sera alle sette, dal lunedì al venerdì, per un’ora discutono le notizie della giornata, lanciano sondaggi, proposte e domande a cui gli ascoltatori sono naturalmente invitati a rispondere.

L’invito su cui faceva perno la serata era “chiamare il +39 0667791“, numero della Presidenza del Consiglio, per dire “Buonasera, sono Tal dei Tali e vorrei chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio“, oppure “Buonasera, sono un altro Tal dei Tali e vorrei dire al Presidente del Consiglio di andare avanti e resistere“.

I presentatori stessi hanno fatto una prova di chiamata, “intervistando” il centralinista, chiedendogli come fosse la situazione ma soprattutto cosa sarebbe avvenuto se qualcuno (un ascoltatore) avesse chiamato il centralino. Il povero centralinista ha parlato di un elenco su cui verrebbero annotati i nomi e il messaggio di chi chiama, ma ha anche aggiunto che molti chiamano, chiedono le dimissioni e riattaccano. Nemmeno il tempo di chiedere chi loro fossero.

Sta di fatto però che questo numero esiste, ed è contattabile da qualunque cittadino.

Vorrei quindi rilanciare l’iniziativa della coppia radiofonica Zucconi-Buffoni e invitarvi a chiamare questo numero (che si trova sul sito della Presidenza del Consiglio alla voce “Contatti“, non è inventato). Se qualcuno dovesse provare, anche per curiosità, venga pure a scrivere cosa è successo, cosa ha detto, qua sul nostro blog!