Pubblichiamo un intervento di Chinirisica sulla condizione dei lavoratori e del lavoro. Le norme riguardanti il lavoro contenute nella Costituzione sono ancora applicate e rispettate?


Le condizioni in cui oggi versano i rapporti di lavoro richiederebbero un nuovo patto statutario tra imprenditori e lavoratori, con il patrocinio di un Governo interessato all’occupazione, più che alle case e agli intrecci amorosi di regime.

Non voglio fare riferimento, qui, alla crisi che costringe alla chiusura fabbriche e negozi o alla disoccupazione, e sottoccupazione, che imperversa tra i più giovani e tra i non più giovani, ormai fuori mercato.

Assistiamo rassegnati e quasi inerti alla protervia di imprenditori che utilizzano la fame di lavoro per sminuire, affievolendone il contenuto, i diritti conquistati nel secolo scorso dai lavoratori.

Ricordo che i contenuti costituzionali erano stati anticipati , nel primo dopoguerra,dalla fissazione dei limiti di età per il lavoro minorile, dalla previsione di prime normative antinfortunistiche, dal divieto di mediazione di mano d’opera, per contrastare il caporalato.

La repubblica fondata sul lavoro giungeva, nel 1948, a sancire un percorso, a solennizzare un impegno costruttivo di dignità.

Il cammino verso la realizzazione del principio costituzionale racchiuso nell’articolo 1 fu lungo e fatricoso.

Molto si deve alla coraggiosa legge 300/1970 nota come Statuto dei lavoratori ( che celebra quest’anno il quarantennale) e ad altre normative che tentarono di dare attuazione all’eguaglianza tra i sessi sul lavoro, alla tutela effettiva della genitorialità , alla stabilità dell’occupazione su cui fondare le famiglie del futuro.

Che ne è stato di quel percorso accidentato e nobile?

Credo stia subendo la stessa azione di svuotamento che , purtroppo, la Costituzione conosce da alcuni anni.

Complice la crisi, si sta riaffacciano un sistema di relazioni industriali feroci ed afflittive verso i diritti di chi lavora. Licenziamenti, ferie forzate, precariato spinto e reiterato,maternità e congedi parentali penalizzanti, considerati un peso in una realtà economica che bada all’effimero, al solo presente. Che non vede più nei giovani una risorsa, ma solo una massa indistinta di consumatori.

I casi recenti di Melfi e dei lavoratori Veneti e Friulani di Mazzorato Moda, di Omsa sono, purtroppo, emblematici.

L’ “esercito di riserva” dei disoccupati serve a mantenere al minimo il livello di conflittualità, a smorzare le richieste, a far tacere le rivendicazioni. A far dimenticare che la Costituzione, detta una regola chiara anche in materia salariale:una repubblica fondata sul lavoro, dal quale ottenere una retribuzione che consenta al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Questo prevede il combinato disposto degli articoli1 e 36 della Costituzione.

Un documento vecchio solo per coloro che vogliono tacitarne lo spirito.

La Costituzione , paragonata alla realtà in cui viviamo, appare invece addirittura rivoluzionaria.

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