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Renovatio

Pubblicato: 01/09/2010 da montelfo in Montelfo
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Settembre, andiamo, è tempo di migrare…

Cominciamo questa seconda parte della nostra avventura.

Oggi è il 1° settembre, il vero capodanno per molti di noi. Tra pochi giorni ricominciano scuole ed università, e il lavoro ritornerà nel vivo.

Noi quindi cogliamo l’onda e ricominciamo a scrivere con regolarità, per continuare a proporre riflessioni su quello che accade in Italia e non solo. Lo facciamo con nuove rubriche, nuovi collaboratori ed una grafica rinnovata.

Speriamo sempre che voi vogliate partecipare, come abbiamo detto nei primi post (che risalgono ormai a sei mesi fa!), per cui commentate e proponeteci articoli per i “Collage” , oppure addirittura scrivendo voi qualcosa, che potete inviare all’indirizzo nella alla pagina “Contatti”, saremo felici di pubblicarlo! Rimbocchiamoci le mani, dunque, e riprendiamo!

gli admin,

Aristofane & L’Albatro

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di Aristofane

Il mio intervento di ieri si intitolava “Cavalieri”, ed ora mi sembra doveroso spiegare il motivo. Il titolo è lo stesso di una famosa commedia del 424 a.C., scritta dal mio omonimo, Aristofane. Essa è un potente attacco rivolto allo stratego Cleone, uomo molto influente nell’Atene di quel tempo, successore di Pericle e personaggio politico di primo piano della città greca. Aristofane lo disprezza, in quanto egli è un uomo corrotto ed un demagogo.

Nella commedia, il servo Paflagone  (caricatura dello stesso Cleone) irretisce il suo padrone Popolo (che rappresenta la popolazione ateniese) adulandolo ed asservendolo a sé con abili raggiri. Gli altri due servi vengono avveriti da un oracolo che il solo modo di sbarazzarsi di Paflagone è quello di contrapporgli un personaggio ancora più spregevole, che essi individuano nel Salsicciaio, un individuo bieco e privo di qualità. Egli, convinto dai servi, combatte Paflagone in un duello di bassezze, che vince, aiutato dai cavalieri (che rappresentano i mercanti, nuova classe emergente ad Atene).

Il messaggio che Aristofane vuole inviarci è chiaro: il popolo si fa raggirare dai demagoghi, da chi cioè gli promette e gli fa credere qualsiasi cosa. L’unico modo di liberarsi da questi individui è sostituirli con qualcuno di ancora peggiore, determinando quella catastrofe dalla quale potrà nascere un nuovo assetto politico.

L’attualità dell’opera aristofanea è, come spesso accade per le grandi opere greche (e non solo), sorprendente. La forza e la comicità delle parole, il loro potere caustico e tagliente ci consegnano questa commedia come nuova, dopo oltre duemila anni. Sono i classici ad essere sempre attuali o è l’uomo che è sempre lo stesso?