Archivio per 17/01/2011

Sono stufo. Nauseato. Da quando seguo la politica e l’attualità in generale sento sempre e solo parlare dei processi di Berlusconi, dei reati di Berlusconi, delle troie di Berlusconi, delle ville di Berlusconi, delle frasi di Berlusconi, degli avvocati di Berlusconi, dei soldi di Berlusconi, delle alleanze di Berlusconi, della mafia di Berlusconi.

E poi delle alleanze del Pd, dei dissidi nell’Idv, dei falchi e delle colombe di Fli, dei corteggiamenti all’Udc, delle lamentele dei Radicali, degli arrestati dell’Udeur…

Sono stufo. Basta parlare di questi signori inutili. Anzi, dannosi. A causa loro in Italia non funziona nulla, non abbiamo credibilità, futuro, scuola, non creiamo niente, non cresciamo, non pensiamo nemmeno più. Questi parlano parlano parlano del nulla, solo di loro stessi, di concetti antichi. Sono legati ad ideologie superate da decenni. Sono in politica da quarant’anni. Quaranta! Hanno accumulato i soldi, rubandoli alla società, che noi non riusciremmo a vedere in un paio di vite intere! E tutto per non fare niente, se non inventarsi la prossima cazzata da dire davanti all’idiota di turno che metterà un microfono davanti alla bocca.

Lasciamoli perdere e si scioglieranno da soli. Non ascoltiamoli, non diamo loro voce. E spariranno. Perché in realtà non sono niente. Sono contenitori vuoti. Senza un megafono (televisioni, giornali, interviste) sono muti. Non dicono niente lo stesso. Spegnamoli per un po’. Basta!

Annunci

Pubblichiamo oggi un articolo della nostra collaboratrice WhatseraMe.

***

di WhatsernaMe

“Se il governo Berlusconi non approverà il federalismo, si andrà alle elezioni. “I berlusconiani sono spaventati per la proposta leghista del voto anticipato del, a quanto si vocifera, 27 marzo in quanto non posso essere aggrediti dal tempo che incalza.

” Uh, poveretti, hanno bisogno di più tempo. Ma il sarcasmo lasciamolo un momento da parte.

Dopo la baldoria da post-capodanno, guardare (e avere la piena certezza di) come stia peggiorando in nostro Paese, beh, è quasi normalità. Con poco stupore, ma con la stanchezza di tutta questa farsa, la convinzione sempre più forte di essere del Paese dei Babbocchi, è diventata realtà: Il gatto e la volpe, la Lega e il Popolo delle Libertà. “Se ci ascolti per un momento, capirai, lui è il gatto, ed io la volpe, stiamo in società, di noi ti puoi fidar.”

Certo, è meraviglioso vedere un partito emergere così tanto, soprattutto da quando l’Egregia Signora Xenofobia, accompagnata dal ciambellano Messer Pregiudizio e dalla balia Ignoranza, ha fatto la sua nobilissima apparizione al Parlamento. E poi tutti i suoi giullari! Bossi, il coerente capocomico, per intenderci colui che ha sposato una siciliana! Un momento, una siciliana? No, proviamo con la fede politica, che è un pilastro del pensiero di una persona: nei primi anni settanta ha militato nel partito comunista “Il Manifesto”, nel gruppo di estrema sinistra PdUP e nell’Arci; dal 1974 al 1975 era iscritto nel Partito Comunista Italiano di Verghera (Varese). Oooooops. No, no, qui bisogna cambiare: fortunatamente c’è anche Roberto Maroni: nel 1971 entrò a far parte di un gruppo di stampo marxista-leninista, mentre nel 1979 manifestò in Democrazia Proletaria, per poi passare ad Avanguardia Operaia.

Eh, ‘sti politici, sempre con le stesse ideologie…

Ma a salvare la situazione c’è la volpe, il Popolo delle libertà, il Partito dell’Amore (alias Silvio Berlusconi) e i suoi scagnozzi (o picciotti?): Sandro Bondi, che entra giovanissimo nella Federazione Giovanile Comunista Italiana e addirittura nel 1990 è sindaco di Fivizzano (Massa Carrara), rappresentando il PCI; Michela Vittoria Brambilla, che partecipò a Miss Italia e fu “convinta” da un agente della Fininvest a lavorare per l’azienda; Renato Brunetta, socialista di famiglia povera. Ma come si sa, questo partito aiuta tutti (escort, mafiosi, estorsori, piduisti, faccendieri), è proprio un buon partito, ciò che serve a un’Italia dilaniata da precariato, ingiustizia, censura, corruzione, indifferenza, ipocrisia e egoismo.

Ma come tutte le amicizie, quella tra il Gatto e la Volpe, nasce da un interesse in comune: il “cadreghino”, rappresentazione fisica del Dio Potere. Da una parte il Gatto vuole a tutti i costi il federalismo, mentre la Volpe, più meschina, aspira solo a essere la padrona incontrastata del Paese dei Balocchi, dettando ovviamente la sua regola. Presto si scopre che i due necessitano dell’altro tanto quanto un eroinomane ha bisogno della propria pera. Ma la Volpe, troppo accecata dal suo Obiettivo-Sole, non rispetta il patto e quindi il Gatto comincia a insospettirsi e fungere da promemoria. I patti sono patti. Fa niente se poi si promulgano leggi ad personam e ad aziendam; fa niente se gli universitari buttano via soldi, energie e tempo per poi andare a pulire i cessi in qualche squallido fast food; fa niente se si arriverà a un punto in cui la gente non avrà più nulla da perdere e la disperazione è a un passo sotto il baratro.

Ma l’importante è che ci siano sei uomini, pagati dallo Stato, a pulire il cartello di benvenuto, splendente in tutta la sua grandezza e maestosità: “BENVENUTO NEL PAESE DEI BABBOCCHI”.