Archivio per 09/02/2012

E’ davvero possibile imparare qualcosa da un libro? Nell’epoca di internet, delle connessioni velocissime e costanti e del passaggio al digitale, quelle righe stampate sulle pagine ci trasmettono ancora qualcosa?

Io penso di sì. Prendiamo Italo Calvino, scrittore poliedrico e creatore di mondi immaginari. I personaggi fantastici che popolano i suoi libri riempiono pagine di racconti paradossali e storie incredibili. E forse proprio per questo così vicine a noi.

Chi meglio di Cosimo Piovasco di Rondò, il barone rampante che da ragazzo salì sugli alberi per protesta e non ne scese mai più, può rappresentare il bisogno di ribellione e libertà che cova dentro noi ragazzi e cresce ogni giorno? Gli Indignados e gli Occupy Movements sono gruppi di tanti baroni rampanti che salgono sui loro alberi per gridare il loro dissenso verso una società che non li ascolta. Non si sentono rappresentati né capiti.

Stanno a guardare un mondo che cambia intorno a loro senza pensare di poter fare nulla. Forse credono di essere inesistenti, al contrario di Agilulfo, protagonista, appunto, del Cavaliere Inesistente. Lui non esiste, ma pensa di esistere. Credendovi fermamente, riesce a fare quello che chiunque altro può fare, costringendo tutti a prendere atto della sua esistenza e a credere in lui. E anzi, pur non esistendo realmente, con la forza di volontà e il desiderio di conquistare la sua vita riesce ad esistere molto di più di alcuni che gli stanno intorno, inerti.

Non ci ritroviamo forse in queste situazioni? Spesso ci nascondiamo dietro le difficoltà della realtà, rifugiandoci nel mondo di Facebook e del digitale, dove possiamo contare su migliaia di “amici” ed essere chi vogliamo. Forse allora finiremo per diventare come le città che Marco Polo descrive al Gran Khan ne Le città invisibili. Esisteremo solo nei racconti che di noi fa chi non ci conosce.

Dai libri di Calvino possiamo imparare a combattere per quello che riteniamo importante e a rimanere fermi nelle nostre scelte; a sforzarci di raggiungere i nostri obiettivi; a credere nelle nostre capacità ed usarle per ritagliarci un posto nel mondo. Possiamo imparare ad essere noi stessi.