Sono ore molto confuse. Tutto il mondo guarda alla Libia e al Giappone. In entrambi i Paesi la situazione è caotica ed evolve rapidamente, e i siti di informazione sono in continuo aggiornamento.

Questa notte il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 1973, con la quale autorizza gli Stati membri ad adottare “tutte le misure necessarie” per proteggere la popolazione civile. Questo significa che gli Stati membri potranno intervenire con l’uso della forza, per porre fine alle violazioni dei diritti umani perpetrate da Gheddafi e dal suo esercito. La risoluzione,  in particolare, stabilisce il divieto di sorvolo dello spazio aereo libico al fine di proteggere i civili (c.d. “no-fly zone”); istituisce de facto un bando ai voli di aerei libici fuori dallo spazio aereo libico; rafforza il bando al traffico di armi con la Libia e ribadisce le sanzioni individuali, già stabiliti con la precedente risoluzione (numero 1970).

Oggi, Gheddafi ha annunciato il cessate il fuoco, affermando di non voler più porre in essere alcuna azione militare. Ma i ribelli sono scettici, e pare la pensino allo stesso modo anche USA e Francia. Vedremo come si evolverà la situazione nelle prossime ore.

In Giappone, intanto, la tensione è sempre altissima. Nei giorni scorsi si è tentato di abbassare la temperatura dei reattori co elicotteri e cannoni ad acqua, purtroppo con scarsi risultati. Tutto il mondo resta col fiato sospeso, mentre i giapponesi non credono alle informazioni che arrivano dal governo (giudicate troppo ottimiste), e organizzano delle piccole proteste. Intanto l’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) alza il livello della gravità della situazione da 4 a 5 su una scala di 7. Gli Stati Uniti hanno anche inviato aerei spia senza pilota per raccogliere informazioni sullo stato dei reattori,mentre il commissario europeo per l’Energia Guenther Oettinger parla di nuovi “sviluppi catastrofici probabili”.  L’idea che sta prendendo corpo in queste ore è quella di chiudere i reattori in un sarcofago di cemento armato e di seppellirli, come fu fatto a Cernobyl nel 1986.

Qui sotto lo sconvolgente video (andato in onda ieri sera ad Annozero) sul disastro giapponese: prima la terribile scossa e poi il muro d’acqua (dopo una breve intervista ad un esperto mondiale di nucleare).

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