di L’Albatro

25 aprile 2010

Provoca una grande tristezza assistere puntualmente a scenate assurde ogniqualvolta ci sia una ricorrenza.

Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno ha fatto affiggere per le strade un bel manifesto con sfondo tricolore sul quale è stampato un elogio spassionato per i liberatori americani, i quali figurano come gli unici autori della Liberazione dell’Italia. Solo un accenno ai militari e civili che hanno aiutato gli “Alleati”. E così la parola “Resistenza” viene cancellata. Quest’uomo si difende citando la frasetta “Il sacrificio di tanti, militari e civili, che hanno aiutato la coalizione Alleata dei Paesi democratici, rappresenta il punto fondante della nostra nuova Nazione.” Così crede di essere al riparo. La questione sta nel tono e nelle parole usate: il tono celebrativo verso il grande esercito americano di giovani aitanti caduti per un’altra patria mette in ombra chi questa patria la abitava e la difendeva strenuamente, rifugiandosi sulle montagne, e le parole mancate “Resistenza Partigiana”.

La Resistenza contava sicuramente tra le sue fila persone di varie correnti di pensiero e sì, anche convinti comunisti che sognavano un’esperienza come quella che stava accadendo in Russia. Cirielli utilizza un’arma molto cara alla destra di Berlusconi: la paura del Comunismo. Sinceramente, ci chi ci crede ancora? Intendo fra i cervelli pensanti…

Non dobbiamo considerarlo un fatto isolato, su cui sorvolare, perché la pioggia di revisionismo si compone di mille piccole gocce. Tutte assieme alla fine laveranno via i dati storici della nostra Memoria, per far posto alle nuove interpretazioni che servono a molti potenti odierni. Queste persone sanno difendersi bene dietro a temi come “dignità dell’uomo” o “convivenza civile”, vuoti oramai da quanto li hanno usurati. Diventerà per loro facile spiegarci come i grandi amici americani ci abbiano salvato dalla dittatura comunista, e presto anche i partigiani diventeranno un qualcosa di negativo (purtroppo per molti lo sono già…) e non di fondante per il nostro essere liberi e italiani: la Resistenza non simboleggia solo lotta per la libertà e tutto il resto, ma è la nostra fonte massima di dignità come Stato. La gente italiana non è rimasta ferma ad aspettare di essere liberata: si è mossa e organizzata e ha combattuto.

Cercheranno di presentarceli come degli eversivi che volevano sostituire la dittatura fascista con quella comunista: una sorta di scambio. Il problema è questo comportamento: riparati dietro le belle parole di “salviamo la tradizione” sferrano attacchi alle vere basi del nostro Stato (anche la Costituzione è stata “tacciata” di comunismo, perché secondo alcuni ministri scritta sull’onda dell’antifascismo e dell’uscita dalla guerra; quindi ciò sarebbe comunista?) e si aggira alle loro spalle lo spettro di quella forma di governo dal quale non si sono mai preoccupati di prendere davvero le distanze: in Italia è ancora dura udire una dichiarazione di antifascismo…

Buona festa della Liberazione!

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