di Aristofane

Rimane poco da aggiungere, dopo aver ascoltato le parole di Roberto Saviano. I commenti rischiano di essere banali e superflui, inutili orpelli di discorsi profondi, toccanti e appassionati quali sono sempre quelli dello scrittore napoletano. Ho visto diverse volte Saviano in televisione, ospite di vari programmi, mentre racconta le sue esperienze e spiega cosa vuol dire mafia, cos’è la criminalità e cosa accade quando il mondo degli affari va ad intersecarsi con quello del malaffare. Vederlo dal vivo, ieri a Trento (Auditorium Santa Chiara, ore 18), la mia città, è stata un’esperienza particolare. E’ stato come se un pezzo di una realtà che so esistente, ma che mi è sempre sembrata lontana, si fosse calato nella mia quotidianità, vedendo gli stessi posti che io vedo ogni giorno, parlando alle persone che posso incontrare per strada, riferendosi a fatti di vita che abbiamo ogni giorno a portata di mano. E’ stata questa una delle cose che mi ha emozionato.

La grande capacità dell’autore di Gomorra, a mio avviso, è quella di ricondurre storie, eventi e meccanismi che ci sembrano distanti e remoti, propri solo di paesi sperduti nel più profondo sud o di metropoli come Napoli o Palermo, alla vita di tutti i giorni. Con esempi e racconti che ci portano a capire come tutto quello che abbiamo intorno sia frutto, spesso, di forme patologiche di mercato o di un’economia drogata da capitali di provenienza criminale. Saviano è capace di farci toccare con mano, di farci sentire vicini i temi di cui parla, che ad un primo nostro sguardo sembrano astratti, a volte quasi incredibili.

Ed è questo che tanto spaventa chi lo minaccia. Un uomo che fa capire alla gente comune come parlare di questi temi, affrontarli e discuterne ogni giorno, senza nascondere la testa sotto la sabbia, sia fondamentale è un uomo pericoloso per un potere che è alla luce del sole ma contemporaneamente vuole restare nascosto, che trae giovamento delle parole di chi nega la sua esistenza e delegittima chi ne parla, dipingendolo come denigratore della patria. Saviano mostra come capire non sia semplice, ma indispensabile; come essere informati, avere le giuste informazioni sia fondamentale per compiere le scelte giuste. “La vera omertà, oggi, è quella di chi non vuole conoscere”. Chi non vuole sentire, chi si gira dall’altra parte compie un atto di omertà, nascondendo a sè stesso la verità. Con le sue parole, lo scrittore napoletano vuole liberare le persone da questa omertà, soluzione molto più semplice da scegliere rispetto alla conoscenza, vuole rompere un muro e far conoscere un mondo, una realtà terribili.

Ed è per questo che è così odiato. “Chi mi minaccia non ha paura di me, di quello che scrivo. Ha paura, autentica paura, di chi legge”. Questa frase mi è rimasta impressa, forse più di qualsiasi altra. Chi legge capisce. E chi capisce non è più un burattino nelle mani di chi sa le cose che gli altri non conoscono. Una persona informata ha i mezzi per vedere davvero quello che le accade intorno, per muoversi nella multiforme e complicatissima realtà che ha intorno. Chi conosce può decidere per il meglio, in ogni momento, e si pone delle domande. Quando va a fare la spesa come quando deve comprare una casa.

E’ questa la forza della parola. La parola, pronunciata o scritta, che lotta, che combatte con noi. Un libro, un oggetto inanimato che può fare molta più paura di una pistola. La parola che poi porta ai fatti, rendendoci forse un po’ più liberi e consapevoli. Il valore di una parola, che non sta nelle lettere di cui è formata, ma nel significato che rappresenta.

E’ stato questo, a mio parere, il vero messaggio che Roberto Saviano ha voluto comunicare ieri. Ha spiegato molte cose interessanti sul funzionamento di certi meccanismi interni alle organizzazioni criminali. Ha raccontato storie, mostrando la potenza incredibile della mafia e la sua capacità di radicarsi dovunque e in chiunque, soprattutto in tempi di crisi. Ma il vero intento del suo incontro è stato mostrarci come le parole siano importanti e veicolino la conoscenza. Come tutto sia collegato, e come noi stessi, in prima persona, possiamo fare i collegamenti necessari, se conosciamo, se sappiamo. L’importanza della conoscenza, il valore del sapere, che ci permette di scegliere, di capire e di decidere. Ci premette di essere liberi e di cambiare, una volta per tutte, questo Paese, liberandolo dalle sue contraddizioni, dalle sue paure, dandogli un po’ di coraggio. O, almeno, ci consente di provarci.

“La grande speranza è che parlare in questo momento a tutti faccia sì che ci si unisca trasversalmente su un tema fondamentale: far funzionare le cose, la legalità, intesa come regole, non che ci limitano, ma che ci permettono di essere molto più liberi. Legalità che ha davvero il sapore rivoluzionario.” (Roberto Saviano, ieri, a Trento)

(Appena sarà disponibile, verrà postato l’intero intervento di Saviano al Festival dell’Economia. Intanto cliccando qui trovate le parti disponibili su Youtube)

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