Vorrei segnalare un’intervista di Repubblica all’ex Capo di Stato Carlo Azeglio Ciampi, nella quale si parla delle cosiddette “stragi di mafia” dei primi anni Novanta. Ciampi chiede che finalmente si faccia chiarezza su quanto accadde in quel periodo, nel quale lui era a capo di un esecutivo “di emergenza” (è il periodo di Mani Pulite).

Viene ricordata la notte tra il 27 e il 28 luglio del ’93, notte della Strage di Via Palestro (Milano) della quale Ciampi ricorda la paura che ebbe di un colpo di Stato: i dubbi dell’ex Presidente ruotano attorno alle motivazioni che sono state trovate per quelle stragi, da sempre attribuite alla mafia. Ciampi ipotizza che invece siano da attribuire ad una specie di “anti-Stato” che forse cercava di preparare un nuovo periodo, contrassegnato da nuove entità politiche, dopo Mani Pulite.

Le domande che vengono riportate in questo articolo sono molto interessanti:

Perché a un certo punto, poco dopo la nascita del suo [di Ciampi, ndr] governo, le stragi cominciano?

E perché, a un certo punto, dopo gli eccidi di Falcone e Borsellino, le stragi finiscono?

Perché la mafia comincia a mettere le bombe?

Perché la mafia smette di mettere le bombe?

L’Albatro

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