Capisco che la guerra in Libia abbia attirato su di sé tutta l’attenzione. E meno male che è così, perchè dobbiamo mantenere alto il livello di controllo, per seguire gli sviluppi delle operazioni militari e mettere pressione affinchè le forze occidentali non vadano oltre i loro compiti. Speriamo non accada.

Ma dobbiamo ricordarci anche del Giappone. La situazione, infatti, non è assolutamente risolta. Come del resto è naturale, viste le proporzioni del disastro. Ma le notizie provenienti dal sol levante stanno piano piano quasi scomparendo, diventando delle brevi. Il motivo risiede negli enormi interessi che l’energia atomica muove dietro di sè: in Italia alcuni tra i maggiori quotidiani (Corriere, Messaggero ed altri) sono controllati da costruttori come Ligresti.

Riporto un brevissimo post apparso oggi su beppegrillo.it, a proposito della “sepoltura” delle notizie sul disastro nucleare da parte del Corriere. Subito sotto, le ultime notizie dal Giappone.

“Lo tsunami è avvenuto l’11 marzo 2011, l’allarme nucleare è scoppiato due giorni dopo, il 13 marzo. Il 19 marzo, solo SEI giorni dopo, il più disastroso incidente nucleare della Storia è stato sepolto dal Corriere della Sera (Nucleare della Sera ad honorem). Sabato 19 marzo solo due righe (di numero) in prima pagina sotto la vignetta di Giannelli. Grande rilievo invece nel paginone di apertura, oltre alla Libia, a “L’Europa assolve il crocefisso in aula“, “Schiaffi e minacce. Maestre arrestate“, “Un argine alle scalate francesi“. Uno spazio più importante di Fukushima è stato persino dato a: “Tedeschi per l’Inter. Evitate Real e Barcellona” e all’importantissimo “Per eredità e affitti conciliazione sui litigi“. Il lettore, rassicurato sul plutonio che rischia di sterminare i giapponesi e sul nucleare di ultimissima generazione (quello di Fini e della Prestigiacomo), ha potuto informarsi solo a pagina 18 sul Giappone. Per dire, a pagina 17, ben più importante era il “Video di minacce a Scilipoti. Tensioni tra u Responsabili” e a pagina 16 la lettera di Rutelli “Il 17 marzo sia sempre festa“.

ULTIME DAL GIAPPONE

La situazione della centrale nucleare di Fukushima, colpita dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo, resta instabile. Gli ingegneri hanno riallacciato i cavi dell’elettricità nei reattori 1, 5 e 6 e ritengono di poter riavviare i sistemi di raffreddamento al più presto. Ma rimane l’allarme per il reattore 2, da cui continua a uscire vapore non generato dalla vasca del combustibile e per il 3 dove, a causa di un aumento della pressione e della fuoriuscita di un fumo grigio di origine ancora poco chiara. Il personale è stato evacuato.

L’Organizzazione mondiale della sanità la contaminazione dei cibi è “più grave di quanto si ritenesse in un primo momento”. “E’ evidentemente una situazione grave“, ha detto Peter Cordingley, portavoce dell’ufficio regionale dell’Oms. “E’ molto più grave di quanto chiunque potesse pensare nei primi giorni, quando si valutava che potesse essere limitata a un’area di 20-30 chilometri dalla centrale. I casi di verdure, acqua e latte contaminati hanno già sollevato le preoccupazioni dei paesi limitrofi, nonostante le rassicurazioni del governo giapponese”. Il governo ha proibito la vendita di latte dalla prefettura di Fukushima e di spinaci da un’area vicina. Mentre a quattro prefetture giapponesi è stato ordinato di sospendere la distribuzione di latte e di due tipi di vegetali. Secondo l’Autorità francese per la sicurezza nucleare (ASN) le ricadute radioattive di Fukushima sono un problema con cui le autorità giapponesi dovranno avere a che fare “per decine e decine di anni”.  E’ stata rilevata radioattività anche nell’acqua corrente di Tokyo.

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