Ancora una volta, visto l’immobilismo e il menefreghismo della politica, tocca a noi cittadini muoverci. E questa volta il bersaglio è costituito dai costi della politica. Non solo la politica nazionale, ma anche quella locale è sorda alle richieste dei cittadini che, costretti a grandi sacrifici, pretendono la riduzione delle spese per la politica.

Proprio per questo è nato il Comitato Referendario Trentino Alto-Adige (CoRe), che sta raccogliendo le firme per indire un referendum che abroghi la legge regionale 26 febbraio 1995, n°2, ovvero quella che istituisce l’indennità e la diaria dei consiglieri provinciali (che sono anche consiglieri regionali) del Trentino Alto-Adige,. Vediamo di spiegare meglio.

La busta paga di un consigliere provinciale è composta da varie voci: indennità (tra i 5500 e i 6000 euro netti), diaria (circa 3000-3200 euro non tassati, tra le più alte d’Italia, l’80% di quella dei parlamentari), indennità di missione, rimborsi spese, gettoni di presenza (tra 1500 e 5000 euro), locali e personale messi a disposizione dalla provincia, contributi dal consiglio provinciale e regionale (900 da uno e 900 dall’altro al mese). In più, ci sono i contributi differiti, una somma mensile che in parte va formare il vitalizio (pensione) e in parte confluisce nell’indennità di fine mandato (una specie di TFR). Insomma, i consiglieri ci costano uno sproposito. E sono pure tantissimi, in regione: 70, uno solo in meno del Lazio e più che in Puglia.

Il referendum consta di due quesiti: uno chiede di abolire l’indennità e la diaria; l’altro solo la diaria. E’ importante firmare per entrambi, nel caso uno dei due non venisse ammesso. Le firme necessarie sono 15 mila (tantissime), ma se tutti ci diamo da fare, possiamo farcela! Si può firmare fino all’inizio di giugno in tutti i comuni del Trentino e dell’Alto-Adige e nei fine settimana ai gazebo a Trento, nel pomeriggio.

Per tutte le informazioni, in ogni caso, visitate il sito Coretrentino.org,, dove troverete aggiornamenti sui gazebo anche in giro per la regione, iniziative, incontri, contatti. Diamoci da fare, firmare non ci costa nulla, mantenere a queste cifre i consiglieri invece ci costa moltissimo!

commenti
  1. Anonimo scrive:

    16 Luglio 2012
    Questa mattina ho firmato nel mio comune entrambi i questionari e sono rimasto stupito , quando ho chiesto alla persona incaricata , come andava la raccolta delle firme per l’abrogazione della legge del 1965.
    La risposta è stata , abbastanza bene , è stato quasi riempito un modulo (50 firme) , peccato che ne abbiamo solo uno….
    Secondo me invece la raccolta firme è andata malissimo , anche perchè il comune ha ricevuto il questionario già alla fine di Maggio.
    Ma ce la faremo ?
    Il comitato si batterà ancora anche dopo una sconfitta ?
    un dubbio che mi è venuto , ma non è che questo referendum sia stato lanciato per testare se gli italiano sono vicini o distanti dalla politica , una specie di sondaggio manovrato dai politici stessi ?
    sarebbe il colmo…

  2. emanuela leccesi scrive:

    Condivido pienamente e sono contenta che qualcuno si muova per impedire il perpetrarsi di tali ignominie.Sono sicurissima che il 90% degli italiani sia indignato per tutti i costi della politica sia a livello locale che centrale, la difficolta’ sta nell’esprimere praticamente tale indignazione, nel conoscere i percorsi da seguire. Bisogna pubblicizzare e divulgare anche attraverso la stampa e attraverso tutti gli organi informativi come partecipare ….

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