Scuola borghese e gentiliana

Pubblicato: 04/09/2010 da strongale in Pensieri, Scuola, Società, StrongAle
Tag:, , , ,

Oggi pubblichiamo il primo (speriamo di una lunga serie) di interventi del nostro nuovo collaboratore StrongAle, per la verità non proprio un novizio, su questo blog (vedi Travagli di fine aprile). Buona lettura!


Io non andavo molto bene a scuola.

Quando frequentavo le superiori paragonato ai miei compagni di classe ero decisamente “scarso”. Frequentavo un liceo classico che rispecchiava e rispecchia tutt’ora gli ideali di scuola severa ed elitaria della riforma fascista Gentile.

Le ingiustizie del corpo insegnanti e l’assurdo metodo d’insegnamento basato sul terrorismo mi pesavano ed avevo voglia di gridare, di protestare: “non è così che si insegna!”. Ma a nessuno importava.

Io ero per l’autogestione, per la riscossa, loro pensavano solo ad imparare a memoria nozioni come ebeti. Per paura. Come biasimarli? La promozione era decisione della “Casta”.

Sembrano passati secoli, ma non è così. Ho fatto la maturità lo scorso anno.

Attualmente il ministro Gelmini toglie soldi all’istruzione, settore che necessita di un alto grado di innovazione materiale e culturale e non di un imbarbarimento e di una regressione sempre più evidenti.

La mia scuola ne è stata un esempio, ho provato sulla mia pelle che c’è bisogno di rinnovamento, di professori giovani e dinamici che non siano esasperati precari, e soprattutto ho capito che chi ci rimette infine sono gli studenti, i giovani, la vostra futura Italia.

Queste righe sono ispirate alla canzone “Kappler” degli Offlaga Disco Pax.

Io ogni mattina arrivavo prestissimo.

In cielo ancora si vedevano le stelle ed il freddo del mattino mi faceva tremare.

Non mangiavo quasi mai, l’agitazione per le interrogazioni mi rendeva taciturno e sempre di cattivo umore; mi veniva da vomitare.

Stavo lì, impalato davanti alla scuola, due parole con i compagni in attesa dell’allarme.

Con il fucile imbracciato salivo le scale ed entravo in classe.

Non c’era tempo nemmeno per guardarsi in giro: correvo subito al mio posto nelle retrovie, mi riparavo nella terza trincea più indietro. Pronto indossavo l’elmetto, posizionavo la baionetta, impilavo bene i libri per alzare la barriera; ma ecco subito il tremendo suono, era iniziata.

Bisognava rigare dritto, “la Casta” non faceva sconti. Mitragliatrici, granate, razzi arrivavano sotto forma di domande affilate e letali per i nostri voti.

Le nostre uniche armi erano un elmetto, la baionetta ed una pila di libri, come avremmo potuto sopravvivere? Allora si creavano alleanze, suggerimenti, bigliettini.

Malattie come arrivismo, opportunismo e competizione dilagavano fra i banchi, molti cadevano in preda al terrore, altri urlavano impazziti.

Io guardavo distaccato e tacevo.

Ho visto amici andarsene prima del tempo o ritirarsi stremati dalla lotta quotidiana nella guerra dell’insegnamento, lì nella mia vecchia scuola.

Annunci
commenti
  1. Cassandra ha detto:

    Bellissimo intervento. Rende benissimo cos’era quella scuola.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...