Col cianuro nei sogni

Pubblicato: 23/09/2010 da Martino Ferrari in Aristofane, Pensieri, Politica, Società
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L’America ha avuto la sua rivoluzione. La Francia ha avuto la sua rivoluzione. L’Italia mai.

Una rivoluzione è dovuta al sentimento di un popolo che lotta per la sua libertà, per la sua autodeterminazione per l’uguaglianza. Noi italiani abbiamo mai fatto una vera rivoluzione? Mai. Perchè? Perchè non siamo stati in grado di reagire, di imporci?

Per secoli sul nostro territorio si sono susseguiti imperi, popoli, etnie. Etruschi, greci, romani, longobardi, goti e moltissimi altri. Ognuno ha lasciato sul territorio e sugli abitanti il suo segno. Le culture si sono mescolate, le idee sono circolate e tutto è cambiato in continuazione. Modi diversissimi di vedere la vita e di guardare al mondo si sono compenetrati. E sono nati così alcuni tra i più grandi artisti, filosofi, scienziati e letterati del mondo. L’Italia ha prodotto e continua a produrre geni e genialità. Ma, nonostante tutto questo, gli italiani “normali” non si sono mai smarcati davvero dai poteri centrali. Dalla Chiesa, dall’impero, dai re, dai politici, dal fascismo.

Gli italiani hanno bisogno di qualcuno che pensi per loro, di qualcuno che guidi, mentre loro possono stare zitti e tranquilli. Qualcuno che risolva tutto. Questo diceva Mario Monicelli a Rai per una notte (vedi video sottostante), non molti mesi fa. Ed è assolutamente vero. Basta guardare al presente. Berlusconi vince certamente per il suo strapotere mediatico e per la pochezza dell’opposizione. Ma anche perchè si pone come leader in grado di soddisfare i bisogni delle persone. Lui dà questa percezione, anche se in realtà non gliene frega niente e fa quello che vuole.

La Chiesa è in Italia da sempre, e spadroneggia, comandando, influenzando, guadagnando. E mai nessuno le si oppone veramente. Pensate davvero che l’Italia sia uno Stato laico?

E allora, qual è la soluzione? Cosa fare mentre il Parlamento salva Cosentino negando al pm la possibilità di usare le intercettazioni a suo carico; mentre i lavoratori muoiono perchè le imprese non fanno rispettare, per risparmiare, le norme di sicurezza e allo stesso tempo il Ministro dell’Economia dice che la sicurezza sul lavoro è un lusso che non ci si può più permettere; mentre la corruzione dilaga e si mangia decine di miliardi di euro l’anno; mentre l’Italia perde il treno per il wi-fi libero e le energie rinnovabili. Mentre tutto questo accade, qual è la risposta?

Ormai non basta più niente. Le cose non cambiano, i giochi sono sempre gli stessi, le persone che tirano le fila delle nostre vite sono le medesime da anni. Ci vuole la rivoluzione. Rivoluzione pacifica e non violenta. Bisogna riprendersi i propri diritti, così maltrattati e affievoliti che nemmeno ci ricordiamo che li abbiamo. Dobbiamo essere in grado di alzare la testa, di urlare il nostro dissenso, di andare tra la gente e spiegare come stanno le cose, di interrompere il coma in cui versa il Paese. Dobbiamo rompere le palle, farci sentire, manifestare, partecipare, imparare, studiare, capire, pensare, conoscere, fischiare, contestare, informare. Dobbiamo riprenderci l’anima che ci hanno strappato, l’anima dello Stato. Dobbiamo riconquistare la possibilità di essere fieri di essere italiani, di rivendicare la nostra cultura. Dobbiamo farlo pacificamente, senza violenza. Una rivoluzione vera e propria, ma senza sangue.

E faticheremo, cadremo, ci rialzeremo. Proveranno a fermarci ma non ce la faranno. Siamo più furbi, siamo più forti. Ci fiaccheranno, proveranno a dividerci, a deviarci con propose allettanti. Ma non molleremo. Abbiamo bisogno di un futuro, di una prospettiva, e le cose come stanno non ce la possono dare. Abbiamo i sogni avvelenati e vogliamo ripulirli e salvarci.

“Rivoluzione, cambia qualche cosa!

Cancella il ghigno solito di questa ormai corrosa

mia stanca civiltà che si trascina.”

(F. Guccini)

Nessun cambiamento è indolore. Ma spesso un cambiamento è necessario. Rivoluzione, non c’è altra via.

“La canzone della rivoluzione”

Il mio amore è muto e parla solo coi corvi
profeti e il sindacato non lo ascoltano più
ragazzini attenti non battete le mani
col cianuro nei sogni la visione si sgonfia e cade giù

Mio fratello è nudo e vive sotto la neve
tu non credere ai giornali, sputa e tirati su
lo hanno programmato a dovere
le villette dei più furbi ci riflettono tanta luce

Avanti amore perduto in mare trent’anni fa
fatti canzone rivoluzione vamos a matar

Fallo contro i cori dei mercanti nel tempio
per i cristi assassinati senza una verità
per i vivi e i morti che santifica il caso
per il pene e la vagina e per quel che era sacro e non è più

Fallo perchè gli ultimi diventino i primi
per la tua coscienza lurida lavata a metà
per andrea di mestre o per maria di matera
per il pane e la gallina che non ci sono più

Avanti amore perduto in mare trent’anni fa
fatti canzone rivoluzione vamos a matar
fiorisci fiore col dito al cuore senza pietà
suona canzone rivoluzione vamos a matar

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