Comunque fa freddo.

Pubblicato: 13/10/2010 da lalbatro in L'Albatro, Pensieri

Una persona che conosco poco ha tentato di farsi del male, di suicidarsi. E pare che ce l’abbia fatta. Faccio fatica a gestire questo argomento, ora come ora, per cui sarò breve, perché voglio dormire.

È tardi, ho finito da poco di studiare e mi bruciano gli occhi. La testa mi pesa, mi fa caldo e male.

Sento anche dei dolori alla cassa toracica, quasi che le ossa siano impolverate e scricchiolino fra loro. Un momento fa avevo voglia di piangere, ma finire di guardare i lucidi di chimica per domani mi ha distratto. Forse non dovevo.

Forse non doveva. Forse sarebbe stato meglio che. È terribile pensare a queste cose, al dopo, a cosa lascia dietro un gesto così. È anche un po’ egoistico. Rinunciatario. È rinunciare a combattere, mi dice una amica.

Lo schifo che ci induce al pianto è perché non capiamo, non possiamo capire come si possa passare dal temere la morte a temere la vita, fino a togliersela, e consegnarsi al nulla, anzi, consegnare a chi ci ama il nulla, un nuovo nulla su cui scivolare e sbattere la faccia, violentemente.

Naturalmente la vita va avanti, ma è quando ti rialzi e vedi di nuovo un po’ di luce nel cielo, forse ti rendi conto che per quanto sembri sempre piovere, per quanto il vento sembri non cessare mai, la vita è una variabile continua, ma quando il momento presente, la goccia che cade sui nostri capelli, ci arriva addosso, quello è, e per sempre quello sarà. Mi perdo con la mente a pensare ai mondi paralleli dei “se”, ma torno sempre un questo, freddo, umido e un po’ appiccicaticcio, pensando che se la Storia si è snodata così come è stato, se la punta ultima per me è trovarmi a scrivere di questi sentimenti confusi, con gli occhi gonfi e la musica in sottofondo, vale la pena di vivere, perché se l’unico momento in cui possiamo decidere qualcosa è adesso, allora è adesso che facciamo, che dobbiamo fare il nostro percorso. E il percorso di tutti, assieme al nostro. Vale la pena di vivere e impiegare ogni forza in questo. Non voglio rimanere congelato in un eterno momento che qualcun altro un giorno penserà come un “se”.

Ognuno si arrangia con l’impermeabile che trova, tanto sa che comunque un rivoletto di acqua si intrufolerà sempre fra la cerata e il collo: chi se la cava con un brivido, chi se la cava con un raffreddore. Comunque fa freddo.

Nicola

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commenti
  1. Spatoff ha detto:

    Bell’articolo Nick..mi dispiace, qualunque cosa sia successa…

  2. Luca ha detto:

    Post veramente profondo e toccante Nik… Comunque mi dispiace…

  3. ilFilo ha detto:

    ..ci vuole molto più forza a togliersi la vita che ad andare avanti.. ti voglio bene ❤

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