Politica (con la p maiuscola)

Pubblicato: 06/08/2010 da Martino Ferrari in Aristofane, Politica, Società
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di Aristofane

Tempi di cambiamento, di instabilità e fermento. Il governo sembra giunto ad un punto di non ritorno, stretto dai suoi ex alleati.

Personalmente, ho poca fiducia nei cosiddetti finiani, ed ancora meno nel “terzo polo”, che sarebbe formato da loro, UDC, API, MPA ed altre sciccherie. Chi non si è accorto per 16 anni (1994-2010)di chi fosse Berlusconi ed ha votato con lui tonnellate di leggi vergogna può davvero ergersi oggi a difensore della legalità e di altri valori simili, valori che l’armata berlusconiana disprezza e calpesta ogni giorno?

Sia chiaro, ben venga una scissione ed una presa di coscienza da parte di Fini, meglio tardi che mai. Ma non si aspetti che tutti si fidino di lui, considerandolo l’esponente di una “nuova destra”. Penso che il tempo del Presidente della Camera, così come quello della maggior parte dei politicanti di questa Seconda Repubblica, sia finito. Schiacciato da scandali, ruberie e privilegi ostentati in faccia a cassintegrati e lavoratori, giovani o meno, che si fanno il mazzo tutti i giorni per portare qualcosa a casa.

Lo so, è un discorso forse un po’ demagogico, il mio. Ma, in realtà, credo che sia solo un’analisi dei fatti. Dopotutto, a chi vogliamo affidare il nostro futuro? A Fini? A Bossi? A Bersani? Ma mi facciano il piacere. C’è bisogno di novità, di freschezza.

Quello che serve sono persone giovani e capaci, che siano informate e consapevoli di quello di cui parlano. E, soprattutto, devono parlare di cose vere, di temi fondamentali come l’ambiente, l’energia, l’informazione, il lavoro. Non di lodo Alfano, processo breve, revisione costituzionale o altre porcate analoghe. Insomma una politica che sia davvero tale, cioè un servizio ai cittadini, che si occupi di loro e dei loro problemi. Non una casta (termine ormai logoro ma sempre efficace) autoreferenziale ed arrogante.

So che tra i giovani le persone capaci sono tante. Siamo capaci di tirare fuori il nostro meglio, metterci in gioco e provare a migliorare le cose? Siamo pronti ad assumerci noi stessi la responsabilità del nostro futuro e di quello degli altri? Spero di sì, altrimenti dovremo per l’ennesima volta affidare le nostre aspettative e prospettive ad un manipolo di incapaci, delinquenti o ignoranti che, come sempre, le faranno a pezzi.

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