di Aristofane

C’è un sentimento che gira per l’Italia. Un sentimento che la Lega ha cavalcato per acquistare voti e consenso. E’ la paura, la paura del diverso, dello straniero, che ci viene instillata ogni giorno da media e da alcuni politici, purtroppo in numero sempre maggiore. La paura permette di governare, permette di trovare un capro espiatorio per molti dei mali che affliggono la nostra penisola. “Gli immigrati ci rubano il lavoro, i soldi, vogliono fare quello che vogliono, non rispettano le nostre regole, pretendono e basta”. Quante volte sentiamo affermazioni di questo tipo? Eppure non si tratta che di luoghi comuni.

Ovviamente, sarebbe da stupidi negare l’esistenza di casi di delinquenza che hanno come protagonisti degli immigrati; è ovvio che alcuni di loro vengono in Italia apposta. Tuttavia, è falso che essi lo facciano più degli italiani, come spesso si vuole far credere. La qualità della nostra immigrazione, poi, dipende dal mancato rispetto delle regole e delle leggi, che in Italia è prassi diffusa, tanto tra gli autoctoni quanto tra gli stranieri. E’ ovvio che chi ha come scopo quello di infrangere la legge spacciando, rubando eccetera preferisca andare in un paese nel quale non si riesce a far rispettare la legge, piuttosto che in uno che ha delle regole sicure e che punisce i trasgressori. La qualità dell’immigrazione è quindi frutto in larga parte delle leggi sbagliate ed assurde che vengono prodotte in materia (qui un’efficace spiegazione dell’inefficienza della Bossi-Fini). Tuttavia evasori, stupratori, assassini, ladri e mascalzoni esistono tra gli immigrati come tra gli italiani, e non credo che per nessuno cambi granchè essere rapinato da un italiano piuttosto che da un tunisino, un marocchino, un albanese o chi per loro.

Ma, come in tutti i casi, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Perchè molti, moltissimi stranieri giungono in Italia e riescono ad integrarsi, e a lavorare serenamente. Gli immigrati producono PIL e pagano le tasse. Per nessun motivo devono essere considerati cittadini di serie B. Da nessuno. E invece, purtroppo, accade ancora che vi sia qualcuno che li crede tali e li tratta diversamente rispetto agli italiani. Il video qua sotto è emblematico di questa situazione (la parte a cui mi riferisco inizia al minuto 3:18).

Finchè accadranno cose come questa, come si potrà dire che l’Italia è un paese civile? Come si potrà dire che la Lega non è un partito xenofobo e razzista? Penso che la politica degli ultimi anni, sdoganando certi atteggiamenti, non abbia solo dato voce alla parte peggiore del nostro paese, ma abbia fatto nascere, anche in quelle persone che razziste non sono mai state nè mai si sono sentite tali, un sentimento di diffidenza verso lo straniero, di sospetto. E questo è un altro orribile traguardo che siamo riusciti a raggiungere.

La paura del diverso giunge anche, e soprattutto, dai media, lo abbiamo detto. Spesso gli organi di informazione dedicano grandi titoli ai crimini commessi da stranieri, e relegano nelle pagine secondarie quelli commessi dagli italiani. L’articolo sotto riportato (da il Fatto Quotidiano del 21/04/2010) propone alcuni esempi (clicca  sull’immagine per ingrandire).

Non dobbiamo abituarci a queste cose. Dobbiamo continuare a capire che sono sbagliate, che minano le basi della nostra democrazia e del nostro vivere civile. Dobbiamo combatterle ed essere fermi nell’accogliere chi cerca una nuova vita e una possibilità e nel cacciare invece chi se lo merita.

Ma il razzismo e lo spregio del diverso lasciamoli fuori dalla porta.

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commenti
  1. StrongAle ha detto:

    La via più facile non è mai quella più efficace. Per ottenere qualcosa si deve ragionare, riflettere, combattere e soffrire. Nulla è dato per nulla, soprattutto in questo mondo materialista.
    Queste idee popolane e xenofobe leghiste rispecchiano esattamente la mentalità dell’italiano disinformato e superficiale che i problemi preferisce ignorarli, se c’è qualche ostacolo abbatterlo, senza pensare un altro “modo”, un’alternativa.
    Gli immigrati vanno aiutati, non ignorati e rimpatriati, la criminalità affrontata per quello che è, straniera ma anche italiana.
    Bello stimolo, bella lì, continua a scrivere!
    Dje

  2. montelfo ha detto:

    Purtroppo, caro StrongAle, hai perfettamente ragione, la via più comoda risulta quella giusta, per la maggior parte della gente. Ma prima o poi le cose cambieranno!
    Continua a seguirci e a commentare!!

    Aristofane

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