Che le prostitute prenotate al telefono e portate a vagoni a B., le sue continue bugie per coprire i suoi traffici, i posti in tv e in politica garantiti a chi lo sollazza per qualche notte e tutto il resto siano notizie, non ci piove. I fatti emergono dalle intercettazioni e vanno raccontati. La decadenza della società italiana, fondata su ricatti, nepotismi e favori, emerge chiaramente dal quadro desolante che gli atti processuali di queste vicende ci offrono. Quindi ok, parliamone, raccontiamo tutto.

Ma è davvero necessario farci tutte le prime pagine di tutti i giornali? Per giorni, settimane, mesi? E’ possibile che in un momento simile, con l’euro che rischia di saltare, la Grecia ormai fallita, una manovra economica che farà sputare sangue alle famiglie ormai approvata, si continui a dare enorme spazio a queste cose?

Attenzione: non sto dicendo di censurare queste faccende, sia ben chiaro. Ma leggere i quotidiani (la tv praticamente non ne parla) fa venire il voltastomaco. Prendiamo le prime pagine del Fatto Quotidiano di venerdì 16 e sabato 17 settembre. Riporto i due titoli:

“35 prostitute per lui. B.a Tarantini: “Chi mi porti stasera?” “Belèn non me la sono fatta, sta con un mio calciatore” Nelle 100mila intercettazioni, un premier che ci fa vergognare” (16 settembre). “E’ un gran troiaio” Infatti lui resta premier “(17 settembre).

Lo dico da ex abbonato e da lettore quotidiano del Fatto: non ne posso più. L’edizione di sabato parlava di questi argomenti da pagina 2 a pagina 12. Undici pagine su ventitrè! Basta. E’ giusto e doveroso parlarne, ma non serve riportare ogni singola frase, fare titoloni a sensazione e a caratteri cubitali sulle porcate di un uomo ridicolo e dei poveracci che compongono la sua corte. Se davvero ci vuole differenziare dagli altri quotidiani (che si comportano allo stesso modo del giornale di Padellaro), sarebbe meglio pubblicare solo le conversazioni più salienti, come quelle che riguardano gli appalti e gli affari che giravano insieme alle ragazze, non tanto quelle contenenti le espressioni più volgari. Dare un’idea precisa del porcile, del sistema marcio e probabilmente illegale che regna in quegli ambienti, mantenendo però un certo stile. Per marcare la differenza.

Chi se ne frega infatti delle posizioni in cui hanno fatto l’amore, del numero delle ragazze, delle varie perversioni che si sono consumate nelle segrete stanze? Io me ne frego. Voglio sapere se il presidente del consiglio del mio Paese mente, se salta appuntamenti istituzionali perchè è troppo stanco dopo la notte passata con la baldracca di turno, se non mi governa perchè fa “il primo ministro a tempo perso”, se viene ricattato. Queste cose emergono dalle intercettazioni e si devono mettere in evidenza. Bisogna martellare su questo, non dare tregua mostrando tutta l’inadeguatezza e il danno che ci causa continuare ad essere rappresentati da quell’uomo.

Ma quello che si legge in questi giorni è diverso. Io vorrei che il giornale che compro ogni mattina, che sono orgoglioso di leggere, che raccoglie molte delle migliori firme del giornalismo italiano, che dà battaglia a tutti su tutto, che grazie alla sua indipendenza può essere diverso da tutti gli altri, avesse un sussulto. Vorrei che si scrollasse di dosso tutto questo marciume e dimostrasse di essere davvero diverso. Perchè dal mio giornale pretendo di più.

 

commenti
  1. huginn465 scrive:

    Sia chiaro che il mio è un discorso in generale, senza parlare di un giornale specifico perchè leggo a malapena l’Adige, di solito uso Internet per notizie di ogni genere…
    Bè, mi viene da dare almeno parte della colpa al pubblico: se le vendite rimangono stabili o addirittura salgono con storie del genere, ovviamente il giornale continua con queste storie…
    Inoltre, riempiendo ogni giorno il giornale con le stesse storie, il lettore viene cullato in un senso di stabile normalità, facendogli trascurare le cose serie che così possono continuare ad essere gestite dai personaggi più potenti come essi preferiscono…

    • aristofane444 scrive:

      Concordo. Però se un giornale si propone come vera novità nel panorama dei quotidiani italiani (e il Fatto sicuramente lo è) deve, pur ovviamente cercando di massimizzare le vendite, fare scelte coraggiose che marchino più che mai la differenza con gli altri.

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