Quel microchip poco galeotto

Pubblicato: 29/01/2012 da aristofane444 in Collage, Montelfo, Pensieri
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Un bell’articolo di Silvia Truzzi, tratto dal Fatto di oggi. I libri vanno sfogliati, accarezzati, vissuti. Buona lettura.

Tutti quelli che rompono con le tradizioni – per il semplice fatto di dichiararlo o di attuarlo – sono salutati come coraggiosi, originali, moderni. Ma “il moderno invecchia, il vecchio torna di moda”, ammoniva con illuminato sarcasmo Leo Longanesi. Non sarà particolarmente lungimirante, eppure chi scrive non si rassegna all’ipotetica scomparsa del libro. Quell’oggetto rilegato, odorante, fisico. Quest’oggetto caldo e vivo pare destinato a soccombere in favore di una sterminata serie di “informazioni informatiche” che insieme fanno il testo. È successo con la musica e con la fu lettera, a beneficio dell’email. Il postino di Skarmeta oggi non incontrerebbe Pablo Neruda. E le sue metafore – quelle tanto “pericolose” secondo la madre della sua innamorata – non sarebbero fogli preziosi da nascondere nel reggiseno, accanto al cuore. Al massimo, un microchip.

Prendiamo Paolo e Francesca. Una passione fatale e travolgente, il destino in una frase. Oggi sarebbe così: “Galeotto fu l’eBook e chi lo scrisse”, onestamente fa tutto un altro effetto. Nostalgismo snob da due soldi, si dirà: i libri interattivi, con collegamenti ipertestuali – filmati e audio – sono la nuova frontiera dell’editoria. Ma “non è tutt’oro quel brilla”, avverte Tolkien. Ecco, “Il signore degli anelli” è una miniera per i produttori dei formati digitali. Perché è molto più di un romanzo, è un poema epico. Un mondo intero con popoli diversi e mappe da “taggare”. Ma il bello di un racconto è che mentre leggi immagini e immaginando entri in quell’universo. Che diventa tuo: i tuoi raminghi, i tuoi elfi. Se qualcuno disegna per te paesi, monti, fiumi o il volto di un personaggio qualcosa ti ruba:la fantasia. E non è un furto da poco.

Un’altra cosa che non si può fare con il libro digitale è regalarlo: o meglio si può, ma non si presenta un granché. Il libro è anche un gesto: spedire un file con le poesie di Montale decisamente è meno romantico che consegnare un pacco da scartare a un appuntamento. Come spiega Firmino, il topo “librofago” del romanzo di Sam Savage: “I buoni libri si divorano, lasciano il miele in bocca e un po’ d’amaro nelle viscere”. Cosa avrebbe potuto mangiare, il ratto solitario, per sfuggire alla fame? Megabyte? L’immagine del funerale di Carlo Fruttero – il più dolce e poetico addio cui abbia mai assistito – è una montagna di libri. Le figlie li hanno distribuiti attorno alla bara perché sono stati i compagni di viaggio d’una vita intera. Una catasta di immateriali file non avrebbe mai spiegato la lunga storia d’amore tra lo scrittore e i suoi libri.

Detto tutto questo, la rivoluzione digitale ha degli aspetti positivi. Il libro elettronico costa meno: ci sono pochi soldi e la cultura deve essere accessibile a tutti. Il carattere del testo si modula a piacimento, a seconda delle diottrie del lettore. Si può tenere una biblioteca intera nella borsa. È leggero: “Il Visconte di Bragelonne”, per esempio, è un tomo da mille e trecento pagine non proprio agevole da tenere in mano. L’eBook ha innegabili pregi. Ma leggere su uno schermo la scena in cui – ne “La Certosa di Parma” – il conte Mosca, potente ministro del Principe, istupidisce di gelosia come uno scolaretto, non dà lo stesso piacere. È un po ’ come abbracciare un manichino, fare una lampada invece che scaldarsi al sole, mangiare una pillola proteica al posto di un filetto. Val la pena esporsi al ridicolo d’una visione di retroguardia per le cose che si amano? Forse sì. Sperando in una lunga e pacifica convivenza tra pagine e schermo.

commenti
  1. rebusrebus scrive:

    Io ero un ortodosso, mai, avevo detto mai ebook, la mia casa è piena di libri, ovunque, poi mi hanno regalato il kindle, condivido le sue osservazioni anche se sono certo di una cosa, la carta non potrà soccombere al digitale, almeno è quel che spero, ci saranno sempre lettori che il libro vogliono comprarlo in libreria, toccarlo, annusarlo, leggere la 4° di copertina, sentirlo, sfiorarlo, guardarlo accatastato, sceglierlo a caso, non può, tutto questo scomparire; al contempo posso dirti che i lati positivi del e-reader sono evidenti, quel che dici tu, una comodità e facilità d’uso, in certe situazioni, non paragonabili al modo del libro cartaceo, i costi ridotti sono altro elemento non indifferente, certo, è sempre uno schermo contro la carta però ha un suo perchè. Perchè non considerarli complementari? Io li considero così, leggo e compro ancora libri, leggo ebook, nelle mie scelte ho notato che sto scegliendo gli ebook che con difficoltà comprerei in cartaceo, per i prezzo, perchè magari non sono sicurissimo sullo scrittore, per perplessità varie.
    Pierluigi.

    • aristofane444 scrive:

      Penso anch’io (lo spero) che carta e digitale possano convivere. E, anche se sono uno strenuo difensore del cartaceo per tutti i motivi che l’articolo e il tuo commento ben evidenziano, penso che l’ebook abbia degli indubbi vantaggi. Uno è lo spazio, ma il più importante è senza dubbio il costo. Alla fine penso che sia successo così anche per la musica: circa dieci euro per un cd su iTunes sono di certo meglio che più di venti per un disco! Spero che il libro fisico, come lo conosciamo da secoli, resista all’avanzata di quello elettronico. Credo che sarà così. Dopotutto basta guardare alle esperienze de giornali online. Alle edizioni sul web spettano i commenti e le notizie flash, al giornale cartaceo le inchieste e gli approfondimenti: perfettamente complementari!

  2. lalbatro scrive:

    Sono d’accordo con entrambi, anche se ancora non ho provato gli eBook.
    E trovo anche giusto il paragone con la musica acquistata su iTunes o simili. Come pure apprezzo i siti nei quali è possibile ascoltare in streaming anche interi album: personalmente cerco di ascoltare più musica possibile, e trovo che sia giusto anche acquistare (in qualunque forma) il disco che si è potuto apprezzare.
    Chiaramente con i libri non è possibile questo tipo di “schema”, ma è corretto parlare di “complementarietà” tra questi due modi di usufruire le opere letterarie, le opere musicali e poter accedere alle notizie in più modi, da una parte gli approfondimenti e dall’altra le news in tempo reale. Potremmo vedere quindi che tutti questi aspetti insieme hanno sia un elemento limitante la libertà (dover scegliere tra tantissimi articoli ed essere invogliati ad acquistarne tanti a poco, che per il fatto che non occupino spazio fisico non vuol dire che ci si metta di meno a leggerli!) ma anche un aspetto che la amplifica, perché mette a disposizione di tutti tantissime informazioni, in poco tempo e in modo più accessibile, economicamente più accessibile.

  3. lordbad scrive:

    L’e-book avrà successo solo con la digitalizzazione dalla prima elementare.

    Per ilr esto resterà uno struemnto in più. Niente paura.

    Bel post

    Un saluto da Lordbad

    Vongole & Merluzzi

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