Allora, ricapitoliamo.

L’Antitrust è l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Dovrebbe vigilare, tra le altre cose, anche sui conflitti d’interessi. E in Italia c’è una persona che detiene il record mondiale di conflitti d’interessi. Una a caso. Sì, proprio lui, avete indovinato. E ora viene nominato presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, avvocato di fiducia del presidente del Senato Renato Schifani. Non è servito a nulla l’appello lanciato al Presidente della Repubblica da Michele Polo, prorettore della Bocconi ed economista specializzato in antitrust, insieme ad altri duecento economisti. Nel testo si chiedeva che il nuovo presidente venisse scelto tra personalità con “profonde competenze economiche, oltre che giuridiche, necessarie per decidere sul funzionamento dei mercati, ed essere capace di agire in piena e totale indipendenza da qualunque interesse di parte, economico e giuridico”.

Pitruzzella non sembra fornire queste garanzie, essendo appunto uomo di fiducia di Schifani (e così ci giochiamo l’indipendenza) e firmatario di appelli che difendevano la costituzionalità del lodo alfano (addio anche alla competenza giuridica). L’avvocato difende pure le leggi contro le intercettazioni e l’attuale legge elettorale. Serve aggiungere altro?

Nel frattempo la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), ente indipendente che vigila, appunto, sulla borsa e sulle società a tutela dei risparmiatori, ha assunto senza alcun concorso pubblico Clementina Scaroni, avvocato, figlia di Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, società sulla quale la Consob deve vigilare. Consob che, lo ricordiamo, è presieduta da Giuseppe Vegas, che prima di ottenere la presidenza ricopriva l’incarico di viceministro dell’economia. Insomma, altri due chiarissimi esempi di indipendenza.

Insomma, in Italia i conflitti d’interessi non sono un problema, ma una risorsa. Gli organismi indipendenti sono spesso presieduti o composti da persone tutt’altro che al di sopra delle parti, mentre sono tantissimi i casi di amministratori delegati che siedono nei consigli di amministrazione di sei, sette, otto società, le quali spesso fanno affari le une con le altre.

Per esmpio: Tizio sta nel consiglio di amministrazione della società X e della società Y. X deve comprare qualcosa da Y. Tizio dovrebbe fare gli interessi di chi compra e anche di chi vende. Ovviamente è impossibile. Ed ecco svendite incredibili e acquisti a prezzi stracciati. Se poi Y cerca un compratore per il suo prodotto, magari ad un prezzo vantaggioso, Tizio non avvertirà X, dandole un indubbio vantaggio? Inoltre Tizio conoscerà strategie e debolezze di entrambe le aziende, che magari sono concorrenti. Qui siamo oltre i conflitti di interessi. Siamo alla schizofenia.

Tutto questo in barba al libero mercato e alla concorrenza, che in Italia sono ridotti a ben poca cosa. Lotte tra forze politiche e ragnatele di influenze stritolano chi non fa parte del gioco, estromettendo chi non si piega al sistema. Ogni anno questi maneggi sottobanco bruciano centinaia di milioni di euro. Il conto grava poi su tutti noi. Ecco perchè servono individui onesti, indipendenti e capaci alla guida degli organismi di controllo e leggi draconiane su questi temi.

Il nuovo governo sarà in grado di farle? Certo, non ha iniziato bene nominando Passera. Ma c’è il tempo di dimostrare un’inversione di tendenza. Speriamo sia davvero così.

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