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di L’Albatro

IO CREDO che a proposito di queste elezioni ci sia ben poco da commentare. Direi infatti che Aristofane ha già riassunto tutto in modo eccellente nel suo precedente intervento: pochezza dell’opposizione, occupazione delle televisioni da parte di Berlusconi, la crescita della Lega e l’astensionismo. Non intendo quindi riprendere i commenti già fatti per dare ragione punto per punto il mio amico. Piuttosto vorrei cercare di capire cosa possiamo fare per cambiare le cose. Perché così non va proprio.

Sto facendo una gran fatica a scrivere, non riesco a definire l’impressione che ho ricevuto da queste elezioni. Partiamo dalla prima parola al riguardo che mi viene in mente: è senz’altro la parola “arroganza”.

Arroganza: s.f., opinione esagerata dei propri meriti, presunzione; asprezza di modi.

Berlusconi viola una legge dopo l’altra, pare quasi che a casa tenga un album che alla sera sfoglia alla ricerca di qualche legge mancante da infrangere. Anche se ha le proprie predilette. Puntuale infatti tiene un mini-comizio al seggio della scuola elementare in cui va a votare.

Repubblica.it del 28 marzo 2010: “Un mini-comizio al seggio del presidente del Consiglio, che è arrivato alle 11.45 al seggio elettorale numero 502 per votare nella scuola media Dante Alighieri, via Scrosati, a Milano. Al termine delle operazioni di voto, dopo le foto rituali di un numero cospicuo di fotografi e cameramen di varie televisioni, il capo del Governo ha detto: “Se molliamo ci troviamo Di Pietro. Non bisogna mollare. Il clima è preoccupante ed è quello che è stato creato da una campagna elettorale che tutti sanno come si è sviluppata e quali argomenti siano stati messi in campo“.

Repubblica.it del 13 giugno 2004: “[…]Parlare di percentuali, attaccare gli avversari con le urne aperte, è troppo per un centrosinistra già sul piede di guerra per l’ “occupazione” delle tv da parte del premier. Così, per evitare che l’ ultima esternazione approdi sul piccolo schermo, la lista unitaria avverte: «Noi ci atteniamo a questo silenzio e diffidiamo i mezzi di comunicazione dal riportare, in violazione della legge, dichiarazioni o comizi tenuti nei seggi elettorali[…]»“.

Anche il resto dell’articolo è molto interessante. Giù sei anni fa Berlusconi infrange la regola del silenzio stampa e dei 200 metri di distanza dall’ingresso dei seggi elettorali per fare propaganda politica. Inoltre si notava una sua invasione dello spazio televisivo. A quel primo siparietto reagì Fassino, che chiamò l’allora ministro dell’interno Pisanu per “protestare e rappresentargli la gravissima violazione della legge elettorale messa in atto dal presidente del Consiglio“. Polemiche senza seguito.

L’ultima occasione è l’ennesima dimostrazione del vero potere di Berlusconi, che è innegabile. Nemmeno una voce si è levata quando è arrivato puntuale il siparietto elettorale. E’ come se lo si stesse aspettando, e, sinceramente, quando ho saputo che era di nuovo accaduto, nemmeno io ho provato molta sorpresa. Mi sono chiesto però da quanto va avanti questa abitudine, e ho scovato la notizia del 2004. A dir la verità c’è la documentazione di un proto-mini-comizio già nel ’99, ma i fatti più gravi sono proprio questi ultimi avvenuti, e per “ultimi” parliamo di ben sei anni!

È questa la forza di Berlusconi: in questo caso (ah, come in molti altri!) infrange la legge una prima volta, poi una seconda (2006, al seggio con la madre) e il gioco nelle occasioni successive è fatto! Il pensiero inconscio non è più “aspettiamo due giorni di silenzio per poi sapere il risultato e i commenti”, ma “chissà se anche questa volta Silvio dirà qualcosa al seggio, o fuori”. Mi pare che sotto a questo si celi una specie di morbosa ammirazione, verso chi è potente e in virtù di questo può permettersi di infrangere qualche regolina. Bene, si può anche dire che questo è nel DNA italiano, l’ammirare e imitare la furberia, ma non stiamo discutendo attorno ad una regola da niente: quest’uomo, Presidente del Consiglio, ha violato la legge elettorale del nostro Stato. Sono lui e la sua Banda Bassotti a infrangere le regole che assicurano lo svolgimento sicuro di tutte quelle operazioni necessarie per la realizzazione, nel voto, della Democrazia; sono queste operazioni rendono possibile la “legittimazione popolare”, tanto sbandierata da questi politici nella propria perenne autoassoluzione…e non i sondaggi.
Se invece accade che degli abruzzesi, la domenica del voto (come fanno ogni domenica, da un mese a questa parte), vogliono spalare le macerie dalla loro città ancora deserta e pericolante, vengono loro sequestrate le carriole, in quanto stanno violando la legge sul silenzio elettorale. Cliccare per credere. Manifestazione (?!?) non autorizzata.

È questa la forza di Berlusconi: abituare il popolo a continue dichiarazioni plateali, repentinamente smentite; creare confusione nella testa dei cittadini, ipnotizzati; abituare la gente alla normalità nell’infrangere una regola, marchiando invece come illecita e pregiudiziale la protesta per l’infrazione. Lui è ricco, ed è meglio ammirarlo da bravi sudditi che protestare…anzi, CHI SI OPPONE E’ UN GIUDA E LO DOVRAI SCHIACCIARE!
Per il sedicente popolo bue dell’amore (che nobile sentimento così infangato!) i giuda sono Santoro, Travaglio, Luttazzi, Bersani,…chiunque dia fastidio al premier, in parole povere. Da qui partono gli insulti, spesso paradossali, come un “Santoro fascista” o un “Di Pietro mafioso”.

Il problema è quindi questo: come possiamo fare per rompere questo circolo di autoassoluzione continua, e accettata passivamente dai più?

DOCUMENTANDOCI. I fatti non si contraddicono.
INFORMANDOCI. Chi conosce non viene battuto su argomenti che gli sono oscuri.
INFORMANDO. Tenere le informazioni ben organizzate unicamente per noi è inutile.
CHIEDENDOCI SEMPRE PERCHÉ.
ARRABBIANDOCI, anche per le più piccole cose, perché si è sorvolato su troppe questioni.

Come Berlusconi ha preso l’occasione dall’esito di queste elezioni per rilanciare le riforme (che molto probabilmente cadranno in prescrizione), dobbiamo prendere l’occasione per dare una svegliata all’opposizione. O chi per lei. Per “svegliata” si intenda anche un cambio radicale del personale, licenziamento per pigolii molesti (leggi PD e Bersani). Riusciremo a trovare qualcuno in grado di confrontarsi con queste persone, senza scendere al loro livello di arroganza?

È ora di dire basta.

(Vai alla pagina di riepilogo dei “Dialoghi anti-italiani”)

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