Ascoltando i nomi dei nuovi ministri, mi accorgevo che (da non addetto ai lavori) ne conoscevo veramente pochi. E la cosa mi è piaciuta molto. Molto meglio professionisti silenziosi che schiamazzanti incapaci.

Ma non si può fare a meno di muovere alcune critiche alle scelte di Monti. Innanzitutto per quanto riguarda Corrado Passera. Da un pezzo di Marco Travaglio (sul FQ del 24 agosto 2010): “(…)Passera, già amministratore delegato di Olivetti (poi venuta a mancare all’affetto dei suoi dipendenti), di Poste Italiane (i nostri abbonati ne sanno qualcosa) e ora di Banca Intesa (…) ha condotto nel 2008 la mirabile operazione Alitalia per conto del governo Berlusconi, scaricando sui contribuenti la parte marcia della compagnia (un buco da 3-4 miliardi) e regalando quella sana a 15 furbetti dell’aeroplanino. Nell’operazione Passera era contemporaneamente advisor del governo per trovare i compratori giusti e azionista della Cai, la compagnia acquirente della good company. Arbitro e giocatore. (…) Nella Cai sono entrati alcuni noti debitori di Banca Intesa di Passera, tra cui Carlo Toto, patron di AirOne, che vantava 900 milioni di debiti: ora i debiti si sono diluiti nel più grande calderone Cai e Banca Intesa di Passera non ha più nulla da temere.” Qui trovate un interessante articolo per capire meglio chi è Corrado Passera.

Altra scelta che si poteva evitare è quella di Catricalà come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Attualmente è presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (l’Antitrust). Ricopre questa carica dal 2005, ma mai una volta che abbia fatto qualcosa (o almeno detto qualcosa) sul conflitto d’interessa di B., ovvero il più imponente della storia. Anzi, lo ha difeso. Quando Gentiloni (ministro delle telecomunicazioni del governo Prodi) ha fissato al 45% della raccolta pubblicitaria il tetto antitrust per ogni gruppo tv (nel resto d’Europa nessuno supera il 30%), Catricalà ha criticato fortemente tale scelta, affermando che non si possono comprimere i fatturati dei trust. Insomma, Catricalà è uno che è stato per anni a fianco di Berlusconi e gli ha retto il moccolo sulla questione del conflitto d’interessi: che motivo c’è di nominarlo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio?

Per quanto riguarda gli altri ministri, devo dire che tutti i curricula sono impressionanti. Sembrano davvero persone competenti, e in Italia ce n’è un gran bisogno. Ma vedo tanti legami con la Chiesa, troppi. E molti ministri siedono anche in consigli di amministrazione importanti ed influenti, come quello di Intesa Sanpaolo, Enel e altri. Spero solo che siano persone serie ed antepongano il loro nuovo ruolo e il bene dell’Italia, e di noi tutti, agli interessi di bottega. Ci credo ancora. Giudichiamo dai fatti.

Mi sento molto più rassicurato da professori universitari, ex prefetti, esperti di caratura nazionale ed internazionale (per quanto alcuni siano troppo cattolici e troppo banchieri o ammanicati per i miei gusti) che dai politici falliti. Stiano zitti ora, e guardino all’opera delle persone capaci. Stiamo a guardare. Chi vivrà vedrà.

(Tutte le schede dei ministri)

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