Quello italiano è un popolo incredibile che, ritengo, non finirà mai di stupire; la frase può sembrare trita e ritrita, tante volte è stata adoperata… eppure ora credo proprio capiti a fagiolo. Sì, perché, come titola il numero de “l’Espresso” della scorsa settimana, mentre il mondo arabo brucia gli italiani preferiscono occuparsi dei millanta processi in cui B. è invischiato, dei “gieffini” e di Mistero per comprendere, ad esempio, come una persona possa vivere senza braccia … mentre nelle coste settentrionali dell’Africa la gente non riesce a vivere in quanto manchi il necessario per, almeno, sopravvivere.

Tornando all’incipit {sono desolato, ma non credo d’avere né le competenze né tanto meno il merito di poter parlare della situazione nei paesi nord-sahariani}, mentre mi allenavo per una delle specialità delle Olimpiadi casalinghe, vale a dire lo zapping ad ostacoli, mi sono imbattuto nel Telegiornale di TV2000 {canale ufficialmente di proprietà della CEI http://it.wikipedia.org/wiki/TV2000} proprio mentre veniva mandata in onda la rubrica di notizie dal mondo e mi ha colpito sentir parlare della Gameen Bank, la Banca dei Poveri. La notizia, realizzata nello stramaledettissimo formato “flash”, riferiva infatti che il fautore di questo grande progetto e presidente della stessa Muhammad Yunus è stato rimosso dal proprio incarico dalla Banca Centrale del Bengala. “Incredibile” mi sono detto, così ho ascoltato i nostri TG nazionali {quelli Rai per intenderci, Mediaset l’aborro} in cerca di conferme …. NULLA, tabula rasa di quanto detto poco prima! Incroyable! Così ho pensato di scrivere un piccolo post per questo blog per far capire cosa accade nel mondo che i nostri Telegiornali “di cortile” {come soglio chiamarli, poiché si occupano solo di questioni nazionali e solamente di questioni internazionali eclatanti} non riportano.

Vorrei parlare della Banca dei Poveri {per chi fosse interessato ad ulteriori informazioni sulla figura di Muhammad Yunus lascio qui comodo comodo il link di Wikipedia, santa invenzione!, anticipando solamente che si tratta del Premio Nobel per la Pace 2006 http://it.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Yunus} che io stesso ho conosciuto in maniera del tutto fortuita sostenendo l’esame del First!

Tale organizzazione, ufficialmente Grameen Bank ma meglio nota con l’appellativo di Banca dei Poveri come già detto, è nata nel “lontano” 1976 per aiutare le popolazioni povere del Terzo mondo con microprestiti di cui le banche preesistenti non si curavano: generalmente i prestiti ammontano a cifre irrisorie che posso andare dai 2 ai 10 €, soldi che vengono impiegati per dare autonomia a piccole attività che a livello di villaggio rimarrebbero puramente “di sussistenza” senza uno sviluppo concreto. Come si può capire dalle cifre chieste in prestito, altri istituti di credito non se ne sono mai occupati poiché solamente le procedure burocratiche avrebbero fatto lievitare i costi; inoltre la Banca dei Poveri concede prestiti senza alcuna richiesta di garanzie, una manna per le fasce più povere delle popolazioni del Terzo mondo, in modo da evitare che i possibili contraenti dei prestiti finiscano nelle mani dell’usura.

La politica adottata da questa Banca è del tutto particolare in quanto {mi appoggio all’esauriente scaletta di Wikipedia}

  non si propongono come un ente burocratico a cui rivolgersi per ottenere un prestito, ma sono i funzionari della banca che si spostano di villaggio in villaggio per avvicinare i possibili clienti;

  sia per abbattere i costi sia per andare incontro ad una clientela in maggioranza analfabeta, la maggior parte della documentazione cartacea viene abolita ed i prestiti vengono concessi sulla fiducia e senza alcuna garanzia bancaria;

  per ridurre ulteriormente i costi e rendere più sicura la restituzione attraverso la mutua solidarietà, i crediti vengono normalmente concessi a piccoli gruppi di richiedenti che sono moralmente impegnati ad aiutarsi l’un l’altro in caso di difficoltà;

  nel suo giro per i villaggi l’impiegato incontra i clienti, riscuote le rate dei pagamenti e raccoglie gli eventuali risparmi, anche se di valore modestissimo;

  i prestiti, piccoli o grandi che siano, debbono essere restituiti dal momento che non si tratta di assistenzialismo, ma di un prestito dato da una banca ad un suo cliente;

  la restituzione avviene sempre in forma rateale, spesso settimanale, in modo che eventuali difficoltà del contraente sono subito evidenziate e danno modo alla banca di intervenire in tempo (ad esempio concedendo delle dilazioni).

{Da Wikipedia, alla voce Banca dei Poveri}

Il successo riscosso da tale sistema organizzativo è stato sorprendente, in quanto si è potuto notare un miglioramento delle condizioni di vita dei beneficiarii dei prestiti, un’insolvenza inferiore all 1% nella restituzione delle somme date in prestito e, con gli utili ricavati, è stato possibile pagare gli stipendii degli impiegati ed al contempo allargare la “zona di mercato”.

Insomma, un piccolo miracolo dei Paesi del Terzo mondo di cui pochi conoscono almeno l’esistenza.

Non intendo andare oltre dacché il mio intento era quello di far riflettere su quanto ci viene propinato ogni giorno dalla televisione, quali di queste nozioni siano necessarie e quali invece superflue… Forse dovremmo ribellarci a questo regime di chiusura o, peggio, dittatura mediatica e cercare nuovi sbocchi e nuovo ossigeno nel campo dell’informazione.

{Post scriptum: mi scuso per il frequente ricorso a Wikipedia ma piuttosto che fornire informazioni false o mal formulate ho preferito appoggiarmi ad una fonte esterna e, chiaramente, anche al sito stesso della Grameen Bank http://www.grameen-info.org/}

Foedericus.

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