“Anche oggi”, dice Berlusconi, “si può cogliere la fotografia di due situazioni contrapposte: da un lato, il governo del fare; dall’altro, i politici di professione e i loro giornalisti di riferimento, che discutono tra loro di ammucchiate fuori dal tempo. Come si può pensare, nell’anno di grazia 2010, a resuscitare alleanze dal collante incerto, dai programmi ancora più incerti, dalle prospettive addirittura incertissime? Grazie al nostro ingresso in campo, gli elettori si sono abituati a una chiarezza semplificativa che non potrà mai più essere abbandonata“, ha aggiunto, precisando che “chi vota per il PdL sa in anticipo quale sarà il premier per cui indica la preferenza, quale sarà l’alleanza delle forze che costituiranno il governo e soprattutto quale sarà il programma, dall’inizio alla fine della legislatura“.

“I cinque punti – ha detto Berlusconi – che il Popolo della Libertà e il governo intendono portare con priorità in settembre dinnanzi alle due camere, confermando il programma approvato dagli elettori e sono la continuazione concreta di una politica fondata sui fatti. Su quei punti e per quei punti sono stati eletti tutti i rappresentanti del PdL, che su quei punti e per quei punti saranno chiamati a impegnarsi per portare a termine una legislatura fruttuosa e feconda di risultati positivi. Sono sicuro che questo debba avvenire e avverrà. Tutto il resto sono soltanto chiacchiere, chiacchiere e basta”.

(da repubblica.it, “Berlusconi: estate di vecchia politica, l’opposizione vuole solo ammucchiate“, 26 agosto 2010)

***

Brevi riflessioni. “gli elettori si sono abituati a una chiarezza semplificativa che non potrà mai più essere abbandonata“. Spero proprio che non sia così, perché la chiarezza di cui parla Silvio credo che sia invece semplicità, o meglio superficialità. Sappiamo tutti quali sono i problemi che caratterizzano il nostro Paese, da sempre. E sapendo da quanto ce le tiriamo dietro nella nostra storia non è mai presto per dire che andrebbero affrontati e risolti. I tentativi ci sono stati, ma credo che da 16 anni a questa parte non se ne possano riconoscere molti: ne hanno l’apparenza, ma forse c’è mai stata dietro la reale volontà di risolvere queste tante questioni italiane.

Il gran caos che ne deriva viene sfruttato in tempo di elezioni (e non solo) per mostrare al popolo quali disastri ha fatto il “governo precedente” e al contempo per ergersi al grado di risolutori di problemi, quasi eroici. Un gran spettacolo, fatto di fuochi d’artificio meravigliosi, i grandi progetti di rivoluzione statale, innovazione e avanzamento nel segno del progresso. Ma restano fuochi d’artificio, e il nuvolone che creano, quando l’ultima scintilla ha crepitato in aria, rimane per un certo tempo, stordente e disorientante nella beatitudine dello spettacolo che si è appena goduto.

Cosa voglio dire: ripetere a lungo un copione è dannoso, pericoloso. Se si continua ad ingannare la gente, prima o poi questa se ne accorge, specie se gli strumenti di raggiro sono sempre gli stessi. In questo momento direi che in effetti sono i medesimi da anni, soltanto esasperati, potenziati. Il potere mediatico ad esempio, il controllo dell’informazione permette di gestire certe notizie pericolose per se stessi (cioè nasconderle o sovvertirle) ma soprattutto permette di amplificare fatti e informazioni dannose per altri. O addirittura permette di inventarne. Non penso che siano i giudici a fare un uso politico delle inchieste: la magistratura è il mastino del sistema Stato, c’è perché vigili sugli altri poteri. Penso invece che ci siano dei politici che fanno un uso politico delle notizie, vere o inventate, mantenendo però la propria faccia tosta senza pensare che devono rendere conto non a qualcuno, ma a tutti i cittadini. Non è sufficiente difendersi catalogando ogni singola critica come diffamazione, e poiché ad un potere grande corrispondono necessariamente grandi responsabilità, fra queste c’è la chiarezza con i cittadini, se si tratta di un politico. I cittadini tutti, non solo la parte che ha fatto una crocetta sul tuo simbolo. Ha l’aria della discriminazione…

Tornando quindi alla frase iniziale, questa mi ha suscitato la riflessione sovrastante per un moto di puro piacere “mentale”. Non credo negli slogan, penso che vadano bene solo per la pubblicità. Di fronte al metodo che Berlusconi sembra apprezzare, cioè questa fantomatica “chiarezza semplificativa”, mi sento preso in giro. Il messaggio alle persone è che “la politica è una cosa troppo complicata, i problemi che hanno tutti in fondo sono altri, lasciate fare a noi politici, ci avete mandati in Parlamento proprio per questo”. Il cittadino spesso dimentica che è un diritto dovere interessarsi alla vita politica del proprio Paese. E se proprio non gli interessa, che almeno non si faccia soggiogare e fregare da questa melmosa chiarezza semplificativa, cioè fermarsi alla superficie delle questioni. Basta chiedersi il perché.

Tra l’altro è più facile, comodo, meno impegnativo.

(ho ritenuto di riportare più frasi nella citazione da cui sono partito con la riflessione per una semplice questione di completezza)

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