Archivio per 11/04/2012

Cinque giorni fa vi ho segnalato un articolo a proposito di una strana malattia scoperta in molti villaggi ugandesi, il disturbo chiamato “Nodding disease” (clicca per leggere il post).

Vorrei perciò segnalarvi un altro articolo molto interessante, a firma di Gianfranco Della Valle, dal titolo “Nodding Disease: una malattia che preoccupa e fa orrore” (fonte: altrenews.com). Riporta le origini ancora incerte di questa malattia, la sua diffusione ed esprime un giudizio, tristemente pertinente alla realtà, a mio dire, a proposito della posizione della comunità internazionale: “Certo, finchè la malattia colpirà solo un pò di bambini neri dell’Uganda, sarà molto difficile che la comunità scientifica internazionale, e l’opinione pubblica, si attivino seriamente per evitare l’ennesima violenza sull’infanzia africana. Forse parlarne può aiutare.

Buona lettura.

Finalmente il ministro Passera ha deciso: addio al beauty contest, la procedura che avrebbe regalato a Rai e Mediaset le frequenze liberate dal passaggio dall’analogico al digitale. Ora, invece, si terrà un’asta che permetterà allo Stato di incamerare qualche miliardo di euro (dalle frequenze vendute alle compagnie telefoniche si sono guadagnati 3,9 miliardi di euro).

Con il beauty contest, si sarebbero accaparrati i sei multiplex (pacchetti di frequenze) a disposizione i soggetti ritenuti più meritevoli secondo i parametri imposti dal Ministero per lo sviluppo economico. E ovviamente, visto che il precedente ministro era Paolo Romani, Rai e soprattutto Mediaset avrebbero facilmente stravinto: il regolamento del beauty contest infatti premiava chi era già attivo nel settore.

Ora, con un’asta (si spera) libera e senza limitazioni, chiunque potrà partecipare, inserendosi nel duopolio televisivo che caratterizza il nostro paese. E chissà mai che questi nuovi soggetti possano proporci qualcosa di nuovo, che dimostri come si possa fare buona televisione e sancisca la fine della tv trash italiana.

Il 31 luglio i partiti riceveranno dallo Stato (da noi) 100 milioni di euro, la penultima della cinque parti in cui sono stati divisi i 500 milioni di rimborso per le elezioni del 2008. Non serve nemmeno commentare l’ingiustizia e lo scandalo che tali cifre rappresentano di fronte alle difficoltà, per usare un eufemismo, che la gente normale si trova ad affrontare.

Ma vediamo come si comportano le forze politiche. Tutti parlano, si incontrano e propongono nuove regole, ma è chiaro a tutti che questi partiti, che da anni si spartiscono milioni e milioni di soldi pubblici, che sono quotidianamente protagonisti (tutti) di scandali e ruberie varie, non possono essere chiamati a regolamentare la materia.

Quindi rimane un’unica alternativa: Di Pietro ha annunciato una raccolta firme per indire un referendum comtro la legge che prevede i “rimborsi elettorali” (dietro i quali si nascondono i finanziamenti) per i partiti. E’ evidente che la trovata dell’IdV è solamente e puramente elettorale, punta ad intercettare il malumore e a permettere al partito di ergersi a castigatore della mala politica. Tuttavia gli strumenti di democrazia diretta (da chiunque vengano utilizzati) rappresentano l’unico mezzo che ci è rimasto per esercitare la nostra sovranità popolare.

I politici contrari ai rimborsi elettorali, in ogni caso, hanno un modo semplicissimo per dimostrare di esserlo davvero: restituiscano i soldi allo Stato o li diano in beneficenza. Acquisterebbero quella credibilità che manca da anni.