di L’Albatro

Un estratto da un articolo di Umberto Eco, nel quale ho trovato spiegato una mia impressione, covata a lungo. Spesso abbiamo sentore che qualcosa stia cambiando, anche se non siamo consci pienamente di cosa sia: ne diventiamo consapevoli soltanto quando i segnali sono davvero evidenti, palesi, impossibili da ignorare!

Non credo infatti che una dittatura significhi vedere per strada truppe marciare a passo d’oca (citazione da Corrado Guzzanti, il video il trovate in questo articolo qua). Il controllo che si può avere sulle persone va oltre alla paura dei mitra o delle adunate in stile fascista. E non credo nemmeno che nel 2010 sia pensabile una situazione del genere. Le armi oggi sono sicuramente altre, come la pubblicità, la televisione, il controllo dei mercati…lo stesso Eco scrive che “per un nuovo populismo mediatico la stessa dittatura è un sistema antiquato che non serve a nulla” e che “si possono modificare le strutture dello Stato a proprio piacere e secondo il proprio interesse senza instaurare alcuna dittatura“. Il problema è che la grande maggioranza delle persone non stanno così attente, e tutti questi piccoli cambiamenti, attuati piano piano, passano inosservati, appena percepiti, e subito, facilmente normalizzati.

Il regime non è manifesto quindi: è fin troppo palese a certe persone che riescono a mettere assieme tutti questi piccoli segnali (e continuano a scoprirne, sia di nuovi che di antichi e “reiterati”) mentre questa situazione è del tutto normale per chi, disattento e pesantemente influenzato, segue pedissequamente tutto ciò che gli viene propinato, precotto e ci crede senza pensarci un momento. L’ultima dichiarazione di Berlusconi all’Ocse (giovedì 27 maggio) è stata infatti di non avere potere, anzi, il potere che molti attribuiscono a lui, paragonandolo ad un dittatore, è in realtà in mano ai suoi “gerarchi”…citando Mussolini: “dicono che ho potere, ma io non ho nessun potere, forse ce l’hanno i gerarchi, ma non io. Io posso solo decidere se far andare il mio cavallo a destra o a sinistra, ma nient’altro” (link alla notizia su repubblica.it, link al video su repubblicaTv). Chi sono i gerarchi? Chi è quindi che ci governa? Insomma, mi sembrano dichiarazioni non da poco…

La conseguenza poi è che i secondi aggrediscono i primi definendoli “antiitaliani” e “pessimisti” (vedi i dialoghi antiitaliani), soltanto perché, forse, vedono un po’ più in là, e perché si accorgono delle incongruenze e le fanno notare a coloro che preferiscono non vedere, perché hanno altro a cui pensare. Le “altre cose a cui pensare” sono purtroppo e spesso questioni fondamentali, come la casa, lo stipendio, il lavoro: d’altronde, è più facile controllare una persona ferita e in difficoltà o una persona in salute?

L’articolo si intitola “Noi contro la legge“, e conta due pagine.

***

“Erodere le libertà di un paese significa di solito mettere in atto un colpo di Stato e instaurare violentemente una dittatura. Se questo avviene, gli elettori se ne accorgono e, se pure non hanno la forza di azione di colpo di Stato che è con lui cambiata. Al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato. All’idea di una trasformazione delle strutture dello Stato attraverso l’azione violenta il genio di Berlusconi è stato ed è quello di attuarle con estrema lentezza, passettino per passettino, in modo estremamente lubrificato.”

(Umberto Eco)

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