Archivio per 23/04/2012

Apprendiamo, leggendo questo articolo su L’Adige che a breve arriveranno i cartelloni elettorali del PdL, che si dichiara contro le Comunità di Valle. Oggi siamo a 6 giorni dal referendum.

Dice Giorgio Leonardi, segretario provinciale del PdL: “[…] anche noi riteniamo che la comunità di valle sia un ente inutile, inefficiente, pensato da Dellai come ulteriore controllo sui territori”. La controproposta sembra quindi quella di potenziare i Comuni, affinché si associno in consorzi.

Dall’altro lato, Giorgio Lunelli, capogruppo dell’UPT dice che il referendum sia “evidentemente inammissibile e dal punto di vista politico sia “ingiustificato, posto che la Lega ha regolarmente partecipato alle elezioni delle comunità di valle”. Su questo ha in parte ragione, ma sposta nuovamente l’attenzione sul partito proponente, stornandola dalla questione in sé (vedi la posizione del PD in questo post), e se guardiamo all’impegno politico non mi pare che l’UPT si stia spendendo per mantenere le comunità di valle, in senso democratico. Niente cartelloni o informazione ai propri elettori. Non per niente, sempre Lunelli dice: “Noi non partecipiamo alle iniziative della Lega“. Se si tira indietro quando c’è da votare, quando c’è da esprimere un’idea, a cosa serve un partito?

Il segretario del Patt Panizza è sulla stessa scia di Lunelli: “Se la legge non era condivisa la Lega poteva bocciarla nel 2006, quando fu approvata, non un anno e mezzo dopo le votazioni, specialmente in un momento come questo in cui c’è bisogno di tutto tranne che di incertezze”. Fermo restando che un partito che cambia spesso idea non adempie pienamente alla propria funzione, nel periodo che viviamo c’è bisogno di tutto, già, tranne che incertezze e sprechi.

Il PD mantiene la propria posizione: Luca Zeni, capogruppo, dice che il partito, “che pure è a favore della comunità di valle, dà una duplice opzione: o non andare a votare oppure, se si decide di recarsi alle urne, barrare sul no“.

L’Italia dei valori Trentino lascia libertà di voto ai propri elettori. Io penso che sia legittimo, ma ritengo anche che sia una decisione sbagliata per un partito.

Bruno Firmani dice: “Le comunità di valle non le condividiamo ma diciamo no al referendum perché quelli che vogliono abolirle non toccano i 217 comuni. La nostra proposta, invece, è di organizzare il Trentino in 30 comuni“. Se ci credete davvero allora affiggete qualche cartellone con dei bei SÌ sopra, fate abolire le Comunità di Valle e portate avanti questa idea. Che personalmente mi è nuova, e potrebbe risultare interessante.

Rifondazione comunista invita al SÌ, anche se con ragioni opposte a quelle della Lega. I Verdi invece ritengono che le Comunità vadano ricalibrate, ma non cancellate.

Annunci

Io credo che tutte queste discussioni su Beppe Grillo, tutto questo domandarsi se la sua sia politica, antipolitica, follia, lungimiranza o altro siano francamente inutili. Inutili e ripetitive, visto che riemergono ogni volta che il comico genovese fa un comizio o compare da qualche parte.

Come ho già detto più volte, si può criticare Grillo, si deve farlo (e ci mancherebbe). Si può farlo per i metodi, i contenuti, i toni, per quello che si vuole. Ma per favore, basta con questa cazzata dell’antipolitica.

Antipolitica è chi ruba soldi pubblici utilizzando i “rimborsi elettorali” per comprare lauree e rifare il naso al figlio; è distruggere la credibilità dello Stato e delle sue istituzioni con comportamenti indegni e indecenti (con buona pace dell’art. 54 della Costituzione);  è accettare mazzette e favori per fare il proprio dovere, nonostante stipendi faraonici; è averci portato nel baratro ed ora strillare contro Monti che deve prendere provvedimenti impopolari (pur sbagliando, in certi casi); è usare il proprio potere per fare favori ad amici e parenti; è essere da venti, trenta, quarant’anni in Parlamento e non avere concluso nulla; è fare finta di opporsi ma stringere accorsi sottobanco.

Tutto questo (e molto, molto altro) è antipolitica. Di tutto si può accusare il Movimento 5 Stelle (che è composto da ragazzi e ragazze impegnati e non sostenuti dal sistema, non da Grillo), tranne che di essere parte di questo marciume e di non avanzare proposte concrete. Ripeto, si può essere d’accordo o no, come con tutti. Ma per favore, per favore: basta con le prediche di chi, senza vergogna, si erge oggi a difensore della politica, dopo averla utilizzata per i suoi comodi per anni.