Comunità di valle? Sì purché efficienti

Pubblicato: 24/04/2012 da lalbatro in Informazione, L'Albatro, Politica, Trentino
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In questo articolo su L’Adige, si ripercorre la storia legislativa e istituzionale del Trentino, partendo dal lontano 1819, con il “Regolamento” tirolese.

Si fa il punto sulla storia autonomista del Trentino, concetto a mio dire poco sentito, se non in termini economici o strettamente annessi. L’autore spiega quindi che le Comunità di Valle sono necessarie perché “non è possibile creare il vuoto fra gli enti di base e la Provincia“.

Se si riferisce alla “distanza” fra questi due livelli di governo, si potrebbe obiettare che questa era già colmata dalla presenza dei comprensori, e nonostante chi sostenga le Comunità dica che sono stati aboliti, le persone che ci lavoravano prima ci lavorano anche adesso: la struttura comprensorio ora comprende quindi anche una parte politica, e quindi sono stipendi in più da pagare e centri decisionali in più da gestire.

Leggiamo: Essi [i comprensori], in numero di 11, dovevano essere sedi di decentramento amministrativo e strumenti di coordinamento e di sviluppo programmato a servizio dei comuni. Ma la lotta dei partiti per mettere le mani sui Comprensori e farne centri di potere, l’inseguimento delle prebende e le resistenze dell’onnivora e centralista burocrazia provinciale portarono al fallimento di questi enti intermedi e alla loro sostituzione con le Comunità di valle, compromesse ancora una volta dalla vischiosità della casta provinciale che non demorde dal tenersi strette le leve del comando.

Bipensiero: i partiti hanno cercato di trasformare i comprensori in centri di potere politico, quando non lo erano in senso elettorale. La soluzione è stata di abolirli e sostituirli con organi nuovi ed elettivi. Se il problema era la voracità dei partiti che costituiscono la “casta provinciale che non demorde dal tenersi strette le leve del comando” allora forniamo loro un nuovo e legale strumento che possano controllare?

La vera questione è quella della sua democraticità, della trasparenza, dell’efficienza e rapidità nel funzionamento, del risparmio per tutti e dell’essere veramente al servizio dei comuni, non di altri interessi, di avere precise deleghe che pongano un argine alla tendenza pigliatutto che spira nel palazzo provinciale di Piazza Dante.

Il “Palazzo degli orchi” di Piazza Dante? La stessa provincia che ha istituito le Comunità di Valle? Dobbiamo contrastare i cattivi che vogliono arricchirsi e mantenere il potere, ma intanto dovremmo sostenere uno strumento in mano loro in quanto pieno di loro eletti e rappresentanti?

2 + 2 fa 3 a quanto pare. Contrastare i politici e i partiti onnivori creando nuovi posti che questi possano occupare.

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