Archivio per 04/06/2011

E così quelli che lasciavano libertà di voto e che consideravano il referendum come un’indicazione importante sul volere dei cittadini ora ricorrono alla Corte Costituzionale, chiedendo che il quesito sul nucleare venga bloccato. Per l’ennesima volta, tentano di azzoppare il voto del 12 e 13 giugno.

Prima non l’hanno accorpato alle elezioni (facendoci spendere almeno 300 milioni in più). Poi hanno fatto la moratoria per far saltare il quesito sul nucleare. Ed ora si giocano l’ultima carta. Ma si è mai visto un governo che cerca di scippare uno strumento di democrazia diretta dalle mani dei cittadini? Personalmente ho contribuito in piccola parte a raccogliere le firme perchè questo referendum si potesse svolgere.

Nessuno ne sapeva nulla allora, nessuno ne parlava e pochissimi ci credevano. E invece ora, per fortuna, gli appelli al voto si moltiplicano, nonostante la tv non ne parli mai (tranne pochissime trasmissioni) e anzi dia informazioni incomprensibili (vedi gli spot sulla RAI). Il referendum deve esserci, e deve essere completo di tutte e quattro le schede, per rispetto a chi ha raccolto le firme e a chi ha firmato, in primo luogo. Ma deve tenersi anche per rispetto a tutti coloro che vogliono andare a votare.

Non si possono usare sotterfugi. Se la posizione governativa è pro nucleare e privatizzazione dell’acqua, benissimo. Ogni convincimento è legittimo. Ma allora si facciano discussioni pubbliche con le due parti a confronto, se ne parli, si facciano campagne per il sì e per il no. Se ne parli democraticamente, insomma. Dovrebbe essere così. Normalmente.

Ancora di più dopo questo ricorso alla Corte Costituzionale (del cui esito sapremo martedì), andare a votare è fondamentale e decisivo. Facciamo vedere che ci siamo!! Convinciamo amici parenti e sconosciuti. Siamo tutti indispensabili.

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