Stefano Lavori (o Steve Jobs in Italia)

Pubblicato: 07/10/2011 da Martino Ferrari in Aristofane, Pensieri, Politica, Società
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Ormai dovunque si sentono risuonare la frase di Steve Jobs: “stay hungry, stay foolish”. Jobs ha pronunciato quelle parole potenti e bellissime davanti a tanti ragazzi appena laureati, ed è per questo che hanno un significato così importante per noi giovani. Ascoltandole, ho pensato al periodo storico che stiamo vivendo e a tutte le difficoltà che liceali, universitari e ragazzi in generale devono affrontare.

Mio padre dice che, nonostante i nepotismi e i favoritismi, chi è davvero in gamba e si impegna duramente alla fine emerge e vede ripagati i suoi sforzi. E’ davvero così? Steve Jobs avrebbe potuto costruire il suo impero se fosse nato in Italia? Non credo. Chi, nella gerontocratica e immutabile Italia dei nostri giorni, investirebbe sull’intuizione di un ragazzo di vent’anni? Nessuno. Non per niente, i giovani più promettenti emigrano, mietendo spesso successi all’estero.

Attorno a me sento spesso storie di persone sabotate perchè, lavorando sodo e facendo fino in fondo il loro dovere, mettono in difficoltà i compagni d’ufficio fannulloni. Vedo concorsi universitari i cui esiti dipendono non dalla bravura e dalla motivazione dei candidati, ma dal volere del professore più potente, alla cui benevolenza deve appellarsi uno studente che speri di vincere. E noto con tristezza e sconforto che la scuola pubblica decade, affollata di studenti resi incapaci da promozioni facili e insegnanti non sempre all’altezza, affossata da riforme che dissanguano gli istituti e puntano a crescere una generazione di ragazzi incapaci di pensare criticamente ed ignoranti.

No, Steve Jobs non avrebbe potuto crescere qui. A chi avrebbe potuto rivolgersi per cercare di cambiare questa situazione? Ad un governo inadeguato, che si preoccupa di intercettazioni e bavagli invece che di lavoro e stabilità economica? Ad un’opposizione evanescente, che regge il gioco e non è in grado di sfruttare l’estrema debolezza dell’avversario per dare risposta al bisogno di sicurezza, legalità, occupazione, futuro di tutto il Paese?

Questo è il mondo che questo sistema, politico, imprenditoriale ed economico, ci sta lasciando. E che peserà su noi universitari per anni, per tutta la nostra vita. Se fossi rimasto con noi ancora un po’, Steve, forse avresti inventato qualcosa anche per questo. Come auspica Severgnini “se riesci a tirarci fuori un’app, mandacela giù”.

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