Pensieri sparsi su un mondo che impazzisce

Pubblicato: 11/08/2011 da aristofane444 in Aristofane, Estero, Informazione, Pensieri, Politica, Società
Tag:, , , , , , , , ,

Si rincorrono sui giornali e i telegiornali le notizie del disastro economico e finanziario dell’Europa e degli Stati Uniti. Si parla di spread, downgrading, agenzie di rating, titoli che perdono e mercato impazzito. Termini che per la maggior parte delle persone non vogliono dire nulla, perchè sconosciuti. E nessuno che spieghi, in tv per esempio, cosa accade. Viviamo nell’ignoranza. Sappiamo e comprendiamo (poco) solo quelle piccole gocce di notizie che ci arrivano dal rubinetto chiuso dell’informazione agostana italiana. Il resto è buio. Qualcuno mi spiega perchè l’informazione deve andare in vacanza a giugno e tornare a settembre, come la scuola? Miracoli di Raiset.

Londra brucia. E non è il titolo della canzone dei Negramaro, brucia davvero. Il Big Beng è illuminato da riverberi rossi, le fiamme divorano auto, negozi, strade. Guerra civile, affrontata da Cameron con il cosiddetto pugno di ferro, che dovrebbe essere rigore e legalità, ma in realtà vuol dire mano pesante e già alcuni morti. Tra i riots ci sono delinquenti comuni che approfittano del caos per fare razzia di qualunque cosa e depredare i negozi? Certo. Si può ridurre tutto a questi dementi criminali? No. La rivolta londinese è figlia della crisi che stritola i più poveri, delle misure del governo britannico che, per certi versi simili a quelle del governo nostrano, tagliano welfare, gli aiuti a chi ne ha bisogno. E i ricchi ingrassano, mentre chi ha poco avrà ancora di meno. E allora, la rivolta. Nel Maghreb è stato per il pane. E’ così anche qui. Quale sarà il prossimo Paese contagiato dal vento di rivolta?

Forse l’Italia (anche se le speranze sono scarse), dove si fanno tavoli e incontri e discussioni e riunioni straordinarie e non si arriva a nulla. Alla fine, cosa esce da queste chiacchierate tra “governo” e “parti sociali”? Nulla. Mai nulla. Un nulla che divora tutto. Discutono, parlano, cercano punti d’incontro, analizzano la situazione. E non fanno mai nulla. E le cose peggiorano.

Intanto arrivano i barconi carichi di rifugiati. Il mare è disseminato dei corpi di quelli che non ce l’hanno fatta ad arrivare fino a noi. La Somalia muore. E noi siamo indifferenti. Guardiamo le immagini mentre mangiamo, ci scandalizziamo per due minuti e ricominciamo a mangiare. Ci dimentichiamo quello che abbiamo visto in un secondo. Miracoli dei nuovi media.

Non so quale sarà il mio (il nostro) posto nel mondo. Ma di sicuro questo mondo sta impazzendo. Bisogna fermarsi un attimo, guardarsi intorno e ripartire. Con un cervello nuovo, con idee nuove. Prima che sia troppo tardi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...