L’ETA’ DELLA SOLITUDINE

(di Beppe Grillo, da beppegrillo.it,  20/06/2010)

Un meteorite si è schiantato sulla Terra ed è più devastante di quello che cadde nella penisola dello Yucatàn e che segnò la fine dei dinosauri. Un meteorite formato da 6,5 miliardi di frammenti di specie umana che ha dato avvio alla sesta Grande Estinzione sul pianeta, dopo la Quinta che vide la fine dell’età mesozoica. Una specie vorace, che ama la solitudine, che vive in ecosistemi artificiali. Le altre specie sono superflue, spesso fastidiose. Il loro destino le è indifferente. I cambiamenti climatici indotti dall’uomo faranno scomparire entro il 2050 un quarto di tutte le specie animali e vegetali. Uno “specicidio di massa” che sta avvenendo ora, giorno per giorno. Dal 1973 la Malesia ha perso 266 specie di pesci d’acqua dolce, l’isola di Guam i suoi uccelli di terra, il lago Vittoria 50 specie di ciclidi, gli Stati Uniti 7 specie di uccelli, il mare d’Aral 38 specie di mammiferi e 159 specie di uccelli. L’uomo sta prosciugando le riserve di acqua dolce, che vale soltanto il 2,5% di tutta l’acqua del pianeta e che ospita 10.000 specie di pesci (su 25.000 complessive) e 5.473 specie di anfibi. Nell’80% dei grandi corsi d’acqua cinesi, pari a 50.000 chilometri, sono scomparsi i pesci. Il 35% di rane, rospi, salamandre è a rischio estinzione, 34 sono scomparse in questi anni, di 113 non c’è più traccia.
Nella storia della Terra l’estinzione di qualche specie è sempre avvenuta, mai però con i tempi da
catastrofe biologica iniziati con l’uomo 150.000 anni fa. Da quando l’Homo sapiens è entrato in scena il ritmo dell’estinzione delle specie è aumentato di 100 volte e, inoltre, più specie scompaiono, più aumenta il ritmo di estinzione a causa della scomparsa di interi ecosistemi nei quali specie diverse convivono in modo interdipendente.
Vi ho terrorizzato abbastanza? Perché lo sono anch’io, e ho appena raccolto
una formichina in salotto, delicatamente, e l’ho posata sull’erba, fuori dalla casa. Lo stesso ho fatto con un moscerino posato sul vetro di una finestra che ho subito aperto, accompagnando il suo volo con un augurio. Non vorrei rimanere l’unica specie sulla Terra. La solitudine non mi è mai piaciuta.

(Vai alla pagina di riassunto di tutti i “Collage”)

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commenti
  1. StrongAle ha detto:

    Non vorrei essere insensibile ma non mi stupisce più di tanto questa situazione; infondo come dicevano anche illustri pensatori come Kelsen o Grozio la specie umana come ogni altra specie cerca disperatamente un’auto-determinazione per salvare la propria esistenza.
    – per capirci, il concetto di espandere la proprietà è intrinseco dell’uomo (che più “ha” più “è”). –
    Come d’altronde farebbe ogni altro animale, se ne fosse capace: anteporrebbe le proprie necessità davanti a qualsiasi altra cosa, disinteressandosi di ogni cosa superflua per la sua esistenza.

    A questo punto mi interrogo: perchè i diritti fondamentali dell’uomo non sono applicabili anche agli animali, all’intero ecosistema?
    …immagino che se così fosse andremmo contro il nostro istinto di conservazione, una regressione fino a giungere alla parificazione dell’uomo alla natura invece che solo dell’uomo all’uomo.

    Nonostante i sentimenti nobili verso gli altri organismi viventi non credo che l’uomo arriverà mai a reprimere il suo istinto.
    Forse ciò sarà anche la sua fine…

  2. montelfo ha detto:

    Un conto è avere istinto di sopravvivenza, di autoconservazione, presente in tutte le creature. Diverso è distruggere il luogo in cui si vive e le altre creature che lo abitano per profitto. E’ questo il vero problema dell’uomo: il denaro. Non è molto innovativa ed originale come conclusione, lo so, ma il modo di pensare che ci caratterizza è completamente votato al progresso e alla ricchezza che da tale progresso deriva. Forse dovremmo imparare a rispettare maggiormente ciò che ci sta intorno. Per l’ambiente, per l’ecosistema, per gli animali.
    Ma (tornando all’egoismo e all’autoconservazione) soprattutto per noi stessi.

    Aristofane

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